Archive for the ‘Parole’ Category

Il pangramma è un animale…

giovedì, Dicembre 31st, 2015
Immagine di Inu Yasha Cooper

Immagine di Inu Yasha Cooper

…che se morde non fa male.
“Pangramma”, dal (solito) greco: “tutti i segni”. Ovvero, una frase “oloalfabetica”: che contiene tutte le lettere di un “intero alfabeto” (ancora il greco…) almeno una volta e che, preferibilmente, sia una frase di senso compiuto, senza sigle. Utilissimo, il pangramma, ai progettisti di caratteri, e in generale ai tipomaniaci, per mettere alla prova un carattere.
Così per l’inglese abbiamo il classico pangramma «The quick brown fox jumps over the lazy dog». Per il francese, «Portez ce vieux whisky au juge blond qui fume» («portate questo vecchio whisky al giudice biondo che fuma»), pangramma che ha il pregio di mostrare le consonanti una sola volta e di essere, per giunta, un verso alessandrino. Per l’italiano, «Quel fez sghembo copre davanti» (26 lettere anziché 21), o l’adattamento del pangramma inglese già citato: «Fu questa volpe a ghermir d’un balzo il cane» (35 lettere e un apostrofo; cfr. http://www.onicedesign.it/2009/04/vituperabili-whiskey/), o ancor meglio «Pranzo d’acqua fa volti sghembi», di Giampaolo Dossena (26 lettere e un apostrofo. In La zia era assatanata. Primi giochi di parole per poeti e folle solitarie, Milano, Rizzoli, 1990). Personalmente trovo di senso compiuto anche quest’ultimo pangramma: un pranzo a base d’acqua non può che far storcere il muso, ovvero «far volti sghembi»…
Ma il problema che affascina i cultori della tipografia, della linguistica e dell’enigmistica è quello di arrivare al “pangramma perfetto”, ossia al pangramma che mostri ogni lettera di un alfabeto una sola volta e, come dicevo, sia di senso compiuto, senza sigle. Impresa non facile. In italiano e in francese non ne ho ancora trovati. E, a rigore, sia per l’italiano sia per il francese il pangramma perfetto dovrebbe mostrare anche tutte le lettere accentate, ma qui sconfiniamo nella follia. Per l’inglese, che di accenti non ne ha, ce n’è uno, che sottopongo alla vostra attenzione in tutta la sua complessità:
«Cwm fjord bank glyphs vext quiz».
Le lettere dell’alfabeto inglese ci sono tutte, una sola volta e senza sigle. E il senso compiuto? Il dibattito è aperto, ma ecco un contributo interessante di Martin Putnam (26/3/1997):

«Dear Peter Hartley, I write in defense of the pangram (or “holoalphabetic sentence”) on the subject line.
You say:
> Cwm fjord bank glyphs vex’t quiz.
> A cwm (Welsh word) is a geological term for something that may well be found on the bank of a fjord; “vex’t” for “vexed” is
> definitely cheating though.
I’m not sure that it is cheating, nor am I sure that “vex’t” needs an apostrophe. Consider
“And that same night, the night of the new year,
By reason of the bitterness and grief
That vext his mother, all before his time
Was Arthur born…”
(Tennyson, Idylls of the King, “The Coming of Arthur”)
Is this not English? This very poem is, after all, one of the authorities relied upon by the editors of the Oxford English Dictionary to establish standard usage (see OED Index), although they don’t happen to quote the above-cited passage in the articles on “vex” and “vexed”. See those articles for various uses of “vext” and “vex’t,” however. Tennyson again:
“Glad that no phantom vext me more, return’d
To whence I came, the gate of Arthur’s”».

Tutto chiaro? In buona sostanza, Putnam sostiene che “vext” non sia affatto “un imbroglio linguistico” e che vada inoltre scritto senza apostrofo, citando l’autorità indiscussa di Tennyson a sostegno di ciò. Il pangramma sarebbe dunque da ritenersi perfetto, e per giunta con un rimando semantico alla tipografia: si parla di misteriosi “glifi” in una formazione geologica sulla sponda di un fiordo…
In ogni caso, per noi tipomaniaci questo pangramma è ottimo, come abbiamo sperimentato durante il corso di Type design dell’AANT.

L’immagine di apertura è reperibile qui: http://inuyashacooper.deviantart.com/art/The-Quick-Brown-Fox-Jumps-Over-The-Lazy-Dog-353119526

Presentazione «Altrove», libreria Koob

martedì, Giugno 2nd, 2015

giovedì 11 giugno 2015
ore 18
libreria koob
via luigi poletti, 2 roma

presentazione del volume

altrove

due atti unici di
maria evelina buffa nazzari
edizioni ikonalíber

conduce
rosario tronnolone
redattore della radio vaticana, regista
letture di
maria evelina buffa nazzari
attrice, scrittrice
maddalena recino
attrice
con
fabrizio m. rossi
direttore editoriale ikonalíber
ingresso libero
informazioni: 06 45.42.51.09
ikonalíber: 06 86.32.96.53
www.ikonaliber.it
Su Facebook
Locandina_Altrove_Koob

 

Presentazione IkonaLíber, collana SYN

giovedì, Febbraio 12th, 2015

Corticelli_Aria1a Roma, venerdì 27 febbraio, alle ore 18:00

nella Libreria KOOB

(via Luigi Poletti 2)

in occasione dell’uscita di

aria (comunione), di Mario Corticelli,

lettura & riletture dai tre primi libri della collana

SYN – Scritture di ricerca

(Edizioni IkonaLíber):

figurina enigmistica

di Mariangela Guatteri

paragrafi sull’armonia

di Michele Zaffarano

aria (comunione)

di Mario Corticelli.

Interventi critici di

Massimiliano Manganelli

coordina l’incontro

Marco Giovenale

saranno presenti gli autori e l’editore, Fabrizio M. Rossi

Facebook

Informazioni:

IkonaLíber 06 86329653

Koob 06 45425109

Zaffarano_Armonia-171x300 Guatteri_Figurina1-171x300

L’editoria indipendente al Faber Beach

venerdì, Settembre 12th, 2014

A Ostia, sabato 13 settembre – alle ore 18:00

L’EDITORIA INDIPENDENTE AL FABER BEACH

Lungomare Paolo Toscanelli 199

Presentazione di alcune collane editoriali esterne ai grandi circuiti:

Chapbooks (Arcipelago Edizioni)

Benway Series (Tielleci Editrice)

Syn_scritture di ricerca (IkonaLiber)

Le edizioni de La Camera Verde

e dell’antologia EX.IT – Materiali fuori contesto

Dialogo con alcuni curatori:

Marco Giovenale, Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli.

Incontro a cura di Simona Menicocci.

Su FaceBook

In contemporanea:

> stand di libri

> aperitivo con buffet no limits a 10 euro

IkonaLíber a ESCargot, Roma

lunedì, Giugno 16th, 2014

Giovedì 19 giugno 2014 alle ore 18:30


a Roma, Teatroinscatola
(Lungotevere degli Artigiani, 12)

nel contesto degli incontri a cura di
ESCargot – Scrivere con lentezza

presentazione e letture di

Andrea Inglese
La grande anitra
(Oèdipus
, 2013, collana Megamicri, postfazione di Cecilia Bello Minciacchi)

e

Michele Zaffarano
Paragrafi sull’armonia
(IkonaLíber, 2014, collana SYN _ scritture di ricerca)

interventi critici di
Marco Giovenale
e Massimiliano Manganelli

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L’incontro su Facebook

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Andrea Inglese (1967) vive a Parigi. Tra i suoi libri di poesia: Inventari (Zona 2001), La distrazione (Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009), il prosimetro Commiato da Andromeda (Valigie Rosse, 2011; premio Ciampi), Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, nell’edizione italiana (Italic Pequod, 2013) e francese (NOUS, 2013), e La grande anitra (Oèdipus, 2013). Tra i testi in prosa: Prati / Pelouses (La Camera Verde, 2007) in parte confluiti nel volume collettivo Prosa in prosa (Le Lettere, 2009), Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001 (La Camera Verde, 2011). È uno dei membri del blog Nazioneindiana e del sito GAMMM. È nel comitato di redazione di “alfabeta2”. Anteprime di testi da La grande anitra: 12.

Michele Zaffarano è nato a Milano e vive a Roma, dove lavora come traduttore. Ha pubblicato vari libri con la Camera verde; presso Le Lettere è uscito Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, 2009). Con Tielleci ha pubblicato Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series, 2013). Presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di V. Ostuni, Ponte Sisto, 2011). Dirige la collana Chapbooks (Arcipelago, Milano) ed è tra i curatori di Benway series (Tielleci, Colorno). È co-curatore di EX_IT Materiali fuori contesto, e tra i fondatori del sito GAMMM.

Paragrafi sull’armonia
Su Slowforward

Anteprime di testi:
Alfabeta 2
Nazione Indiana

Teatroinscatola
Lungotevere degli Artigiani, 12 – Roma
tel. 347.6808868 e 340.5573255
email: asscultltart[at]aliceposta[dot]it

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Presentazione IkonaLíber a Milano

giovedì, Giugno 5th, 2014

Venerdì 6 giugno 2014 alle ore 21:00
a Milano, nella Libreria Popolare
(via Alessandro Tadino, 18)
presentazione di

Paragrafi sull’armonia

di
Michele Zaffarano

collana SYN _ scritture di ricerca
edizioni IkonaLíber, 2014
interventi critici di
Paolo Giovannetti
e
Antonio Loreto
coordina l’incontro
Alessandro Broggi

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Letture dell’autore

L’incontro su facebook

Michele Zaffarano è nato a Milano e vive a Roma, dove lavora come traduttore. Ha pubblicato vari libri con la Camera verde; presso Le Lettere è uscito Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, 2009). Con Tielleci ha pubblicato Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series, 2013). Presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di V. Ostuni, Ponte Sisto, 2011). Dirige la collana Chapbooks (Arcipelago, Milano) ed è tra i curatori di Benway series (Tielleci, Colorno). È co-curatore di EX_IT Materiali fuori contesto, e tra i fondatori del sito gammm.org.

Paragrafi sull’armonia su Slowforward

Anteprime di testi:
Alfabeta 2
Nazione Indiana

Libreria Popolare
Via Mascarella, 24/b – 40126 Bologna

tel. 02/29513268

Email: incontri[at]libreriapopolare[dot]it

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Presentazione IkonaLíber a Bologna

domenica, Giugno 1st, 2014

Giovedì 5 giugno 2014 alle ore 21:00
a Bologna, nella Libreria Modo Infoshop
(via Mascarella, 24/b)

presentazione di
Paragrafi sull’armonia
di
Michele Zaffarano

collana SYN _ scritture di ricerca
edizioni IkonaLíber, 2014

interventi critici di
Stefano Colangelo

coordina l’incontro
Marco Giovenale

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Letture dell’autore
anche da
Cinque testi fra cui gli alberi (più uno)
Benway Series, 2013

L’incontro su facebook

Michele Zaffarano è nato a Milano e vive a Roma, dove lavora come traduttore. Ha pubblicato vari libri con la Camera verde; presso Le Lettere è uscito Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, 2009). Con Tielleci ha pubblicato Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series, 2013). Presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di V. Ostuni, Ponte Sisto, 2011). Dirige la collana Chapbooks (Arcipelago, Milano) ed è tra i curatori di Benway series (Tielleci, Colorno). È co-curatore di EX_IT Materiali fuori contesto, e tra i fondatori del sito gammm.org.

Paragrafi sull’armonia su Slowforward

Anteprime di testi:
Alfabeta 2
Nazione Indiana

MODO infoshop
Via Mascarella, 24/b – 40126 Bologna

tel. 051/5871012

Email: info[at]modoinfoshop[dot]com

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Presentazione IkonaLíber a Roma

domenica, Maggio 18th, 2014

Venerdì 23 maggio 2014 alle ore 18:30

a Roma, nella Libreria Empiría

(via Baccina 79)

presentazione di

Paragrafi sull’armonia

di

Michele Zaffarano

collana SYN _ scritture di ricerca

edizioni IkonaLíber

intervengono

Massimiliano Manganelli

e

Luigi Severi

coordina l’incontro
Marco Giovenale

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Letture dell’autore

Sarà presente l’editore, Fabrizio M. Rossi.

L’incontro su facebook

Michele Zaffarano è nato a Milano e vive a Roma, dove lavora come traduttore. Ha pubblicato vari libri con la Camera verde; presso Le Lettere è uscito Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, 2009). Con Tielleci ha pubblicato Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series, 2013). Presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di V. Ostuni, Ponte Sisto, 2011). Dirige la collana Chapbooks (Arcipelago, Milano) ed è tra i curatori di Benway series (Tielleci, Colorno). È co-curatore di EX_IT Materiali fuori contesto, e tra i fondatori del sito gammm.org.

Paragrafi sull’armonia

Su Slowforward

Anteprime di testi:
Alfabeta 2
Nazione Indiana

Empiría

Via Baccina 79 – 00184 Roma

tel. e fax 06 69940850

Direttore: Marisa Di Iorio

Email: info[at]empiria[dot]com

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Convivere nella diversità

venerdì, Aprile 18th, 2014

Lapide quadrilingue, 1149. Palermo, Museo della Zisa. Foto di Fabrizio M. Rossi, © 2014.

Amo le parole: la loro forma, il significato, la storia, il loro suono. Cosí il termine “tolleranza”, per dire un’attitudine necessaria alla coesistenza, non mi è mai piaciuto: mi suona come “sopportazione”, come qualcosa che si fa, sí, ma controvoglia, perché proprio vi si è costretti. Trovo molto piú bello e opportuno il termine “convivenza”: vivere insieme.

Nel mio recente bel viaggio di lavoro (e di piacere) a Palermo ho avuto la sorte di vedere, per la prima volta da vicino e con grande emozione, una celebre testimonianza di convivenza tra culture diverse.

Di che cosa si tratta? È una lapide del 1149 conservata nel museo della Zisa, ma proveniente dalla chiesa di San Michele Arcangelo. Quasi un quadrato di una quarantina di centimetri per lato, in marmo bianco, con begli inserti in opus sectile al centro e ai due angoli superiori, multicolori: porfido rosso, serpentino verde di breccia, marmo bianco e tessere di vetro color oro, rosso e giallo.

Quel che più sorprende, al di là della bellezza della forma e della decorazione, è la presenza di un’iscrizione in ben quattro scritture diverse: ebraico in alto, latino a sinistra, greco bizantino a destra e arabo in basso. L’iscrizione ricorda la morte di Anna (madre di Grisanto, chierico di Ruggero II), la sua prima sepoltura nella cattedrale di Palermo nel 1148 e la sua traslazione, l’anno successivo, nella cappella funeraria fatta edificare dal figlio in San Michele.

Ruggero II, re normanno; il XII secolo a Palermo: è il tempo in cui nella capitale siciliana vengono edificati alcuni eccezionali monumenti da maestranze siciliane, arabe e greco bizantine.

L’iscrizione riporta i differenti sistemi di datazione in uso nelle quattro diverse comunità e contiene una benedizione per chi legge. Per convivere nella diversità.

Palermo è anche questo.

Buone feste a tutti.

Fabrizio M. Rossi

Novità editoriale IkonaLíber 03_14

domenica, Marzo 2nd, 2014

Paragrafi sull’armonia, di Michele Zaffarano.

Queste pagine di scrittura ragionante, apparentemente geometrica, sembrano orientate a costruire, tassello dopo tassello, un qualche strano teorema per paragrafi su un’armonia (sociale? economica? …musicale?) di cui non viene dato in verità un profilo stagliato. È indecidibile, imprecisabile. E, poiché non c’è forse nulla di meno decidibile e precisabile del linguaggio, della parola, si dovrà attribuire il ruolo di protagonista proprio a questa disarmonica entità, nominata in ogni passo del testo.

Più che a pagine assertive, tuttavia, ci troviamo di fronte a una sorta di vera e propria erosione o eliminazione del positivo di quella che parrebbe essere metascrittura. La parola cioè, continuamente chiamata in scena, continuamente prende distanza da sé, è umbratile, «ammette incongruenze», scarta necessariamente verso «la forma del tempo sociale» (ammesso che si possa poi «sapere / cos’è il sociale»), trama differenze e ne è tramata, funge da pietra d’inciampo anche politica: «qual è il compito della parola / induce include perturba il processo di scambio»; «la parola infetta gli altri rapporti / diventa immediatamente / una forma sociale / di pensiero».

Dunque: parole parlano di parole, nel contesto del sistema di segni che, da parlanti, ci sembra di aver capitalizzato, possedere, trattenere in/come vocabolario, planetario noto. È invece l’accumulo, il linguaggio, ad aver capitalizzato noi, è lui ad eccederci. Questa è allora l’idea di cui il libro sembra essere un trattato. Allo stesso tempo, è evidente e sanamente esposto che non ci troviamo nel campo di una effettiva matematica o geometria. Ce lo dimostrano sia le stesse impronte ambiguamente dimostrative, teorematiche, dell’opera, sia la sua ironia strutturante, sia il continuo rovesciamento del senso comune a cui il testo ci fa assistere, su cui riflette: «i prodotti pensano le parole / le parole pensate sono la forma finale dell’universo materiale / rivelano la forma semplice / di isola / le leggi pensano di non essere soltanto parole».
Marco Giovenale

Disponibile in versione a stampa e in e-book