In memoriam Wislawa Szymborska

febbraio 5th, 2012

Il primo febbraio 2012 è morta Wislawa Szymborska.
In sua memoria:
- il suo elogio di «due piccole paroline: non so» (discorso per il conferimento del Premio Nobel per la letteratura, Il poeta e il mondo, 1996);
- il suo «osservare bene» le parole: «In fin dei conti si tratta delle stesse parole che giacciono morte nei dizionari o vivono una vita incolore nella lingua comune. Com’è che nella poesia brillano a festa come se fossero completamente nuove e appena inventate dal poeta?»;
- il suo elogio del modus: «A prescindere da quanto si è vissuto / il curriculum dovrebbe essere breve» (Scrivere il curriculum, 1986);
- la sua visione del satis: «La vita, per quanto lunga, sarà sempre troppo breve. / Troppo breve per aggiungere qualcosa» (La vita breve dei nostri antenati, 1986).
Fabrizio M. Rossi

Per saperne di piú:
Francesco M. Cataluccio: Una poetessa cartesiana; Il Sole 24 Ore, domenica 5 febbraio 2012, p. 34.

A text is a thing

gennaio 26th, 2012

Pubblicato il 25/01/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Galleria Vistamare, Italy

L’attenzione delle arti visive nei confronti del testo e della lettera scritta è tuttora viva; ne è prova la mostra A text is a thing, inaugurata il 17 dicembre 2011 e attualmente in corso nella “Galleria Vistamare“ di Pescara (chiuderà il 21 febbraio 2012), nel cuore storico di Pescara. La mostra, a cura di Vincenzo de Bellis e Alessandro Rabottini, espone opere di Meris Angioletti (1977), Pedro Barateiro (1979), Pavel Büchler (1952), Bethan Huws (1961), Anna Franceschini (1979), Michael Müller (1970) e Vincent Vulsma (1982): «sette artisti di generazioni diverse che analizzano il rapporto fra testo e arti visive […]. Il testo diventa una “cosa” e le parole sono colte nella loro materialità, fino addirittura a sgretolarsi». Le opere esposte sono datate fra il 1973 al 2011 e alcune state realizzate appositamente per questa occasione.

Il rapporto fra arti visive e scrittura non è solo appannaggio del presente ma da sempre è ricco di suggestioni e di motivi di riflessione. Il Novecento, in particolare, ha visto numerose testimonianze dell’attenzione degli artisti nei confronti della scrittura in senso lato così come, in particolare, della tipografia e dell’oggetto libro. Chi scrive ne ha reso conto su “Progetto grafico” recensendo un’importante uscita monografica del “Bollettino del Museo bodoniano” intitolata Lettere in libertà: dalle iniziali miniate ai graffiti, alfabeti, segni, immagini, che ricordava, fra l’altro, due grandi mostre: Testuale. Le parole e le immagini, del 1979 (originata dalla poesia visiva e dalla semiotica e dedicata a coloro che, negli anni Settanta, avessero esplorato il rapporto fra parola e immagine oltre i confini della Pop art) e Nella materia. Dal Futurismo a Kiefer, alfabeti nell’arte del Novecento. Da Burri a Kounellis, metalli e ossidazioni, del 2003. Nel “Bollettino” si evidenziavano inoltre le riflessioni di Gloria Bianchino su L’avanguardia delle parole, che sottolineava il ruolo nodale di Paul Klee come colui che trasformava le immagini del reale in segni, attraversando scritture di civiltà diverse e dimostrando che pittura e scrittura non sono due sistemi contrapposti ma complementari, che dipingere può essere come scrivere. Ricordiamo infine, sempre nel “Bollettino”, l’intervento di Stefano Calzolari su Lettrismo e Situazionismo, centrato sul periodo compreso fra il secondo dopoguerra e il maggio del 1968.

Per informazioni:
info@vistamare.com
www.vistamare.com
Per approfondimenti:
“Progetto grafico”, nn. 14/15, maggio 2009
www.aiap.it/progettografico

Immagini
Apertura, 01 e 06: Pedro Barateiro, Finalmente…, 2011, 504 matite di rovere rivestite di colore d’oro. 06: Michael Muller, Biographie von Kautschuk (Das Fräulein Yang Chin)), 1993 /2008, materiali vari.
02: Bethan Huws, Digressive Biscuits, 2009, legno di ciliegio.
03: Bethan Huws, Untitled (Qu’est-ce que tu penses…), 2006, alluminio, vetro, gomma e plastica. Bethan Huws, Digressive Biscuits, 2009, legno di ciliegio. Pedro Barateiro, Mask for Book 10 (For D.F.W.), 2011, inchiostro nero su carta Fabriano da 300 g.
04: Bethan Huws, Untitled (What did you do…), 2005-06, alluminio, vetro, gomma e plastica. Bethan Huws, Untitled (HELIX…), 2008, alluminio, vetro, gomma e plastica. Pavel Buchler, Nodds, 2006, due video loop diacronici, monitor 14 pollici. Pedro Barateiro, Mask for Book 10 (For D.F.W.), 2011, inchiostro nero su carta Fabriano da 300 g.
05: Meris Angioletti, frammenti JL, 2011, tavolo in ferro e vetro, 17 sculture in argilla. Pavel Büchler, Acid and Nicotine (The best minds of my generation), 2009, 9 disegni, acido solforico e fumo di sigaretta su carta.

Coltivare libri per raccogliere idee…

gennaio 15th, 2012

Pubblicato l’11/01/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Archivio di Stato di Torino, Italy

…ovvero: “raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di età moderna. Torino 1559-1861”. Tale è il sottotitolo esplicativo – da me parafrasato – della mostra “Il teatro di tutte le scienze e le arti”, in corso all’Archivio di Stato di Torino (aperta il 23 novembre, chiuderà il 29 gennaio prossimo).
È una testimonianza del patrimonio librario raccolto in tre biblioteche torinesi – la Nazionale Universitaria, la Reale e dei Regi Archivi – nel corso di tre secoli, fino all’Unità d’Italia: un patrimonio che rispecchia la cultura sabauda in età moderna.

In mostra le raccolte dei codici latini e greci, i testi della cultura ebraica e orientale, i trenta volumi torinesi di Pirro Ligorio (l’erudito rinascimentale napoletano che, in quest’opera, rende conto delle sue vaste esperienze di viaggio e di studio), la raccolta di testi giuridici per il governo dello Stato, gli atlanti geografici, le raccolte di trattati di architettura militare, i manuali di geometria e di astronomia, i disegni degli architetti e dei maestri della decorazione. Tutto il materiale in mostra è coadiuvato da un apparato didattico multimediale che illustra anche la sede della mostra, progettata nel 1731 da Filippo Juvarra, il grande architetto nato a Messina nel 1678 e morto a Madrid nel 1736. Segnaliamo anche l’iniziativa dell’associazione “Dal segno alla scrittura” che, il 14 gennaio, offrirà una visita guidata gratuita alla mostra.

Per informazioni:
Archivio di Stato di Torino

Dal segno alla scrittura
info[at]segnoscrittura[dot]com

Scommettiamo che lo puoi leggere?

novembre 16th, 2011

Pubblicato il 16/11/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Biancoenero, Italy

Di solito progettiamo per coloro che non soffrono di particolari difficoltà nel porsi in relazione con l’ambiente circostante e che, ufficialmente, costituiscono la maggioranza delle persone. È bene ricordare, tuttavia, che fra di noi c’è chi ha difficoltà più o meno gravi di approccio con quel mondo che progettiamo e che a noi sembra normale ma in realtà può essere irto di “barriere visive” per chi non gode dei nostri stessi vantaggi; si pensi, per esempio, all’universo della grafica editoriale e dunque all’atto del leggere.

La dislessia evolutiva è uno dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) e riguarda proprio la lettura; essa colpisce circa il 5% della popolazione scolastica di madre lingua italiana e il 6% di quella di madre lingua non italiana. A questa parte di studenti affetti da quello che è un disturbo importante si aggiunge un buon 50% di ragazzi che non leggono altri libri se non quelli di testo e, ad essi, un altro cospicuo numero di “lettori pigri o riluttanti”.

Secondo quanto afferma la psicologa cognitiva Alessandra Finzi, «la dislessia evolutiva (DE) è una difficoltà di lettura che si manifesta in presenza di risorse cognitive e d’istruzione adeguate e in assenza di deficit sensoriali e neurologici. Nei bambini e ragazzi con DE le difficoltà di decodifica del testo determinano affaticamento e quindi comprensibilmente una certa riluttanza nella lettura. Di fronte a ciò la strategia maggiormente adottata è l’utilizzo di strumenti compensativi che, pur mostrandosi spesso utili, finiscono talvolta con l’allontanare ulteriormente i ragazzi dall’oggetto libro […]. Gran parte dei lavori riportati in letteratura […] individua il core symptom del disturbo nella componente fonologica del linguaggio. Spesso alle difficoltà di lettura sono stati, però, associati anche disturbi quali deficit di natura attentiva e difficoltà visive. Può capitare che ragazzi con DE rallentino la decodifica quando il target visivo è circondato da distruttori, mentre siano favoriti quando viene aumentato lo spazio tra le lettere o tra le parole. Inoltre, molti ragazzi con DE confondono le lettere e le parole di simile configurazione o hanno difficoltà a selezionare visivamente o a individuare pattern di lettere all’interno delle parole».

Un interessante contributo di risposta, tutto italiano, al problema della dislessia evolutiva è la font open type Biancoenero©. La font è stata disegnata dai progettisti grafici Riccardo Lorusso
e Umberto Mischi, con la consulenza della già citata Alessandra Finzi, di Daniele Zanoni (egli stesso affetto da dislessia, laureato in fisica ed esperto di metodi di studio in disturbi dell’apprendimento)
e Luciano Perondi (disegnatore di caratteri e docente di tipografia all’ISIA di Urbino). La font è parte del Progetto alta leggibilitàdella casa editrice Biancoenero, che ne prevede l’uso in collane editoriali insieme ad accorgimenti d’impaginazione e linguistici mirati ad una lettura più agevole.

La font assume come tipiche della persona dislessica alcune difficoltà nel discriminare caratteri di forma analoga ma diversamente orientati nello spazio (come la “p” e la “b”, la “d” e la “q”, la “u” e la “n”, la “a” e la “e”, la “b” e la “d”) così come caratteri che presentano somiglianze (come la “m” e la “n”, la “c” e la “e”, la “f” e la “t”, la “l” e la “I”), introducendo differenziazioni sensibili fra tali segni, insieme all’enfasi, nel minuscolo, di ascendenti e discendenti rispetto all’occhio medio. In alcuni caratteri “critici” – come la “v”, confondibile con la “w”, o la già menzionata “u” – è stata effettuata una riduzione dell’altezza dell’occhio medio. Tali accorgimenti, tuttavia, non ne fanno una font eccessivamente diversa dalle altre abitualmente in uso in libri per ragazzi, evitando così una distanza psicologica nel lettore dislessico. «Tutte le variazioni introdotte sono compatibili con il disegno e con la struttura “ritmica” tipica dei caratteri latini […] senza penalizzare l’efficienza e la qualità tipografica complessiva», come afferma Perondi nello specimen del carattere auspicando «l’adozione estesa di tali varianti nella tipografia latina abituale».

Biancoenero © è disponibile gratuitamente per fini non commerciali a chiunque ne faccia richiesta; è un progetto aperto a suggerimenti, al fine di migliorarne l’efficacia.
In questo spirito sarebbe interessante ricevere nel corso del tempo – dagli autori, dall’editore e da chiunque ne farà un uso consapevole – un racconto dei risultati ottenuti attraverso questa font.

Per informazioni:
info[at]biancoeneroedizioni[dot]com

Istituzioni che insegnano

ottobre 24th, 2011

Pubblicato il 24/10/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of www.google.it, Italy

Le idee contemporanee di ‘museo’ e ‘biblioteca’ devono necessariamente tener conto di una realtà mobile e multiforme, in rapido e spesso vertiginoso divenire. Non più soltanto luoghi di conservazione, ecco dunque che queste istituzioni, così legate al passato, affrontano il presente diventando luoghi di formazione e di confronto, ponti ideali per comprendere l’origine del presente e i possibili sviluppi del futuro.

Il sistema scolastico italiano, purtroppo, non prevede un’adeguata ‘alfabetizzazione’ tipografica, calligrafica o epigrafica né sufficienti nozioni di storia del libro e dell’editoria, rinunciando così a trasmettere una porzione importante del nostro patrimonio culturale: in buona sostanza, la storia dei modi del leggere e dello scrivere e, possibilmente, la loro pratica; questa grave carenza formativa risulta drammaticamente evidente a chiunque si trovi a insegnare tipografia o grafica editoriale a giovani diplomati. È opportuno, dunque, mettere in risalto ogni iniziativa che cerchi di sopperire alle distrazioni, se non alle scelte omissive, dei programmi ministeriali.

In questa prospettiva segnaliamo il ciclo di seminari “Il libro ha un futuro?”, organizzati dalla Biblioteca Palatina e il Museo Bodoniano di Parma, che si svolgeranno nel salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina e saranno a ingresso libero. Il primo incontro avrà luogo martedì 25 ottobre (ore 9 – 10,30): Orazio Tarroni illustrerà La rivoluzione della pubblicazione dei libri: dalla tipografia manuale alla tipografia a computer. Tecniche in evoluzione. Il secondo incontro avverrà mercoledì 16 novembre (ore 11.30 – 13.00): Luca Formenton affronterà il tema de Le scelte delle case editrici. L’ultimo appuntamento è per martedì 29 novembre (ore 9.00-10.30): Annamaria Tammaro parlerà delle previsioni su Il futuro del libro.

Le due istituzioni partecipano inoltre, per la prima volta, al progetto di didattica museale “A scuola nei musei: dalla preistoria all’età moderna”, rivolto alle scuole di Parma e Provincia, di ogni ordine e grado a partire dalle classi 3° elementari.
Il progetto, totalmente gratuito, è nato nel 2010 per favorire nelle giovani generazioni la sensibilità e il rispetto nei confronti dei beni culturali, oltre a stimolare la frequentazione dei luoghi museali e di arte. L’iniziativa è realizzata in collaborazione tra Galleria nazionale di Parma, Museo archeologico nazionale di Parma, Biblioteca Palatina, Museo Bodoniano e la Fondazione Cariparma a seguito di una convenzione con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna.
Il Museo Bodoniano e la Biblioteca Palatina saranno coinvolte nel progetto con alcuni percorsi offerti agli studenti:
Percorsi al Museo Bodoniano
1. Il mestiere del tipografo a Parma; 2. Lettere di piombo; 3. Sulle tracce di Bodoni; 4. La marca tipografica; 5. Che carattere! (per tutte le scuole).
Percorsi alla Biblioteca Palatina
1. La biblioteca (per scuole medie e superiori); 2. La scrittura ed il libro manoscritto (per 5a elementare, medie e superiori).
L’attività didattica si svolgerà durante tutto l’anno scolastico 2011-2012.
L’associazione culturale “Artificio comunicazione & arte” di Parma si occupa dello svolgimento dell’attività didattico-educativa unitamente alla segreteria organizzativa, le prenotazioni e la comunicazione con le scuole, avvalendosi di personale in possesso di competenze ed esperienze specifiche di didattica museale nei settori dell’archeologia, della storia dell’arte e dell’architettura.

Per informazioni
Associazione Amici della biblioteca Palatina e del museo Bodoniano
Strada alla Pilotta 3 – I-43121 Parma
T +39 0521 220411 F +39 0521 235662
Ufficio rapporti istituzionali e comunicazione
Daniela Moschini (responsabile)
T +39 0521 220 433
daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it
Caterina Silva
T +39 0521 220 449
museobodoni[at]beniculturali[dot]it

Ritratto di Adriano Olivetti

ottobre 14th, 2011

Pubblicato il 13/10/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi [images] Google Italy

«In me non c’è futuro»: questo è il titolo del film di Michele Fasano centrato sulla figura e l’opera di Adriano Olivetti. Da una grande quantità di documenti originali e materiali di repertorio, tratti da una ventina di archivi internazionali, il regista mette in scena la storia di una delle figure più rilevanti del panorama italiano e internazionale, scomparsa prematuramente nel 1960.

È la storia non soltanto di un’impresa di successo e della sua cifra caratteristica, lo ‘stile Olivetti’, ma anche di un modello pionieristico e democratico di organizzazione del lavoro e dell’impegno politico di Adriano Olivetti.

In programma venerdì 14 ottobre, ore 17, al Cinema Politeama (via Piave, 3) di Ivrea. In collaborazione con “Slow Cinema” e Libreria Cossavella, con il patrocinio del Comune di Ivrea, Fondazione Guelpa e Fondazione Adriano Olivetti.
A seguire, incontro con il regista Michele Fasano e Laura Olivetti, Presidente della Fondazione.

Cibo per la mente

ottobre 14th, 2011

Pubblicato il 13/10/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] Battage comunicazione, Italy.

Libropane
(ricetta per una persona). Prendete una manciata di caratteri in piombo dalla a alla zeta e mescolateli ad arte, lasciando quel tanto d’aria giusta tra gli uni e gli altri; disponeteli bene in forma e dateli alle stampe su carta tagliata a mano, robusta e flessibile, che sappia di cotone e di lino; le copie, quante ne bastino per farvi contenti. Infine cucite, segnate, incollate, aggiungete o togliete a vostro gusto.

Fra pochi mesi saranno trent’anni che Alberto Casiraghy, l’editore e artista, ‘sforna’ libri come pane, uno al giorno, e ad agosto erano già oltre 8mila e trecento i titoli in catalogo. Al di là dei numeri, senz’altro impressionanti, colpisce la varietà e la vivacità delle opere, firmate da ‘pulcini’ sconosciuti’ o da celeberrimi ‘elefanti’; tutte siglate dal libero estro inventivo di Casiraghy.

Possiamo dire già iniziati i festeggiamenti del trentennale con la mostra “Cibo, poesia e arte nelle edizioni Pulcinoelefante”. Curata dal libraio antiquario milanese Andrea Tomasetig nell’àmbito della seconda edizione di “Cibo di carta”, l’esposizione è realizzata dalla Provincia di Lodi e dal Sistema Museale Lodigiano, in collaborazione con il Museo della stampa di Lodi e con il sostegno di UniCredit e UniCredit Leasing. Negli spazi del museo lodigiano si articolano tre sezioni: la prima è intitolata proprio “Cibo per la mente” e presenta una selezione di ‘pulcinielefanti’ dedicati al tema del cibo; la seconda, “Amici scrittori e artisti”, raccoglie volumi firmati da alcuni tra i ‘compagni di strada’ nell’avventura artistica dell’editore, prima fra tutti Alda Merini; la terza, “La tipografia è un’arte”, vede come coprotagonista lo stesso museo ospite ed è un omaggio al fascino della tipografia e alla maestria di Casiraghy, esponendo le sue opere fra le centinaia di macchine d’epoca.

Nella settimana fra il 3 e il 7 ottobre si sono svolti dieci laboratori didattici gratuiti per le scuole elementari basati sul Metodo Bruno Munari® e due laboratori tipografici tenuti dallo stesso Casiraghy. La mostra, inaugurata il 23 settembre, chiuderà il 23 ottobre.

Per informazioni:
Museo della stampa di Lodi
Tel. 0371 5601

www.museostampa.org
info[at]museostampa[dot]org


I volti di Bodoni

settembre 20th, 2011

Pubblicato il 20/9/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] courtesy of www.google.it, Italy.

L’iconografia della persona di Bodoni è tra le più ricche e interessanti fra quelle dedicate ai protagonisti della storia della tipografia. Il “re dei tipografi, tipografo dei re” fu oggetto di una ritrattistica copiosa, sia quanto a modelli eseguiti durante la sua vita sia quanto a copie degli stessi. Fu un culto dell’immagine fisiognomica che durò più di un secolo, attraversando epoche e gusti diversi, dal neoclassico al tardo romantico, configurandosi come un fenomeno storico ed estetico degno di nota. I ritratti di Bodoni vennero eseguiti con le tecniche più diverse, dalla pittura alla scultura fino all’incisione che, tradizionalmente, permetteva un’ampia diffusione dei modelli.

Se dovessi indicare un tratto comune ravvisabile nei migliori esempi dell’iconografia bodoniana direi che possa essere lo sguardo che essi attribuiscono a Bodoni.

È proprio “Lo sguardo della perfezione” il titolo della mostra che s’inaugura il 24 settembre alla Biblioteca Palatina di Parma, per chiudere il 24 novembre. La mostra, organizzata dal Museo Bodoni e dalla stessa Palatina, riunirà modelli e copie del XVIII e XIX secolo e promette di essere non solo una rivisitazione della rassegna iconografica realizzata nel 1913 (anno del primo centenario della morte di Bodoni) dalla rivista torinese “Archivio tipografico”, ma anche un suo aggiornamento, grazie alla recente scoperta di materiali inediti conservati in collezioni private. Vuol essere, insomma, un passo importante in vista delle celebrazioni del bicentenario della morte di Bodoni.

Per informazioni:

Museo Bodoni
Biblioteca Palatina

UPPERcase 2

settembre 19th, 2011

Il 26 ottobre prossimo si svolgerà la seconda edizione di “UPPERcase”, una giornata d’incontri dedicati alla gestione delle font in àmbito grafico.

Organizzata da Type*s, la manifestazione avrà luogo a Milano nella Mediateca della biblioteca Braidense, dopo l’esordio nel 2010 nelle sale della biblioteca Palatina di Parma.

Ashby e l’Abruzzo

settembre 18th, 2011

Articolo pubblicato su AiapZine, 15/9/11
[text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of Thomas Ashby, Great Britain.


Riprende il suo itinerario abruzzese la mostra fotografica “Ashby e l’Abruzzo”, patrocinata dall’Aiap. Chiusi i battenti della prima tappa aquilana, l’esposizione si è spostata a Pescara, al Museo delle Genti d’Abruzzo (fino all’8 agosto), poi a Sulmona al Museo dell’Annunziata (dal 12 agosto al 18 settembre). Ora sarà a Chieti al Museo Archeologico Nazionale dell’Abruzzo di Villa Frigerj (dal 24 settembre al 20 novembre) e infine a Teramo al Museo Civico “F. Savini” (dal 26 novembre al 15 gennaio 2012).
Dal 27 settembre all’1 ottobre la mostra di Ashby sarà visitabile anche al Palazzo Viceregio di Cagliari in occasione di Aiap DesignPer 2011, la settimana internazionale della grafica.
L’Aiap è lieta di presentare sul proprio sito un’anteprima virtuale dell’intera mostra, nell’augurio che possa essere un invito a visitare l’esposizione in una delle sue tante tappe italiane.