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Tipi di tutti i tipi

mercoledì, aprile 11th, 2012

Pubblicato l’11/04/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] CIAC, Italy

I caratteri mobili di legno rappresentano un interessante àmbito di studio per chi si occupa di tipografia; basti pensare alla loro esuberante produzione ottocentesca negli Stati Uniti, produzione a cui è dedicato lo Hamilton Wood Type & Printing Museum di Two Rivers (Wisconsin). Costituito dalla omonima compagnia, fondata nel 1880, e gestito da volontari della Two Rivers Historical Society, il museo raccoglie più di un milione e mezzo di caratteri di legno che risalgono sino ai primi realizzati in serie negli Stati Uniti da Darius Wells nel 1827 e pubblicati l’anno seguente in un importante catalogo; insieme a questa imponente raccolta il museo espone altre collezioni come quella di annunci pubblicitari stampati con questo metodo tra gli anni Trenta e i Settanta del secolo scorso.
Per chi non si trovasse a passare esattamente da quelle parti c’è sempre la possibilità di consultare il Wood Type Museum virtuale allestito dalla Unicorn Graphics.

Nel clima di rinnovato interesse che ormai da tempo in Italia circonda la tipografia si colloca l’iniziativa del CIAC, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del libro, che qui segnaliamo, riservata proprio alla stampa con tipi di legno. Sabato 28 e domenica 29 aprile si svolgerà il corso «I fondamenti della tipografia», dedicato alla realizzazione di manifesti con caratteri mobili di legno. Dopo aver appreso le tecniche basilari della tipografia gli studenti comporranno un testo a loro scelta e lo stamperanno. Il corso sarà condotto da Paolo Lazzarelli e avrà luogo nella sua Tipografia Sociale, storica stamperia aretina fondata alla fine dell’Ottocento.

Secondo Amos Paul Kennedy jr. (tipografo statunitense già protagonista di corsi organizzati dal CIAC e collaboratore di altre realtà italiane come la stamperia d’arte 74/b di Milano), «guardare Paolo mentre lavora alla sua pressa è come osservare un mago, ti accorgi immediatamente di avere davanti un Maestro al lavoro. I suoi movimenti sono fluidi e apparentemente eseguiti senza sforzo. Conosce perfettamente lo spazio della sua tipografia e quindi non spreca energie.»

Per informazioni:
www.articalligrafiche.it
info[at]articalligrafiche[dot]it tel. 328 7045797

Calligrafia come impegno civile

domenica, aprile 1st, 2012

Pubblicato il 31/03/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] Associazione Dal segno alla scrittura, Italy

La forma della scrittura, insieme ai contenuti che essa esprime, può essere un mezzo per impegnarsi su temi di civiltà che riguardano ogni cittadino. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una segnalazione dall’associazione “Dal segno alla scrittura” a proposito di un’iniziativa sull’articolo 11 della Costituzione italiana che vede coinvolti il gruppo territoriale torinese di Emergency, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Torino e l’Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea.

«Sabato 31 marzo p.v. alle ore 15,30 c/o il Museo della Resistenza di Torino in C.so Valdocco, 4/A, con l’A.N.P.I. Torino ed il Gruppo territoriale di Torino Emergency nell’ambito del concorso Adotta un articolo della Costituzione, verranno esposti i rotoli di carta vergati a mano dai soci della nostra associazione in occasione del Salone del Libro 2011 e contenenti gli articoli della Costituzione italiana compreso l’importantissimo art. 11, vero “leitmotiv” della giornata: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Saranno presenti per l’associazione Dal segno alla scrittura Piero De Macchi, Giovanna Frova, Delia Senes e Lucia Rutigliano.»

Per informazioni:
segnoscrittura.com

I castelli di Yale

lunedì, marzo 19th, 2012

Pubblicato il 07/03/12 su AiapZine. [text, images] Fabrizio M. Rossi, Italy

Progettare consapevolmente significa aver chiari gli obiettivi, le cause e le conseguenze del proprio agire, così come le linee storiche in cui l’azione progettuale si inserisce e molto altro ancora. Non sempre tale chiarezza responsabile è a portata di mano, soprattutto in un presente dominato da procedure tecnologiche molto esigenti e in costante movimento, tali da rischiare di far perdere la ragione stessa dell’agire progettuale. Un confronto adeguato con il pensiero filosofico, nelle sue varie forme e modulazioni, può offrire spunti di consapevolezza a chi pratica le “discipline del progetto”.

La rivista di studi filosofici “I castelli di Yale” si segnala per l’interesse dei temi trattati e lo spessore degli interventi, raccogliendo da anni, tra l’altro, gli atti del convegno che la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara organizza ogni anno. Il numero del 2009, per esempio, ha per tema «l’infinita varietà del gusto: filosofia, arte e storia di un’idea dal medioevo all’età moderna», presupposto fondamentale per comprendere le dinamiche del gusto nel nostro presente e le scelte che quotidianamente compiamo in base a esse, spesso ben poco consapevolmente.

Ho trovato irresistibile la spiegazione che la rivista offre della scelta del proprio nome. “I castelli di Yale” sono infatti, al tempo stesso, una parabola cruda sull’ingrato mestiere del traduttore – poco riconosciuto quando fa bene, esposto al pubblico ludibrio quando scivola su una svista, come in questo caso – e sul potere delle parole, capaci tanto di generare mondi paralleli (non privi di un loro inquietante fascino) quanto di influire sulla realtà.

«“… come i castelli di Yale, che si distinguono fra loro per frazioni di millimetro.”
M. Horkheimer e Th.W. Adorno: La dialettica dell’Illuminismo (1947), trad. it. Einaudi, Torino 1966; rist. 1976, p. 166.
I castelli di Yale, diversi l’uno dall’altro solo per frazioni di millimetro, sono edifici dalle caratteristiche davvero singolari. Come si legge appena prima del passo citato, essi sono addirittura prodotti in serie. In realtà queste strane costruzioni – che il lettore immagina far corona al campus della Yale University – devono la loro precaria esistenza ai curatori dell’edizione italiana dell’opera di Horkheimer e Adorno. Nell’originale tedesco esse sono, assai più prosaicamente, “die Yaleschlösser”, ovvero le serrature Yale.
I castelli di Yale – materializzazioni di una svista, parenti postmoderni di altre costruzioni metaforiche tradizionalmente frequentate dalla teoria filosofica, come i castelli di Spagna, i castelli in aria e i castelli di carte – ci sono sembrati offrire un titolo adatto per una rivista di filosofia.»

La frase completa, con la svista del traduttore, è questa: «Proprio l’ostinato mutismo o i modi eletti dell’individuo ogni volta esposto sono prodotti in serie come i castelli di Yale, che si distinguono fra loro per frazioni di millimetro» (Gerade die trotzige Verschlossenheit oder das gewälte Auftreten des je ausgestellten Individuums werden serienweise hergestellt wie die Yaleschlösser, die sich nach Bruchteilen von Millimetern unterscheiden), come ricorda Marco Bertozzi nel sito “Engramma” [vedi sotto], ricostruendo con dovizia di particolari sia le vicende editoriali tedesche e italiane del celebre testo di Horkheimer e Adorno sia la nascita della rivista di studi filosofici.

Nell’edizione italiana della Biblioteca Einaudi del 1997 i “castelli di Yale” diventano “le chiavi di Yale”, facendo un passettino – anche se non definitivo – verso le prosaicissime “serrature Yale” dell’originale.

Per approfondimenti:
“I castelli di Yale”
“Engramma”
“Progetto grafico” n. 10 (giugno 2007), apertura: Filosofia, progetto, consapevolezza

Acrobati

venerdì, marzo 16th, 2012

Sedici fotografie di Fabrizio M. Rossi in mostra al Bistrot Blå kongo (Roma, via Ofanto 6) dal 20 marzo al 29 aprile 2012.

strani angeli,
angeli stranieri,
al dritto e al rovescio,
in bianco e nero
e a colori:
camminano in alto,
si affidano
gli uni agli altri,
ogni tanto
ci guardano.


Donne di carattere

mercoledì, marzo 7th, 2012

Pubblicato il 07/03/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Museo Bodoniano, Italy

Giovedì 8 marzo, alle ore 17.30, sarà inaugurata nella «sala Dante» della Biblioteca Palatina di Parma la mostra «Margherita Dall’Aglio Bodoni. Una donna tra libri e caratteri». La mostra, organizzata dalla Fondazione Museo Bodoniano e dalla Biblioteca Palatina e aperta fino al 10 aprile 2012, si colloca nell’àmbito delle manifestazioni promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per celebrare la «festa della donna» del 2012.
Margherita Dall’Aglio, moglie dal 1791 di Giambattista Bodoni, fa parte di quella schiera di donne che, com’è documentato già a partire dal XVI secolo, assunsero la guida di stamperie, librerie e case editrici alla morte dei propri mariti.
Dall’Aglio è nota in particolare per la pubblicazione – nel 1818, dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1813 – del Manuale Tipografico del Cavaliere Giambattista Bodoni, in due volumi.
La mostra è un’importante occasione per approfondire l’intero ruolo svolto da Margherita nel corso dei ventidue anni trascorsi al fianco di Giambattista Bodoni, ruolo che va al di là dei suoi già ragguardevoli meriti di editrice del Manuale. Impegno, quest’ultimo, che non fu da poco, se è vero quel che dichiara la stessa Dall’Aglio nell’interessante e circostanziato Discorso della Vedova al Lettore contenuto in ventisette pagine anteposte al Manuale: «Ben debbo avvertire che il decidere su questo lavoro, siccome più volte si spiegò il dilettissimo mio Consorte, s’appartiene in singolar modo alle principali Accademie d’Europa. […] Per secondare adunque la sua lodevole brama, radunati e disposti i diversi alfabeti, e tutti gli altri oggetti che formar dovevano l’opera intera, ne feci eseguire il getto e quindi la stampa. Conosceva ben io la gravezza del carico che mi addossava; ma tutte ho raccolte le mie forze; l’amore per lui e per la sua gloria le ha sostenute; e mi sono accinta coraggiosa all’impresa, onde l’Italia e l’Europa non vengano defraudate di un monumento sì distinto della Tipografia».

Nei giorni di sabato 10 marzo la mostra sarà visitabile dalle ore 14 alle ore 18 e domenica 11 marzo dalle ore 9 alle ore 18 grazie all’apertura straordinaria della Biblioteca Palatina. Negli stessi giorni viene offerta la visita guidata al Museo Bodoniano ai seguenti orari: sabato 10 marzo alle ore 16,00; domenica 11 marzo alle ore 10,00 e alle ore 16,00 (ritrovo dei partecipanti all’ingresso della Biblioteca Palatina). Le visite devono essere prenotate, entro venerdì 9, ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
museobodoni[at]beniculturali[dot]it
daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it

giovanna[dot]barca[at]beniculturali[dot]it

Parma, Biblioteca Palatina
Palazzo della Pilotta
Orario di visita : lunedì – sabato dalle ore 9.00 alle 13.00
Ingresso gratuito
Informazioni:
museobodoni[at]beniculturali[dot]it
daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it

Per approfondimenti:
Typotour

Per mantenere viva la Galerie Anatome

sabato, marzo 3rd, 2012

Pubblicato il 29/02/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of Galerie Anatome, France

Noi sottoscritti, progettisti grafici e artisti, insegnanti e presidi delle scuole d’arte e di design, apprendiamo con stupore e inquietudine che l’esistenza della Galerie Anatome è oggi minacciata.
È esattamente l’esito che temiamo se verrà a mancare la sua principale fonte di sostegno economico, con la minaccia per la Galerie di dover lasciare entro i prossimi mesi la sede che occupa sin dalla propria creazione.
Unico spazio permanente in Francia dedicato alla promozione e alla diffusione della grafica contemporanea, la Galerie Anatome è diventata nel tempo – e noi ne siamo testimoni – un punto di riferimento per i progettisti grafici del mondo intero.
Nel corso degli ultimi dodici anni ha ospitato decine di mostre di grafici francesi e stranieri di ogni generazione e ha permesso a un vasto pubblico di scoprire tutti i campi del design della comunicazione visiva: del manifesto, del libro e dell’editoria, della stampa e della tipografia, dell’identità visiva e della segnaletica, della grafica per la televisione e del design multimediale.
Luogo d’incontro, di scambio, di confronto e di documentazione, la Galerie Anatome ha svolto e continua a svolgere un ruolo insostituibile nella trasmissione e nell’insegnamento della disciplina grafica a migliaia di studenti, in collaborazione con decine di scuole francesi ed europee di design e di arte.
Lo affermiamo con la massima gravità: la scomparsa della Galerie Anatome sarebbe un durissimo colpo per la grafica, nella pluralità delle sue espressioni. Sarebbe anche un ulteriore serio colpo alla Cultura, nel contesto della crisi che sta colpendo tutti i settori delle arti creative.
La situazione attuale esige non soltanto che ci si batta affinché la Galerie Anatome resti lì dove si trova, ma anche che essa si stacchi dall’agenzia Anatome che l’ha sostenuta fino a oggi. Una volta indipendente, la Galerie avrà bisogno urgentemente dell’appoggio di quelle istituzioni pubbliche preposte al sostegno della cultura. 
È per questo motivo che stiamo facendo pressioni sul Ministero francese della Cultura, sul governo e sulle comunità locali interessate affinché alla Galerie Anatome siano finalmente concessi i necessari strumenti operativi per proseguire e sviluppare la propria attività.
Chiediamo una mobilitazione ampia e su vasta scala di tutta la comunità dei grafici francesi e stranieri, degli insegnanti, direttori e studenti di tutte le scuole d’arte e design e, ancora, di tutti coloro che considerano la difesa del nostro ambiente visivo una questione che riguarda tutta la società…
Sosteniamo la Galerie Anatome!
Sosteniamo la Galerie Anatome! [trad. dal francese di Fabrizio M. Rossi]

We, the undersigned, graphic designers and artists, teachers and art and design school principals, have heard to our astonishment and great concern that the existence of the Galerie Anatome is currently under threat.
This outcome is obviously to be feared if the withdrawal of its main source of support is confirmed, with the particular danger that the gallery will have to leave the premises it has occupied since its creation, and this within the next few months.
As the only permanent space in France dedicated to the promotion and diffusion of contemporary graphic art, the Galerie Anatome has also become, as we have witnessed, a reference point for graphic artists the world over. During the last twelve years, it has hosted dozens of exhibitions by French and foreign graphic artists of every generation and enabled a wide audience to discover the many and varied fields of visual creation, from posters, books and publishing, conception press and typography to visual identity and signage, TV graphics and multimedia design.
A place for encounter and exchange, confrontation and documentation, the Galerie Anatome plays an irreplaceable role in the transmission and teaching of graphic art to thousands of students, in partnership with dozens of French and European art and design schools.
We say, in all seriousness, that the disappearance of the Galerie Anatome would be a major blow to graphic art and design, in all its forms.
It would also be, within the context of the crisis that is currently hitting all creative arts, another serious blow to culture.
The current situation demands not only that we fight for the gallery to remain where it is, but also for it to detach itself from the Anatome Agency, which has been supporting it up until now. Once independent, it will urgently need the backing of those public institutions charged with supporting culture.
It is for this reason that we are now lobbying the French Ministry of Culture, the government and the local authorities concerned, so that the Galerie Anatome can be granted the means necessary to develop and continue to operate.
We are calling for a wide-ranging, large-scale mobilization of the entire graphic art community in France and abroad, incorporating graphic artists and designers, teachers, the heads and pupils of all the art and design schools, and beyond that, all those who consider the defence of our visual environment to be a social issue….
Keep the Galerie Anatome alive!

Nous soussignés, graphistes, enseignants, directeurs d’écoles d’art et de design, apprenons avec stupeur et inquiétude que l’existence de la Galerie Anatome est aujourd’hui menacée.
C’est manifestement l’issue que l’on peut craindre si se confirme la défaillance de son principal soutien, avec notamment la menace pour la galerie de quitter les locaux qu’elle occupe depuis sa création, et cela dans les prochains mois.
Seul lieu permanent dédié en France à la promotion et à la diffusion du graphisme contemporain, la Galerie Anatome est aussi devenue, nous en sommes les témoins, un lieu de référence pour les graphistes du monde entier.
Au cours des douze années écoulées, elle a accueilli des dizaines d’expositions de graphistes français et étrangers de toutes générations, permis à un large public de découvrir tous les champs de la création visuelle : celui de l’affiche, du livre et de l’édition, de la conception presse et de la typographie, de l’identité visuelle et de la signalétique, de l’habillage télévisuel et de la création multimedia.
Lieu de rencontres, d’échanges, de confrontations, de documentation, la Galerie Anatome joue un rôle irremplaçable dans la transmission et l’enseignement du graphisme auprès de milliers d’étudiants, en partenariat avec les dizaines d’écoles d’art et de design françaises et européennes.
Nous le disons avec gravité, la disparition de la Galerie Anatome serait un très mauvais coup porté au graphisme, dans la pluralité de ses expressions.
Elle serait aussi, dans le contexte de crise que subissent actuellement toutes les pratiques créatives, un mauvais coup supplémentaire porté à la Culture.
La situation actuelle nécessite non seulement de se battre pour que la Galerie puisse rester là où elle est, mais aussi qu’elle se détache de l’agence Anatome qui la soutenait jusqu’à présent. Indépendante elle aura besoin de manière urgente de l’appui des institutions publiques chargées de soutenir la culture.
C’est bien cela qui nous conduit à interpeller le Ministère français de la Culture, les pouvoirs publics et les collectivités territoriales concernées afin que soient enfin accordés les moyens nécessaires à la Galerie Anatome pour qu’elle puisse poursuivre et développer son action.
Nous appelons à une très large et très vaste mobilisation l’ensemble de la communauté des graphistes et designers français et étrangers, les enseignants, les responsables et élèves de toutes les écoles d’art et de design et au delà à celles et ceux qui considèrent la défense de notre environnement visuel comme un enjeu de société….
Pour que vive la Galerie Anatome!

Sostieni la galerie Anatome!

Soutenir la galerie Anatome!

Support the Anatome gallery!

› Galerie Anatome

Alfabeti greci, scrittura contemporanea

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Pubblicato il 22/02/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Massimo Polello, Italy

Nel panorama delle iniziative dedicate in Italia alla calligrafia segnaliamo il corso residenziale «Beautiful greek alphabets», a cura di Massimo Polello, che si svolgerà a Podernuovo (Livorno) e nella biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze dal 25 al 30 aprile 2012. Il corso – che non richiede conoscenze calligrafiche di partenza ed è limitato a 12 partecipanti – si propone di sperimentare le possibilità espressive della calligrafia contemporanea a partire da alcuni manoscritti greci conservati nella biblioteca fiorentina. Da qui i partecipanti saranno messi in condizione di sviluppare un proprio alfabeto latino, attuale ed espressivo, che tragga origine dal dinamismo della scrittura storica di partenza; il lavoro realizzato da ciascuno, infine, verrà assemblato e legato per formare un libro.

Prima su riproduzioni, poi direttamente sui manoscritti originali, i partecipanti verranno guidati ad apprezzare le antiche lettere greche e i loro ritmi, le legature, le spaziature, la qualità e i colori dell’inchiostro.

La sessione di lavoro prevista nella Biblioteca Laurenziana permetterà di apprezzare questo importante complesso architettonico progettato e in parte realizzato da Michelangelo fra il 1519 e il 1534 per il cardinale Giulio de’ Medici (il futuro papa Clemente VII).
La Laurenziana (nome che le deriva dalla sua collocazione nel complesso di San Lorenzo), aperta al pubblico nel 1571 per volontà di Cosimo I, possiede un fondo di manoscritti impressionante per qualità e quantità (circa 11mila) che riflette con esattezza il clima culturale dell’Umanesimo e del Rinascimento toscano. Vi sono presenti nomi celebri – sia come autori o copisti sia come possessori – quali Coluccio Salutati, Poggio Bracciolini, Niccolò Niccoli, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. Innumerevoli i codici fondamentali per unicità e antichità lì conservati: Eschilo, Sofocle, Plinio, Virgilio, Tacito, Quintiliano, insieme al più antico testimone del Corpus Juris di Giustiniano, a una delle tre raccolte complete dei Dialoghi di Platone, al Codice Squarcialupi (fonte primaria della musica profana fra Trecento e Quattrocento)…

Ognuno dei numerosi fondi di manoscritti racconta una storia; basti pensare alla Collezione Orientale Palatina, voluta dal cardinale Ferdinando de’ Medici (granduca di Toscana dal 1587) a seguito della fondazione da parte sua a Roma, nel 1584, della Stamperia Orientale Medicea, il cui scopo era quello di sviluppare un’attività editoriale a sostegno della predicazione del cattolicesimo nel Vicino Oriente.
Il fondo dei manoscritti greci, infine, ci riporta al ruolo svolto da Firenze negli anni precedenti e successivi la caduta di Costantinopoli per mano dei turchi e la conseguente «disseminazione» della cultura greca verso occidente.


Per informazioni:

polello[at]lacalligrafia[dot]com

Biblioteca medicea laurenziana

A text is a thing

giovedì, gennaio 26th, 2012

Pubblicato il 25/01/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Galleria Vistamare, Italy

L’attenzione delle arti visive nei confronti del testo e della lettera scritta è tuttora viva; ne è prova la mostra A text is a thing, inaugurata il 17 dicembre 2011 e attualmente in corso nella “Galleria Vistamare“ di Pescara (chiuderà il 21 febbraio 2012), nel cuore storico di Pescara. La mostra, a cura di Vincenzo de Bellis e Alessandro Rabottini, espone opere di Meris Angioletti (1977), Pedro Barateiro (1979), Pavel Büchler (1952), Bethan Huws (1961), Anna Franceschini (1979), Michael Müller (1970) e Vincent Vulsma (1982): «sette artisti di generazioni diverse che analizzano il rapporto fra testo e arti visive […]. Il testo diventa una “cosa” e le parole sono colte nella loro materialità, fino addirittura a sgretolarsi». Le opere esposte sono datate fra il 1973 al 2011 e alcune state realizzate appositamente per questa occasione.

Il rapporto fra arti visive e scrittura non è solo appannaggio del presente ma da sempre è ricco di suggestioni e di motivi di riflessione. Il Novecento, in particolare, ha visto numerose testimonianze dell’attenzione degli artisti nei confronti della scrittura in senso lato così come, in particolare, della tipografia e dell’oggetto libro. Chi scrive ne ha reso conto su “Progetto grafico” recensendo un’importante uscita monografica del “Bollettino del Museo bodoniano” intitolata Lettere in libertà: dalle iniziali miniate ai graffiti, alfabeti, segni, immagini, che ricordava, fra l’altro, due grandi mostre: Testuale. Le parole e le immagini, del 1979 (originata dalla poesia visiva e dalla semiotica e dedicata a coloro che, negli anni Settanta, avessero esplorato il rapporto fra parola e immagine oltre i confini della Pop art) e Nella materia. Dal Futurismo a Kiefer, alfabeti nell’arte del Novecento. Da Burri a Kounellis, metalli e ossidazioni, del 2003. Nel “Bollettino” si evidenziavano inoltre le riflessioni di Gloria Bianchino su L’avanguardia delle parole, che sottolineava il ruolo nodale di Paul Klee come colui che trasformava le immagini del reale in segni, attraversando scritture di civiltà diverse e dimostrando che pittura e scrittura non sono due sistemi contrapposti ma complementari, che dipingere può essere come scrivere. Ricordiamo infine, sempre nel “Bollettino”, l’intervento di Stefano Calzolari su Lettrismo e Situazionismo, centrato sul periodo compreso fra il secondo dopoguerra e il maggio del 1968.

Per informazioni:
info@vistamare.com
www.vistamare.com
Per approfondimenti:
“Progetto grafico”, nn. 14/15, maggio 2009
www.aiap.it/progettografico

Immagini
Apertura, 01 e 06: Pedro Barateiro, Finalmente…, 2011, 504 matite di rovere rivestite di colore d’oro. 06: Michael Muller, Biographie von Kautschuk (Das Fräulein Yang Chin)), 1993 /2008, materiali vari.
02: Bethan Huws, Digressive Biscuits, 2009, legno di ciliegio.
03: Bethan Huws, Untitled (Qu’est-ce que tu penses…), 2006, alluminio, vetro, gomma e plastica. Bethan Huws, Digressive Biscuits, 2009, legno di ciliegio. Pedro Barateiro, Mask for Book 10 (For D.F.W.), 2011, inchiostro nero su carta Fabriano da 300 g.
04: Bethan Huws, Untitled (What did you do…), 2005-06, alluminio, vetro, gomma e plastica. Bethan Huws, Untitled (HELIX…), 2008, alluminio, vetro, gomma e plastica. Pavel Buchler, Nodds, 2006, due video loop diacronici, monitor 14 pollici. Pedro Barateiro, Mask for Book 10 (For D.F.W.), 2011, inchiostro nero su carta Fabriano da 300 g.
05: Meris Angioletti, frammenti JL, 2011, tavolo in ferro e vetro, 17 sculture in argilla. Pavel Büchler, Acid and Nicotine (The best minds of my generation), 2009, 9 disegni, acido solforico e fumo di sigaretta su carta.

Coltivare libri per raccogliere idee…

domenica, gennaio 15th, 2012

Pubblicato l’11/01/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Archivio di Stato di Torino, Italy

…ovvero: “raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di età moderna. Torino 1559-1861”. Tale è il sottotitolo esplicativo – da me parafrasato – della mostra “Il teatro di tutte le scienze e le arti”, in corso all’Archivio di Stato di Torino (aperta il 23 novembre, chiuderà il 29 gennaio prossimo).
È una testimonianza del patrimonio librario raccolto in tre biblioteche torinesi – la Nazionale Universitaria, la Reale e dei Regi Archivi – nel corso di tre secoli, fino all’Unità d’Italia: un patrimonio che rispecchia la cultura sabauda in età moderna.

In mostra le raccolte dei codici latini e greci, i testi della cultura ebraica e orientale, i trenta volumi torinesi di Pirro Ligorio (l’erudito rinascimentale napoletano che, in quest’opera, rende conto delle sue vaste esperienze di viaggio e di studio), la raccolta di testi giuridici per il governo dello Stato, gli atlanti geografici, le raccolte di trattati di architettura militare, i manuali di geometria e di astronomia, i disegni degli architetti e dei maestri della decorazione. Tutto il materiale in mostra è coadiuvato da un apparato didattico multimediale che illustra anche la sede della mostra, progettata nel 1731 da Filippo Juvarra, il grande architetto nato a Messina nel 1678 e morto a Madrid nel 1736. Segnaliamo anche l’iniziativa dell’associazione “Dal segno alla scrittura” che, il 14 gennaio, offrirà una visita guidata gratuita alla mostra.

Per informazioni:
Archivio di Stato di Torino

Dal segno alla scrittura
info[at]segnoscrittura[dot]com

Istituzioni che insegnano

lunedì, ottobre 24th, 2011

Pubblicato il 24/10/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of www.google.it, Italy

Le idee contemporanee di ‘museo’ e ‘biblioteca’ devono necessariamente tener conto di una realtà mobile e multiforme, in rapido e spesso vertiginoso divenire. Non più soltanto luoghi di conservazione, ecco dunque che queste istituzioni, così legate al passato, affrontano il presente diventando luoghi di formazione e di confronto, ponti ideali per comprendere l’origine del presente e i possibili sviluppi del futuro.

Il sistema scolastico italiano, purtroppo, non prevede un’adeguata ‘alfabetizzazione’ tipografica, calligrafica o epigrafica né sufficienti nozioni di storia del libro e dell’editoria, rinunciando così a trasmettere una porzione importante del nostro patrimonio culturale: in buona sostanza, la storia dei modi del leggere e dello scrivere e, possibilmente, la loro pratica; questa grave carenza formativa risulta drammaticamente evidente a chiunque si trovi a insegnare tipografia o grafica editoriale a giovani diplomati. È opportuno, dunque, mettere in risalto ogni iniziativa che cerchi di sopperire alle distrazioni, se non alle scelte omissive, dei programmi ministeriali.

In questa prospettiva segnaliamo il ciclo di seminari “Il libro ha un futuro?”, organizzati dalla Biblioteca Palatina e il Museo Bodoniano di Parma, che si svolgeranno nel salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina e saranno a ingresso libero. Il primo incontro avrà luogo martedì 25 ottobre (ore 9 – 10,30): Orazio Tarroni illustrerà La rivoluzione della pubblicazione dei libri: dalla tipografia manuale alla tipografia a computer. Tecniche in evoluzione. Il secondo incontro avverrà mercoledì 16 novembre (ore 11.30 – 13.00): Luca Formenton affronterà il tema de Le scelte delle case editrici. L’ultimo appuntamento è per martedì 29 novembre (ore 9.00-10.30): Annamaria Tammaro parlerà delle previsioni su Il futuro del libro.

Le due istituzioni partecipano inoltre, per la prima volta, al progetto di didattica museale “A scuola nei musei: dalla preistoria all’età moderna”, rivolto alle scuole di Parma e Provincia, di ogni ordine e grado a partire dalle classi 3° elementari.
Il progetto, totalmente gratuito, è nato nel 2010 per favorire nelle giovani generazioni la sensibilità e il rispetto nei confronti dei beni culturali, oltre a stimolare la frequentazione dei luoghi museali e di arte. L’iniziativa è realizzata in collaborazione tra Galleria nazionale di Parma, Museo archeologico nazionale di Parma, Biblioteca Palatina, Museo Bodoniano e la Fondazione Cariparma a seguito di una convenzione con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna.
Il Museo Bodoniano e la Biblioteca Palatina saranno coinvolte nel progetto con alcuni percorsi offerti agli studenti:
Percorsi al Museo Bodoniano
1. Il mestiere del tipografo a Parma; 2. Lettere di piombo; 3. Sulle tracce di Bodoni; 4. La marca tipografica; 5. Che carattere! (per tutte le scuole).
Percorsi alla Biblioteca Palatina
1. La biblioteca (per scuole medie e superiori); 2. La scrittura ed il libro manoscritto (per 5a elementare, medie e superiori).
L’attività didattica si svolgerà durante tutto l’anno scolastico 2011-2012.
L’associazione culturale “Artificio comunicazione & arte” di Parma si occupa dello svolgimento dell’attività didattico-educativa unitamente alla segreteria organizzativa, le prenotazioni e la comunicazione con le scuole, avvalendosi di personale in possesso di competenze ed esperienze specifiche di didattica museale nei settori dell’archeologia, della storia dell’arte e dell’architettura.

Per informazioni
Associazione Amici della biblioteca Palatina e del museo Bodoniano
Strada alla Pilotta 3 – I-43121 Parma
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