Archive for the ‘comunicazione visiva’ Category

Tipografia espressiva: Ahn Sang-Soo

domenica, marzo 23rd, 2014

«La figura del coreano Sang-Soo si staglia sia per la qualità del suo lavoro, sia per il modo che gli è proprio di porsi nei confronti dell’altro, sia ancora per la sua capacità di comunicare le proprie idee e le proprie invenzioni grafiche e tipografiche». Cosí scrivevo in un mio reportage sui Rencontres Internationales de Lure [in “Progetto grafico” n. 7, ripubblicato in Diario tipografico. Incontri, caratteri, libri, IkonaLíber, 2013]. In quell’occasione avevo avuto la fortuna di incontrare e intervistare molte personalità importanti della tipografia e della comunicazione visiva, tra cui Ahn Sang-Soo, che presentava il suo lavoro tipografico sul sistema coreano di scrittura alfabetica. Allora come ora ama farsi fotografare con una mano sull’occhio, e cosí chiede di poter fotografare gli altri, in una posa che certamente contribuisce a distendere l’atmosfera e a creare un clima ironico e surreale. Ora come allora riprendo alcuni versi citati a Lure dal maestro coreano:
«Once upon a time/words were stars/When they took meaning/they falled to the earth»
(Un tempo le parole erano stelle. Quando acquistarono significato, caddero sulla terra)

da http://creativeroots.org/2010/03/ahn-sang-soo/

Da http://creativeroots.org/2010/03/ahn-sang-soo/

Da http://creativeroots.org/2010/03/ahn-sang-soo/

Da http://creativeroots.org/2010/03/ahn-sang-soo/

Da http://creativeroots.org/2010/03/ahn-sang-soo/

Da http://creativeroots.org/2010/03/ahn-sang-soo/

Tipografia espressiva: Cavan Huang

martedì, febbraio 25th, 2014

Cavan Huang è nato nel 1977 a Toronto, Canada. Ha studiato urbanistica alla McGill University di Montréal e graphic design alla Rhode Island School of Design. Ha lavorato per sei anni alla Time Warner. È direttore creativo associato di Interbrand (New York). Suoi lavori sono stati pubblicati su Contemporary Graphic Design, CMYK Magazine, AdAge Magazine.

Nei suoi lavori, come per esempio gli Harlem Documents (segnalati da Alessandro Bigardi, che ringrazio) è presente una duplice attenzione nei confronti sia della tipografia sia dei contesti urbani.

Tipografia espressiva: Barbara Kruger

mercoledì, febbraio 19th, 2014

«Barbara Kruger è nata a Newark, nel New Jersey, nel 1945. Dopo aver frequentato la Syracuse University, la School of Visual Arts e aver studiato con Diane Arbus alla Parson’s School of Design di New York, ottiene un incarico di lavoro alla Condé Nast Publications. Lavorando per la rivista “Mademoiselle” viene presto promossa capo designer. Successivamente lavora come graphic designer, art director e editor d’immagini nei dipartimenti d’arte di “House and Gardens”, “Aperture” e altre riviste.

Questa somma di esperienze è evidente nel lavoro per il quale Barbara Kruger è ora internazionalmente nota. Nelle sue opere si sovrappongono testi concisi, potentemente espressivi e aggressivi a fotografie che coinvolgono il lettore nella lotta per il potere e il controllo di cui parlano le didascalie. Nel loro inconfondibile aspetto – lettere nere su contrastante sfondo rosso – i suoi slogan divengono immediatamente riconoscibili: «Compro dunque sono», «Il tuo corpo è un campo di battaglia». Molti dei suoi testi pongono interrogativi su femminismo, consumismo, autodefinizione e desiderio, mentre le immagini – in bianco e nero – sono estratte da riviste ampiamente diffuse che “vendono” le stesse idee che Kruger contesta.

Il suo lavoro è presente in musei e gallerie di tutto il mondo, così come è apparso su cartelloni stradali, manifesti e in parchi pubblici o stazioni ferroviarie, come a Strasburgo, in Francia, ed è stato richiesto da altre amministrazioni pubbliche.

Ha insegnato al California Institute of Art, alla School of the Art Institute of Chicago e alla University of California, Berkeley.
Vive a New York e a Los Angeles.»

Dal sito di Barbara Kruger.
Lavori di Barbara Kruger.
Installazione «Belief+Doubt».
Barbara Kruger: In conversation with Iwona Blazwick, from Modern Art Oxford: this is tomorrow

Un bel segno: il calligramma

martedì, dicembre 3rd, 2013

G. Apollinaire, “Calligrammes”, 1918.

«calligramma s. m. [comp. di calli- da kalòs, bello, e -gramma, segno, disegno] (pl. -i).

– Estrosa disposizione tipografica delle parole di un testo, soprattutto di un componimento poetico, così da formare disegni decorativi o figure bizzarre. La parola è stata adoperata come titolo di una raccolta di poesie (fr. Calligrammes, 1918) di G. Apollinaire»
Così il Vocabolario Italiano Treccani. Da notare che delle 86 poesie di cui si compone Calligrammes 19 sono veri e propri calligrammi.

«Questo genere poetico si inserisce nel filone della poesia visiva del Novecento e insieme alle esperienze del Futurismo e del Dadaismo manifesta la volontà di superare gli schemi linguistici e letterari tradizionali e sperimentare nuove forme di libera espressione» [Elvira Marinelli, in Poesia: antologia illustrata].

Liberazione del segno, liberazione della parola: un processo che aveva già avuto nell’opera di Cézanne, in pittura, e in quella di Mallarmé, in poesia, due momenti fondamentali [cfr. in Diario tipografico: “Lettere in libertà” e “Mallarmé: scrittura e forma del testo”].

In realtà la storia dei calligrammi in occidente, benché non con questo nome, inizia un paio di millenni prima. Nella Grecia ellenistica del IV-III secolo a.C. abbiamo infatti “poesie figurate” che verranno poi chiamate technopaègnia da Ausonio.
Fra le prime di quel periodo vi sono l’ascia e le ali composte da Simìas (o Simmia) di Rodi e la siringa (flauto di Pan) di Teocrito, uno dei maggiori poeti ellenistici. Al II-I secolo a.C. risale invece l’altare composto dal poeta Dosìada di Coo; un tema in voga, poiché lo troviamo ancora nel I-II secolo della nostra èra a Roma, a opera di Lucio Vestino, bibliotecario dell’imperatore Adriano. I latini chiameranno queste composizioni carmina figurata, ed è esattamente con questo nome che conosciamo alcune opere del senatore e poeta Optaziano, del IV secolo.
La tradizione dei carmina figurata proseguirà con successo durante tutto il Medioevo. Due esempi su tutti: il Liber de laudibus Sanctae Crucis, di Rabano Mauro (VIII-IX seolo), erudito carolingio e arcivescovo di Magonza; la Croce di Venanzio Fortunato, del XII secolo.
Di fatto non si smetterà mai di comporre “poesie figurate”, naturalmente con modi e finalità diverse a seconda delle epoche. Nel Rinascimento ne abbiamo esempi nella Hypnerotomachia Poliphili (Sogno d’amore di Polifilo), di Francesco Colonna, pubblicato da Aldo Manuzio a Venezia nel 1499; o in Francia, con la Dive bouteille (Dea bottiglia) che appare nel pantagruelico Quinto libro, pubblicato postumo nel 1564.
L’epoca manierista e barocca non mancherà di avvalersi delle possibilità polisemiche ed enigmatiche offerte dai testi figurati. Cito come esempio l’opera Urania, di Baldassarre Bonifacio (Venezia, 1628).
Concludiamo questa breve rassegna storica di poesie figurate con The mouse’s tale, di Lewis Carroll, contenuto ne Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865).

Da un punto di vista grafico si può risolvere il calligramma in vari modi: testo che definisce una sagoma disponendosi sul contorno di essa, testo all’interno di una sagoma, testo all’esterno di una sagoma; naturalmente ogni combinazione fra le varie modalità è possibile. I calligrammi didatticamente più interessanti sono a mio avviso quelli in cui soltanto il testo si fa immagine di se stesso, definendo la rappresentazione di sé senza l’intervento di elementi “figurativi”.

Fabrizio M. Rossi

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918: “Il pleut”

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

G. Apollinaire, da “Calligrammes”, 1918.

Simmia di Rodi, “Ascia”, IV-III sec. a.C.

Simmia di Rodi, “Ali”, IV-III sec. a.C.

Teocrito, “Flauto di Pan o siringa”, IV-III sec. a.C.

Dosiada, “Altare”, II-I sec. a.C.

Vestinus, “Altare”, I-II sec. d.C.

Optaziano, “Carmina figurata”, IV sec. d.C.

Rabano Mauro, “Croce”, VIII-IX sec. d.C.

Venanzio Fortunato, “Croce”, XII sec.

Colonna, “Hypnerotomachia Poliphili”, 1499.

Rabelais, “Dive bouteille”, 1564.

Bonifacio, da “Urania”, 1628.

Carroll, “The mouse’s Tale”, da “Alice”, 1865.

Presentazione IkonaLíber a Roma

mercoledì, novembre 20th, 2013

A Roma, martedì 26 novembre 2013 alle 18:30
nella Libreria Empiría (via Baccina, 79)
presentazione del primo libro della collana SYN_scritture di ricerca
a cura di Marco Giovenale

FIGURINA ENIGMISTICA

di Mariangela Guatteri

Edizioni IkonaLíber

Introduce l’incontro Marco Giovenale.

Letture dell’autrice.

Sarà presente l’editore, Fabrizio M. Rossi.

Scheda del libro:

«[…] Mariangela Guatteri ha scritto un’opera che impiega e piega il periodare noto e ingannevole del gioco enigmistico, dell’interrogativo irrisolto e irrisolvibile, in narrazione appena accennata e subito ritratta […]. Così l’autrice ci introduce nei risvolti complessi di una parola che racconta e tuttavia si frammenta e disperde, si polverizza. E diviene o si rivela allo stesso tempo anche politica, spiazzante, sempre ironica […]».

Mariangela Guatteri (Reggio Emilia, 1963) vive a Montericco. È redattore del sito http://gammm.org/, co-curatore delle pubblicazioni bilingui Benway Series (http://benwayseries.wordpress.com/), e contribuisce a diversi blog dedicati alla scrittura di ricerca e all’asemic writing. Per una parte della sua vita si è occupata di arte visiva, didattica, tecnologie digitali e architettura dell’informazione. Ha pubblicato libri di poesia e in prosa, e alcuni suoi testi sono tradotti in francese e in serbo.
Recentemente, in prosa: Casino Conolly, nel volume collettivo Ex.it 2013 (Tielleci, 2013), Il secondo nome (Arcipelago, 2012), Tavola delle materie (diyfferx, 2012), Nuovo soggettario (diyfferx, 2011: http://issuu.com/differxhost/docs/mguatteri_nuovosoggettario_diyfferx_2011). Il suo ultimo libro di poesia è Stati di assedio (Anterem, 2011 – Premio Lorenzo Montano).
Diversi materiali – testi, opere video/visive, asemics – sono pubblicati in rivista e in rete. Alcune pagine di Figurina enigmistica sono state anticipate nel n. 16 de “L’Ulisse” (LietoColle, marzo 2013). Tracce e notizie del suo lavoro sono raccolte nel sito http://mariangelaguatteri.wordpress.com/

Scheda sulla collana SYN

SYN in pdf

Empiría
Via Baccina, 79 – 00184 Roma
tel. e fax 06 69940850
Direttore Editoriale: Marisa Di Iorio
Email: info[at]empiria[dot]com

Novità editoriale: “Diario tipografico”

venerdì, novembre 15th, 2013

Diario tipografico. Incontri, caratteri, libri, di Fabrizio M. Rossi.

2013: secondo centenario della morte di Giambattista Bodoni, il grande editore, stampatore e disegnatore di caratteri. In quest’occasione viene pubblicato, per la prima volta come e-book, un saggio sulle numerosissime ricostruzioni dei suoi caratteri prodotte dagli inizi del 900 ai nostri giorni: una guida per chiunque voglia orientarsi nella scelta dei caratteri bodoniani, oggi in formato digitale, con schede sulle fonderie che li hanno prodotti.

Stampati o digitali, neri d’inchiostro o brillanti su uno schermo, caratteri e libri accompagnano ogni giorno gran parte della nostra vita. Insieme alla sezione dedicata a Bodoni, questa raccolta di saggi – già pubblicati perlopiú su “Progetto grafico” – vuol essere un contributo alla consapevolezza del ruolo fondamentale svolto tuttora nella nostra civiltà dalla forma della “scrittura artificiale” e dal libro. Un volume per i cultori della “tipografia” e per gli appassionati della lettura, con approfondimenti su caratteri classici, come l’Ibarra, su editori particolarissimi come il Pulcinoelefante, su importanti collezioni di libri rari e d’artista come quella di Corrado Mingardi, su fenomeni storici come l’alfabeto e la tipografia armeni.

E ancora: sulle molteplici forme che possono assumere le “lettere in libertà”, sull’attenzione rivolta da un grande scrittore come Mallarmé all’aspetto “grafico” delle sue opere, sul fenomeno antico del plagio dei marchi editoriali, per finire con una nutrita rassegna di incontri con alcuni dei maggiori protagonisti internazionali della tipografia e del progetto grafico.

Con un articolo di Aldo Ferrari e un contributo di Alessandro Segalini. Fotografie di Fabrizio M. Rossi, Claudia Damiani e Vittoria Gliddon Ercolani.
342 illustrazioni online e 27 collegamenti ipertestuali. Indice dei nomi, delle opere, dei luoghi, dei caratteri e delle fonderie.

E-book distribuito da Bookrepublic in 49 librerie online.

ikonaLíber a «Liber L’Aquila»

mercoledì, settembre 25th, 2013

IkonaLíber, marchio editoriale dello studio Ikona, sarà presente a Liber L’Aquila, mostra dell’editoria per l’infanzia e del libro autoprodotto.

La mostra si inaugura giovedí 26 settembre, alle ore 16, e si chiude sabato 28 settembre alle ore 19.

IkonaLíber parteciperà nella sezione dedicata al libro autoprodotto con la collana Janus – ovvero il doppio volto di un testo: l’originale e una sua possibile traduzione – realizzata a mano su carta pregiata, con fotografie o incisioni, in soli 35 esemplari numerati.


Liber L’Aquila
Auditorium del Conservatorio di musica “A. Casella”

via F. Savini, 1
67100 L’Aquila
orari
giovedí 26 settembre 16 – 19
venerdí 27 e sabato 28 settembre 10 – 19

Per informazioni:
Associazione culturale di volontariato Libris in fabula
via Giovanni Falcone, 23
67100 L’Aquila
tel. 0862 36.10.84
ikonaliber.com
ikonaliber[at]ikona[dot]net
tel. 06 86.32.96.53

L’acqua è un diritto umano

martedì, aprile 9th, 2013

Segnaliamo l’iniziativa promossa da CGIL Funzione pubblica e dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, riportando di seguito il testo in evidenza sul sito www.acquapubblica.eu/

«UN MILIONE DI FIRME PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, MANCA ANCORA LA TUA

WaterRight  logo-blu

L’iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.

È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l’applicazione del  referendum sull’acqua in Italia.

Per centrare l’obiettivo è necessario che in almeno 7 paesi si raggiunga la quota minima stabilita.

In Italia mancano 40 mila firme per raggiungere il quorum e 100 mila per contribuire a raddoppiare e raggiungere i due milioni complessivi entro il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua.

5 piccole azioni in 5 minuti per partecipare anche tu all’iniziativa:

1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando qui

2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo

3) Condividi sui social network la pagina www.acquapubblica.eu

4) Scarica qui la cover dell’ICE ed esponila sul tuo profilo facebook fino al 22 marzo

Aiutaci a trasformare l’acqua in un bene comune in tutta Europa.»

Paradossi editoriali

domenica, marzo 17th, 2013

Fabrizio M. Rossi [text], Elizabeth Perez [images]

Ho letto sul “Sole 24ore” di questa domenica un’interessante segnalazione di Stefano Salis, giornalista che si occupa di grafica (editoriale e non) per quel quotidiano.

Incuriosito, sono andato a guardare il lavoro segnalato.

Si tratta di un prototipo di copertina per Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, realizzato da Elizabeth Perez per The Austin creative department, una scuola che aiuta a creare il proprio portfolio.

La prima di copertina del volume contiene un fiammifero che il dorso del volume invita a sfregare su di sé. Bell’esempio di lavoro per paradosso di senso e di eleganza formale.

L’autrice, non priva di senso dell’umorismo, dichiara di aver ricevuto soltanto una lettera negativa fra le tante ricevute (insieme, va detto, a numerosissime recensioni positive da parte di riviste e quotidiani), e la mette a disposizione dei lettori. Eccone il contenuto: «Lei ha letto veramente FH 451? Se lo avesse letto non avrebbe MAI fatto quel che ha fatto!!! NON ha ALCUN senso!!! Si vergogni!»

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Tipografia e “libri mobili”

lunedì, marzo 4th, 2013

Pubblicato il 4/03/2013 su AiapZine
Fabrizio M. Rossi, Italy [text] Kevin Steele, USA [images]

Kevin Steel è un progettista grafico che ha conseguito un master alla Henry Radford Hope School of Fine Arts della Indiana University, dov’è Adjunct Professor. Ha esposto i suoi lavori negli Stati Uniti e in Argentina, Spagna, Taiwan, India, Corea del Sud, Canada, Portorico e Irlanda. Nel 2010 ha ottenuto il premio «Best of Show» della manifestazione Pop-Up Now!, promossa dalla Movable Book Society, per la sua opera The Movable Book of Letterforms.

The Movable Book of Letterforms è un prototipo in tre esemplari di libro pop-up sulla tipografia (22 pagine, cm. 21 x 21): «Questo libro pop-up è un’introduzione ai principi di base della forma dei caratteri, alle loro origini e alle loro caratteristiche straordinarie. I caratteri svolgono un ruolo fondamentale nella comunicazione visiva tanto con le forme e lo stile delle lettere quanto con le effettive parole che formano. Quest’opera cerca di dimostrare come un movable book possa essere usato per educare e per creare un impatto visivo nei lettori di ogni età».

C’è da augurarsi che, prima o poi, un editore coraggioso ne faccia una pubblicazione alla portata di molti, un po’ com’è stato per ABC3D di Marion Bataille.

The Movable Book of Letterforms
Kevin Steele