Archivi tag: Marco Giovenale

From the dairy of jonas & job, inc., pigfarmers

damiano e abeni: From the dairy of jonas & job, inc., pigfarmers

Microeventi, notazioni dotte, memorabilia, incastri sintattici e calembours (spesso assenti in una lingua, aggiunti nell’altra, a creare non traduzioni ma diversioni, diversità) fabbricano qui un labirinto. Diviso in sette parti o tempi inventati da damiano+abeni+giona+giobbe per ideare non la creazione di un mondo ma una mondana ricreazione (dolente, insolente, ironica).

Microevents, scholarly notations, memorabilia, syntactic dovetails and calembours (often non-existent in one language, and thrust into the other to create diversions and diversities rather than translations) build a labyrinth here. Divided into seven parts or times invented by damiano + abeni + jonas + job to set up not the creation of a world but instead a (redolent, insolent, ironic) mundane recess.
(Marco Giovenale)

Testo in inglese e in italiano.
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  • IkonaLiber, Roma, 2017. Isbn: 9788897778455
  • Pp. 72, f.to cm. 12×21.
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  • IkonaLiber, Roma, 2017. Isbn: 9788897778462
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Il nuovo Caratteri e comunicazione visiva

Cover_Caratteri_Sito_Grande«Credo sia passato un numero sufficiente di anni dalla prima edizione di questo libro per domandarsi se la forma della scrittura, i caratteri, la tipografia, siano ancora cosí invisibili come mi sembrava fossero allora; piú in generale, per domandarsi che cosa sia avvenuto in quest’àmbito nel tempo trascorso e dunque che senso abbia, oggi, un libro sulla tipografia. Le risposte a queste domande mi sono sembrate giustificare la (ri)scrittura di queste pagine, invitando i lettori a un viaggio nel mondo dei caratteri tipografici. Al termine di questo percorso saremo liberi di volta in volta di attenerci a regole tipografiche tramandate o di infrangerle consapevolmente».
(Fabrizio M. Rossi)

Nuova edizione completamente rinnovata nei contenuti e nella forma.
138 illustrazioni in b/n; glossario tipografico; prontuario dei caratteri; bibliografia per argomenti. Presentazione di Cinzia Ferrara, presidente dell’AIAP. Con interventi di Sandro Berra, Beppe Chia, Piero De Macchi, Marco Giovenale. Con due calligrafie di Massimo Polello.

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  • ikonaLiber, Roma, 2017. Isbn: 9788897778448
  • Pp. 184, f.to cm. 15×21, con bandelle. Copertina plastificata opaca.
  • Stampato su carte ecologiche certificate senza legno e senza cloro Fedrigoni Symbol Freelife e Burgo Selena.
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Glossopetræ / tonguestones

Simona Menicocci, «Glossopetræ / tonguestones»Le pietre di lingua, pietre di linguaggio, di parole, di idiomi, e le glosse, le liste, gli schemi, danno in questo libro origine a più reti di legami, e a strati – in termini davvero quasi geologici – di significato. Se ne possono elencare almeno tre:
• Le stratificazioni del dolore, riportato in segni sovrascritti, cancellati, ripresi, schiacciati dal gravare di altri segni aggiunti.
• Le lingue e le ‘cose’ e dunque le identità scomparse, o in via di sparizione, di etnie e popoli –  sottoposti al ‘principio di sovrapposizione della vivenza’ – di cui affiorano fitti elenchi, monoliti di nomi stupefacenti.
• Le allegorie del pensiero e del peso delle parole, che è inevitabile siano pietre (in termini etici, di responsabilità verso il mondo oggettivo nominato, convocato nel ventaglio di possibilità aperto sempre dalla sintassi, anche quella comune, condivisa).
Sintassi. Chiave del discorso: discorso interrotto, non comune, in verità, separato, minato/sommerso (non salvifico) del libro.
(Marco Giovenale)

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  • IkonaLiber, Roma, 2017. Isbn: 9788897778417
  • Pp. 90, f.to cm. 12×21.
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Elsamatta

Alessandra Carnaroli, «Elsamatta»Finalista del Premio Elio Pagliarani 2016
Sulla follia e sul suo versante a volte positivamente delirante sono stati scritti testi lunari; superfluo fare cenno al capolavoro di Cervantes. Gli eccessi, il rovesciamento del mondo, il carnevalesco incarnato: hanno da sempre alfieri.
Ma è altra e ulteriore la violenza e l’intrattabilità frontale di Elsa, elsamatta, come raccontata (o riportata da un gruppo facebook) nel libro di Alessandra Carnaroli.
È, si direbbe, il versante esterno di un buio che non ha interno, un paradossale corpo opaco stellare in violenta espansione: che insegue («fa le fughe»), scappa, ride-piange, insulta, morde. Che fa a pezzi i discontinui frammenti di razionalità di testimoni (bislacchi essi stessi) che interagiscono con lei attraverso una ben spiegabile paura, e un altrettanto spiegabile balbettio narrativo.
Infine la follia di Elsa non si fa dire se non da un’aderenza linguistica del registro ‘poetico’ a tali sconnessioni, verificate già dentro le voci degli osservatori, in fuga da quello specchio che in fondo Elsa è.
(Marco Giovenale)

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  • IkonaLiber, Roma, 2015. Isbn: 9788897778356
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Aria (comunione)

Mario Corticelli, «Aria (comunione)»

«oh che allegro vivace mondo! oh / gli aironi!»
Mario Corticelli è uno dei pochi autori italiani di ricerca che – con sguardo oggettivo/materialistico – riesce a nominare mondo e mente, paesaggio e cose, restando in felice equilibrio sul crinale fra ironia e affermazione frontale. Se un’esclamazione come quella qui in incipit («oh che allegro vivace mondo!») mette in campo una patente giocosità, l’a-capo introduce senza mezzi termini la natura, nella forma dei rischiosissimi (per altri autori, non per lui) ‘aironi’.
Sfilandosi via dal simbolo a cui non si lasciano inchiodare questi aironi attraversano le pagine scucendone e negandone di volta in volta dal risvolto tutte le tentazioni – appunto – alate. L’autore mette in campo in tutto il libro un severo – ma non accigliato – smontaggio di persuasioni, creature, naturalia: «inizia a smontare tutto». Il suo sguardo non manca di fissare in lunghe stringhe la fragilità delle nostre costruzioni del reale: «se li sposti dal loro angolino gli oggetti cadono, i giardinetti cadono, i piedini cadono, se li sposti dai loro piedini i corpi cadono». Corticelli lavora entro i margini di un’inquietudine che fa saltare tanto il tessuto pacifico che le valenze semantiche stabilite dei nostri rilievi e tracciati sociali, storici, quotidiani. Ricostruisce e cosí riconnota anche in forma allegorica (esemplarmente in la tenia degli aironi per esempio…) l’inganno del parassita che si trasmette di bestia in bestia, per esempio.
Se è il mondo animale (naturale) a garantire all’immagine o parola allegorica (ma: bloccata o ‘smontata’ sempre un passo prima dell’araldica) di trovare una propria casa, il percorso non è lontano da una tradizione anche novecentesca, tuttavia piegata se non spezzata da un velo – va ripetuto – ironico, a volte supportato da precisi riferimenti, visibili o semi-visibili (Lucrezio; o Leopardi: «convoca i viventi, mettili in un giardino»). Si tratterà quindi di un’ironia in qualche modo chiaroscurata, che nel suo declinarsi/inclinarsi – e perfino coscientemente sospendersi – sembra non aderire affatto ad alcuna persuasione circa i codici grazie ai quali il lettore dovrebbe sciogliere tanto le allegorie quanto le sequenze di immagini. Il nodo semantico, restando cosí parzialmente coeso, mantiene in tensione una noce opaca e intatta di senso che non è oscurità: semmai – come detto – inquietudine. (Marco Giovenale)

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  • IkonaLiber, Roma, 2014. Isbn: 9788897778318
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Paragrafi sull’armonia

Zaffarano_ArmoniaQueste pagine di scrittura ragionante, apparentemente geometrica, sembrano orientate a costruire, tassello dopo tassello, un qualche strano teorema per paragrafi su un’armonia (sociale? economica? …musicale?) di cui non viene dato in verità un profilo stagliato. È indecidibile, imprecisabile. E, poiché non c’è forse nulla di meno decidibile e precisabile del linguaggio, della parola, si dovrà attribuire il ruolo di protagonista proprio a questa disarmonica entità, nominata in ogni passo del testo.
Piú che a pagine assertive, tuttavia, ci troviamo di fronte a una sorta di vera e propria erosione o eliminazione del positivo di quella che parrebbe essere metascrittura. La parola cioè, continuamente chiamata in scena, continuamente prende distanza da sé, è umbratile, «ammette incongruenze», scarta necessariamente verso «la forma del tempo sociale» (ammesso che si possa poi «sapere / cos’è il sociale»), trama differenze e ne è tramata, funge da pietra d’inciampo anche politica: «qual è il compito della parola / induce include perturba il processo di scambio»; «la parola infetta gli altri rapporti / diventa immediatamente / una forma sociale / di pensiero».
Dunque: parole parlano di parole, nel contesto del sistema di segni che, da parlanti, ci sembra di aver capitalizzato, possedere, trattenere in/come vocabolario, planetario noto. È invece l’accumulo, il linguaggio, ad aver capitalizzato noi, è lui ad eccederci. Questa è allora l’idea di cui il libro sembra essere un trattato. Allo stesso tempo, è evidente e sanamente esposto che non ci troviamo nel campo di una effettiva matematica o geometria. Ce lo dimostrano sia le stesse impronte ambiguamente dimostrative, teorematiche, dell’opera, sia la sua ironia strutturante, sia il continuo rovesciamento del senso comune a cui il testo ci fa assistere, su cui riflette: «i prodotti pensano le parole / le parole pensate sono la forma finale dell’universo materiale / rivelano la forma semplice / di isola / le leggi pensano di non essere soltanto parole».
(Marco Giovenale)

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  • IkonaLiber, Roma, 2014. Isbn: 9788897778226
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  • IkonaLiber, Roma, 2014. Isbn: 9788897778233
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Figurina enigmistica

Guatteri_FigurinaQuesto libro è – innanzitutto – due libri: Figurina enigmistica e Millivan e Sullivan. Una duplicità che raddoppia l’enigma insieme al gusto della lettura, dell’indagine del (e nel) testo. Mariangela Guatteri ha scritto un’opera che impiega e piega il periodare noto e ingannevole del gioco enigmistico, dell’interrogativo irrisolto e irrisolvibile, in narrazione appena accennata e subito ritratta (Millivan e Sullivan sono misteriosi protagonisti di vicende quasi à la Cortázar o sul filo dell’aneddoto che diventa micro-mito: «Millivan e Sullivan fanno una foto al monitor», «Millivan e Sullivan fanno un disegno»). Cosí l’autrice ci introduce nei risvolti complessi di una parola che racconta e tuttavia si frammenta e disperde, si polverizza. E diviene o si rivela allo stesso tempo anche politica, spiazzante, sempre ironica.
Già dall’incipit, una citazione da Emilio Villa ci mette sull’avviso circa il piglio giocoso e allo stesso tempo franco del libro: «Ce le fai le figurine? Ci fai le facce? Ci fai le gambe delle donne? Fa delle righette». Il libro fa le figurine (e sorride sulle facce) di molti tic e dispositivi retorici criticabili della società contemporanea: dalla presunta interattività (falsamente dialogica) irrisa nelle prime pagine, ai bizzarri test che ci vengono sottoposti, alle ‘soluzioni’ (di enigmi) che sono in verità immagini ardue, alla retorica della ‘realtà aumentata’ di cui il testo sa beffarsi in righe memorabili. Ma memorabile è la tonalità dell’intero libro, ‘difficile’-ipnotica com’è poi di fatto la voce di Mariangela Guatteri, autrice di riferimento nel panorama della scrittura italiana di ricerca.
(Marco Giovenale)
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  • IkonaLiber, Roma, 2013. Isbn: 9788897778172
  • Pp. 72, f.to cm. 12×21. Con 7 illustrazioni b/n di Mariangela Guatteri.
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  • IkonaLiber, Roma, 2013. Isbn: 9788897778189
  • Pdf. Pp. 82. Con 7 illustrazioni b/n di Mariangela Guatteri.
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