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	<title>Ikona Blog</title>
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	<description>Diario di bordo di un percorso progettuale</description>
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		<title>Ci vuole carattere</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 09:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tipografia]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia delle arti e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[studio ikona]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo una mostra di tipografia espressiva a Caltagirone curata da due allievi del corso di Lettering dell’Accademia delle arti e nuove tecnologie di Roma, Silvestro Vicino e Francesca Quaranta. Dal comunicato stampa: “Novelli comunicatori visivi trascinati dalla forza della tipograﬁa non avremmo mai immaginato, in quel lontano lunedì d’ottobre, che si sarebbe aperto davanti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Segnaliamo una mostra di tipografia espressiva a Caltagirone curata da due allievi del corso di Lettering dell’Accademia delle arti e nuove tecnologie di Roma, Silvestro Vicino e Francesca Quaranta.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/09/flyercompresso-1.jpg"><img src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/09/flyercompresso-1-201x300.jpg" alt="" title="flyercompresso-1" width="201" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-443" /></a><br />
Dal comunicato stampa:<br />
“Novelli comunicatori visivi trascinati dalla forza della tipograﬁa non avremmo mai immaginato, in quel lontano lunedì d’ottobre, che si sarebbe aperto davanti a noi un mondo tanto fantastico, al contempo misterioso e manifesto, com’è quello dei caratteri tipograﬁci. Più che una mostra è un invito a seguirci in questa continua avventura alla scoperta delle inﬁnite possibilità custodite dalle lettere.”<br />
<a href="mailto:civuolecarattere@gmail.com">Per informazioni</a>.</span></p>
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		<title>Progresso civile</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/429</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 09:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oggi l’Europa è diventata più civile. Infatti, se visitate il castello di Warwick, in Inghilterra, troverete il seguente cartello: Le camere di tortura sono sconsigliate ai visitatori in sedia a rotelle”. Paul Collins, Al paese dei libri. Adelphi, Milano 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">“Oggi l’Europa è diventata più civile. Infatti, se visitate il castello di Warwick, in Inghilterra, troverete il seguente cartello:<br />
<strong>Le camere di tortura sono sconsigliate ai visitatori in sedia a rotelle</strong>”.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Paul Collins, <em>Al paese dei libri</em>. Adelphi, Milano 2010.</p>
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		<title>L’estate di ogni abiezione</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/403</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 20:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduciamo e pubblichiamo quest’articolo di Hervé Le Crosnier (Caen, 1 agosto 2010) sulle recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica francese, secondo cui una condanna penale potrebbe comportare la perdita della nazionalità: se Atene piange, Sparta non ride. Pubblicato sotto licenza Creative Commons by-nc. Le dichiarazioni di Nicolas Sarkozy a Grenoble, rafforzate da quelle di Brice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Traduciamo e pubblichiamo quest’articolo di Hervé Le Crosnier (Caen, 1 agosto 2010) sulle recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica francese, secondo cui una condanna penale potrebbe comportare la perdita della nazionalità: se Atene piange, Sparta non ride.<br />
Pubblicato sotto licenza Creative Commons by-nc.</span></em></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Le dichiarazioni di Nicolas Sarkozy a Grenoble, rafforzate da quelle di Brice Hortefeux sulla gestione “di sicurezza” della nazionalità pongono evidenti problemi di costituzionalità ma ci impongono di riflettere immediatamente su almeno due punti: innanzitutto sulla necessità di riprendere il filo storico che fa sì che la situazione attuale puzzi di fine anni Trenta, poco prima dell’abiezione totale; poi sul dover comprendere quel che rende possibile questa deriva e, in particolare, cercare nelle pratiche delle opposizioni gli atteggiamenti che lasciano aperte le porte ad una simile situazione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">La “nazionalità” è un accordo convenzionale, non esiste “naturalmente”. Uno stato colonizzatore come la Francia lo sa bene, avendo “ritagliato” il mondo con frontiere “nazionali” al di fuori di ogni storia comune o di ogni progetto condiviso. La Francia è essa stessa uno Stato costruito grazie all’aver messo sotto tutela popoli all’interno delle sue stesse frontiere (bretoni, baschi, corsi, occitani…) in nome di un progetto “nazionale” e “repubblicano”. Essere francesi è una convenzione che è cambiata nel tempo e che cambierà ancora (ci definiremo forse europei tra un secolo?). Questa convenzione assoggetta gli individui alla nazione di cui essi sono membri. A lungo la coscrizione militare ne è stata simbolo. Una volta accordata la nazionalità per nascita (diritto del suolo), per filiazione (diritto del sangue) o per naturalizzazione, i diritti e i doveri sono gli stessi per tutti. Ammettere la “doppia ammenda” d’una condanna penale seguita da una perdita di nazionalità significa denigrare il funzionamento globale della giustizia: le pene comminate non sarebbero forse sufficienti, non sarebbero ‘giuste ed equilibrate” al punto che l’autorità amministrativa debba aggiungervene altre in modo arbitrario?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Ma, ancor peggio, ci sarebbe dunque un’anteriorità alla condizione convenzionale della nazionalità? Quante generazioni saranno considerate passibili del ritiro della nazionalità e sistemate in campi “di transito”? Quelli che non percepiscono in questo gli orrori degli ani Trenta hanno le orecchie ben turate: l’espressione “quarto di giudeo” non dice loro nulla?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Gli effetti dei discorsi della cricca al potere non possono giudicarsi nel breve termine. Quando Marine Le Pen esprime la propria soddisfazione al riguardo e vi vede la conferma delle proprie tesi, bisogna comprendere la deriva collettiva che ciò pone in atto. I razzisti al potere, anche dopo una condanna giudiziaria come nel caso di Brice Hortefeux, preparano un avvenire che non ha nulla di repubblicano e tutto di un’organizzazione del mondo per clan. Il sospetto si instaura e, invece di pensare la nazione come un progetto collettivo, la si va a definire come una zona protetta, ad immagine e somiglianza di quei condominii per ricchi irti di filo spinato e protetti da guardie armate, così da creare una sorta di “pelle di leopardo” su tutto il pianeta.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Evidentemente questa tendenza non è limitata alla Francia, purtroppo. Numerosi paesi vogliono decidere arbitrariamente la nazionalità. È l’essere “avoriano” nella Costa d’Avorio, è lo status differente degli ebrei e degli “arabi israeliani”, è il dibattito sui “chicanos”, è la questione lombarda in Italia… Il mondo globalizzato sta rimpiazzando i conflitti geopolitici con forme interne di etnicizzazione e di gerarchizzazione. Si sarebbe potuto credere abbandonata questa logica dopo il Secolo dei Lumi. L’esempio della Germania degli anni Trenta – sebbene fosse uno tra i paesi più ricchi di filosofi, poeti, musicisti, pensatori – avrebbe potuto illuminarci sul pericolo permanente di un ritorno alla barbarie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Ma non arrivo ad arrendermi a vedere la Francia “dei Diritti dell’Uomo” – quella che si raffigura ad un tempo come un paradiso (grazie alla sua protezione sociale) e come un punto di riferimento nella capacità di rivolta e di rifiuto dell’arbitrio (la presa della Bastiglia) – sprofondare a sua volta nella follia razzista, con tutte le conseguenze sulla fine dello “stato di diritto” che annuncia il diffondersi di nuove guerre “asimmetriche” contro le popolazioni più inermi. I segni sono tuttavia chiari, dopo l’adozione dello “stato d’urgenza” nel novembre 2005, le retate all’uscita dalle scuole di ragazzini figli di “sans papiers”, il caso della “giungla” di Calais e le rodomontate dei ministri sulla nazionale di calcio…</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Cos’è che rende possibile una simile abiezione, dal momento che sappiamo bene che ogni piccola affermazione non fa che preparare la successiva, in una spirale regressiva senza fine? Ecco la seconda domanda, più importante ancora per l’avvenire e, soprattutto, ecco la domanda che si pone a chiunque abbia a cuore la giustizia, l’uguaglianza e la fratellanza: cosa abbiamo lasciato fare? Cosa ancora stiamo lasciando fare?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">I discorsi dei potenti ci mostrano le nostre debolezze. Rappresentando il “maggio ‘68” come fonte della delinquenza, dei problemi della scuola, del rapporto fra genitori e figli, accusando i cittadini preoccupati per la libertà, per il dibattito democratico, per la generosità, essi ci dicono in realtà che abbiamo lasciato dilapidare il potenziale libertario scaturito dall’ultima grande rivolta francese. Situandosi su questo versante ideologico e culturale, questi discorsi evitano di porre la questione dei rapporti di forza propriamente economici che conducono più del 10% della popolazione alla disoccupazione, che riducono le prestazioni di assistenza sociale e sanitaria, che marginalizzano i quartieri poveri per mancanza di fondi per la ricostruzione e la pianificazione, per mancanza di personale per assicurare il “servizio al pubblico”… perché la nostra focalizzazione sui cambiamenti “morali”, sulle questioni “societarie” ha permesso che si installi un modello economico di dominazione che ci conduce alla situazione attuale. Delinquenza, insicurezza, da una parte; autoritarismo e razzismo, dall&#8217;altra, sono le due mammelle della società neoliberale. L’accettazione, da parte del partito socialista, della globalizzazione neoliberale – fino a vedere due dei suoi dirigenti eminenti collocati alla testa uno dell’FMI, l’altro dell’OMC, i due organismi più significativi del nuovo ordine economico mondiale – è certamente una svolta fondamentale in questa breve traiettoria storica. Ma il nostro abbandono della costruzione di un’autentica forza sociale, culturale e politica in nome dell’“è sempre meglio che niente” è altrettanto colpevole.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Quando siamo consapevoli dell&#8217;evoluzione terribile del mondo e vediamo il nostro universo politico dilaniato, incapace di riunirsi sui punti fondamentali; quando vediamo i dirigenti delle cellule di partito, la cui sola speranza burocratica è superare lo sbarramento del 5%, pavoneggiarsi aggrappati alle loro &#8220;verità&#8221; come patelle sullo scoglio per resistere alla marea; quando assistiamo allo sbandamento delle organizzazioni di azione sociale incapaci di comprendere la posta in gioco della lotta contro la disoccupazione, l&#8217;organizzazione dei quartieri, la rivolta dei giovani senza speranza… non siamo noi stessi complici “per astensione” della deriva in atto?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Non è mai troppo tardi. Ma sarebbe meglio che noi decidessimo il più presto possibile di tornare sulla scena politica a partire dalle esperienze dei movimenti sociali, a partire dalle riflessioni polifoniche delle diverse correnti della sinistra critica e delle associazioni sociali. Lasciare ancora le decisioni ad altri che hanno già mostrato l’estensione della loro incapacità a formare un fronte sufficientemente forte contro la dominazione autoritaria che accompagna il neoliberalismo sarebbe piegarsi di nuovo di fronte al bulldozer razzista. La concezione di una società di lupi in guerra permanente tutti contro tutti è il modello maggioritario, tanto nei film hollywoodiani quanto per i dirigenti della nostra destra revanscistica e animata dall’odio. Non lasciamo che prenda piede. Riprendiamo la battaglia culturale e ideologica sul fronte politico.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">In fondo il futuro appartiene ai sostenitori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza, ma sarebbe meglio che non si avverasse dopo una crisi umana e morale così grande. Fin da ora bisogna correggere la rotta. Sta a voi farlo, voi che avete avuto il coraggio di leggere fino a qui. Che ciascuno trovi il proprio cammino ma soprattutto ritorni alla discussione, allo scambio, a mettersi in gioco sulla scena pubblica. Troviamo nuove forme d&#8217;organizzazione in rete, di accordo e di coordinamento, ma soprattutto non restiamo paralizzati dall’arroganza di chi ci governa.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Traduzione di Fabrizio M. Rossi</em></span></p>
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		<title>Design contest 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 06:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[﻿ Riceviamo e volentieri pubblichiamo. ﻿ Per rispondere alle Direttive Europee 2010 che invitano ad agire contro le forme di povertà mondiali e i fenomeni di esclusione sociale, Utilità manifesta / design for social lancia il Design Contest “Meno Spreco Più Diritti” per immaginare, ripensare e progettare modalità razionali di consumo e di utilizzo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿
<p style="text-align: left;"><em><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Riceviamo e volentieri pubblichiamo.</span></em></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/testata2.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-389" title="testata2" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/testata2-300x214.gif" alt="" width="300" height="214" /></a><br />
﻿</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Per rispondere alle Direttive Europee 2010 che invitano ad agire contro le forme di povertà mondiali e i fenomeni di esclusione sociale, Utilità manifesta / design for social lancia il Design Contest “Meno Spreco Più Diritti” per immaginare, ripensare e progettare modalità razionali di consumo e di utilizzo delle risorse.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Graphic designers, industrial designers, laureandi e laureati nei corsi di progettazione grafica e di disegno industriale, sono chiamati a progettare un manifesto o un oggetto culturalmente sensibile al claim “Meno Spreco Più Diritti” che produca reale cambiamento e miglioramento dell&#8217;esistente nel rispetto dei diritti fondamentali.<br />
I partecipanti potranno iscrivere online i lavori accedendo al sito <a href="http://www.utilitamanifesta.it" target="_blank">www.utilitamanifesta.it</a> concorrendo nelle due sezioni graphic design / industrial design.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">I progetti pervenuti saranno selezionati da una giuria internazionale, presto online sul sito. I vincitori saranno pubblicati nel catalogo del Design Contest 2010.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Calendario</strong><br />
18 giugno 2010 &#8211; Call for Entries<br />
15 settembre 2010 ore 0.00 (GMT time) &#8211; Deadline di invio del lavori</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Patrocinio</strong><br />
<a href="http://www.aiap.it" target="_blank">AIAP / Associazione Italiana Progettazione per la comunicazione visiva</a><br />
<a href="http://www.adi-design.org" target="_blank">ADI / Associazione per il Disegno Industriale</a> &#8211; Delegazione Umbria</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Partners di progetto</strong><br />
Libera / Associazioni, nomi e numeri contro le mafie<br />
Artigianintaglio srl / Greve in Chianti (Firenze)</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Contatti</strong><br />
<a href="mailto: info@utilitamanifesta.it">info@utilitamanifesta.it</a><br />
<a href="http://www.utilitamanifesta.it" target="_blank">www.utilitamanifesta.it</a></span></p>
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		<title>Aiap: il mestiere di grafico in Italia</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/314</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 21:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della grafica]]></category>
		<category><![CDATA[aiap]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
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		<description><![CDATA[Conferenza tenuta da Fabrizio M. Rossi ai Rencontres Internationales de Lure, 25-30 agosto 2008, sul tema “Vendu. Le contrat graphique” (Venduto. Il contratto grafico). Rencontres Internationales de Lure, 25 &#8211; 30 agosto 2008 Al di là delle Alpi. Aiap: il ‘mestiere di grafico’ in Italia. Conferenza di Fabrizio M. Rossi, consigliere nazionale AIAP [1] /// [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Conferenza tenuta da Fabrizio M. Rossi ai <em>Rencontres  Internationales de Lure</em>, 25-30 agosto 2008, sul tema “Vendu. Le  contrat graphique” (Venduto. Il contratto grafico).</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<hr /><em>Rencontres Internationales de Lure, 25 &#8211; 30 agosto 2008</em><br />
<strong>Al  di là delle Alpi. Aiap: il ‘mestiere di grafico’ in Italia.</strong><br />
<em>Conferenza  di Fabrizio M. Rossi, consigliere nazionale AIAP</em></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/01_Odissea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-315" title="01_Odissea" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/01_Odissea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[1] ///  “Straniero, non è mio costume trattar male gli ospiti… Tutti da parte di  Zeus vengono gli ospiti e i poveri”.<br />
Molto tempo fa, in giro per il  Mediterraneo, si raccontava la storia di un uomo che, alzata la vela  alla navicella del suo ingegno, molto aveva viaggiato per nostalgia.<br />
Tornato  finalmente in patria dopo vent’anni (non esistendo evidentemente  all’epoca i navigatori satellitari) si sentiva rivolgere queste parole  da un servitore che, pur non avendolo riconosciuto, lo accoglieva come  un ospite sacro agli dèi.<br />
Va da sé che io non mi paragoni in nulla a  quell’uomo (salvo per il fatto che neanch’io usi il navigatore  satellitare); ho voluto piuttosto rendere omaggio a questa visione  arcaica che tematizza il viaggio, lo straniero, l’ospitalità,  l’incontro.<br />
Immagino cosí il mio intervento qui a Lure come un  piccolo racconto offerto da un viaggiatore straniero ai propri ospiti,  confidando nella loro benevolenza; poiché certamente non vorrete fare un  torto agli dèi…<br />
A dispetto delle formidabili spinte all’omologazione  planetaria, mi ostino a credere nel potere del viaggio e dei linguaggi  differenti, nella singolarità dei luoghi, nella necessaria arte  dell’incontro fra le diversità.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/02_OdisseaDiversa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-317" title="02_OdisseaDiversa" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/02_OdisseaDiversa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[2] Credo ancora che, alla base  dell’idea di valore – argomento centrale dei Rencontres di quest’anno –  vi sia esattamente la differenza: senza di essa non vi è alcun valore.  L’occasione – o, meglio, il pre-testo – per parlarvi del valore del  ‘mestiere di grafico’ in Italia è raccontarvi dell’Aiap.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/03_LogoAIAP.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-320" title="03_LogoAIAP" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/03_LogoAIAP.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[3] ///  Eccolo, il marchio dell’Aiap, a cui siamo particolarmente affezionati:  una “A” in forma di matita che interpreto come un omaggio alla manualità  del progetto.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/04_QuestoPane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-321" title="04_QuestoPane" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/04_QuestoPane-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[4] C’è chi vuol vedervi anche un certo richiamo ad  uno spirito un po’ anarchico e molto pacifista che, a dire il vero, non  ci è del tutto estraneo…<br />
Raccontare dell’Aiap vuol dire, come  vedremo, percorrere una buona parte della storia della grafica italiana  del secondo dopoguerra, parallelamente alla storia della società,  dell’economia, della cultura.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/05_SteinerMestiere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-322" title="05_SteinerMestiere" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/05_SteinerMestiere-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[5] /// Un’ultima annotazione  preliminare: sin dal titolo del mio intervento ho usato l’espressione  ‘mestiere di grafico’.<br />
Ciò si spiega da un lato con la mia personale  avversione nei confronti del termine abusato e pretenzioso di  ‘professione’ in tutte le sue declinazioni e al mio preferire ad esso  l’idea di ‘mestiere’, che evoca qualcosa del ‘mistero’ dell’artigianato e  della cultura del gesto.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/06_SteinerTriennale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="06_SteinerTriennale" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/06_SteinerTriennale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[6] Dall’altro, il mio vuol essere un  omaggio ad un celebre libro, pubblicato postumo nel 1978, che raccoglie  alcuni scritti importanti di Albe Steiner, una delle figure eminenti  della grafica italiana del secondo dopoguerra e uno tra i fondatori  della nostra associazione.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/07_SigleAiap.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-325" title="07_SigleAiap" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/07_SigleAiap-300x137.jpg" alt="" width="300" height="137" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[7] /// L’Aiap, dunque, viene fondata  nel 1945 ed è interessante seguire con attenzione le varie denominazioni  che essa assumerà via via.<br />
Esse riflettono infatti la percezione che  i grafici hanno avuto di loro stessi e del proprio mestiere nel corso  del tempo, o almeno la percezione dominante che si è affermata.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  Ma andiamo per gradi: all’atto della sua fondazione, cioè a dire al  termine della Seconda guerra mondiale e della guerra di Liberazione del  Paese, l’associazione riunisce in sé i cosiddetti ‘tecnici’ e gli  ‘artisti’ pubblicitari.<br />
Dieci anni dopo, nel 1955, diverrà  ‘Associazione Italiana Artisti Pubblicitari’, assumendo l’acronimo di  Aiap che rimarrà invariato sino ad oggi.<br />
Sebbene si osservi una  distinzione tra ‘artisti’ e ‘tecnici’, è evidente che il termine  ‘pubblicità’ sia dominante in quegli anni.<br />
Ed è questo un termine  che, sin da ora, suggerisco di sostituire con quello di ‘comunicazione  persuasiva’, a mio avviso piú ricco di nitidezza e di motivi di  riflessione.<br />
Ad esempio, è tristemente noto che oggi la comunicazione  politica in Italia sia stata fatta rientrare, nel suo complesso, nella  comunicazione persuasiva, assumendone i linguaggi e i meccanismi.<br />
È  chiaro dunque che, in quegli anni, il dibattito nascente in Italia  intorno al nostro mestiere non avesse ancora tematizzato in modo  radicale la distinzione tra progetto grafico e comunicazione persuasiva,  men che meno l’àmbito piú generale della comunicazione visiva a cui si  approderà molti anni dopo.<br />
Convivevano inoltre all’interno dell’Aiap  figure ed approcci al mestiere di grafico sia di provenienza piú  artistica sia di orientamento piú progettuale.<br />
Pur nella parziale  indeterminazione di quella che chiamerei ‘l’età dei pionieri’, l’Aiap  era allora animata dalla presenza di grandi personalità appartenenti  dunque ad àmbiti diversi: dai cartellonisti ai progettisti grafici piú  propriamente intesi, fino a figure specializzate come i progettisti di  caratteri tipografici.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/08_NovareseClass.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-326" title="08_NovareseClass" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/08_NovareseClass-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[8] Incontriamo cosí, solo per citarne alcuni  tra i piú celebri, Dradi, Boggeri, Testa, Grignani, Fronzoni, Novarese,  lo stesso Steiner.<br />
Siamo negli anni della ricostruzione post-bellica,  a cui seguirà il cosiddetto ‘miracolo economico italiano’ che  trasformerà profondamente il volto della nazione, da rurale a  industriale, da autarchica a ‘consumista’.<br />
Per tutti gli anni  Cinquanta e Sessanta, fino a buona parte dei Settanta, il polo economico  dominante è situato al Nord del Paese. Città come Torino, Ivrea,  Bologna, Milano, sono infatti al centro dell’attività produttiva.<br />
In  particolare proprio Milano, da sempre sede dell’Aiap, assumerà il ruolo  di guida nell’orientare la riflessione teorica sul fare grafica.<br />
Di  conseguenza sarà la cultura funzionalista milanese ad influenzare in  modo dominante il mestiere di grafico in Italia, almeno fino agli ‘anni  di piombo’.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// È proprio nel 1980 che l’Aiap percepisce la  necessità di un primo, grande cambiamento. Molte sono infatti le  trasformazioni sopraggiunte sia nel campo della comunicazione persuasiva  sia in quello del progetto grafico.<br />
Si ipotizza dunque l’esistenza  di un àmbito generale in cui opera ormai il progettista grafico, àmbito  che verrà definito come quello della ‘comunicazione visiva’.<br />
Ecco che  a tale riflessione consegue il cambiamento di denominazione  dell’associazione che, pur mantenendo la sigla Aiap, diviene  ‘Associazione Italiana Creativi della Comunicazione Visiva’.<br />
Anche  quel termine, ‘creativi’ (termine a mio avviso fuorviante rispetto alla  cultura del progetto grafico), da un punto di vista fenomenologico  risulta conseguente al clima postmodernista di cui saranno portatori gli  anni Ottanta.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Un altro elemento importante, che si  svilupperà a partire da quel decennio, sarà la diffusione su tutto il  territorio nazionale degli associati all’Aiap.<br />
Tale diffusione sarà  dovuta essenzialmente alle mutate condizioni economiche dell’Italia, con  la creazione di poli industriali al di fuori della tradizionale area  settentrionale e con lo sviluppo generalizzato sul territorio del  cosiddetto settore terziario o dei servizi.<br />
La presenza nell’Aiap di  progettisti operanti non piú soltanto nelle aree urbane del Nord ma  nell’Italia ‘delle mille città’ porterà da allora un contributo  fondamentale e multiforme alla vita dell’Associazione, svincolandola  dalla cultura funzionalista milanese.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/09_Carta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-327" title="09_Carta" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/09_Carta-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[9] /// Nel 1989, nel corso  dell’assemblea nazionale di Aosta, viene redatta la <em>Carta del  progetto grafico</em>, inaugurando simbolicamente l’epoca del dibattito  piú acceso.<br />
Autore della <em>Carta</em> è un comitato di cui fanno  parte alcune delle realtà piú rappresentative del mondo della grafica in  Italia.<br />
Oltre all’Aiap vi sono, infatti, l’Adi (Associazione Design  Industriale), il mondo dell’Università (rappresentato dalla Facoltà di  Architettura del Politecnico di Milano), le riviste “Grafica” (promossa  dall’Aiap) e “Linea grafica”.<br />
La <em>Carta</em> poneva la grafica al  centro della cultura del progetto cosí come, a loro volta, lo erano  stati l’architettura negli anni Trenta e il design industriale negli  anni Sessanta.<br />
Tale nuova centralità del progetto grafico era dovuta  all’identificazione tra quest’ultimo e la comunicazione visiva, secondo  l’assunto ‘dove c’è comunicazione visiva c’è grafica’.<br />
Si constatava  cosí la parte cruciale rivestita dai sistemi della comunicazione e  dell’informazione.<br />
La <em>Carta</em> prendeva dunque atto del nuovo  ruolo del nostro mestiere rispetto a mutate condizioni sociali,  culturali ed economiche.<br />
Al tempo stesso tracciava una linea di  consapevolezza del fare grafica contemporanea al proprio tempo.<br />
Ne  delineava la duplice possibilità dell’alta specializzazione da un lato  e, dall’altro, del ‘governo dei procedimenti’ e dunque del ruolo di  regista a cui veniva chiamato il progettista grafico.<br />
Denunciava  inoltre la formidabile carenza, rispetto alla comunicazione visiva,  degli istituti di studio pubblici in Italia, in particolare nell’àmbito  universitario, impegnandosi cosí nella proposizione dei percorsi  formativi piú idonei.<br />
Sottolineando il fenomeno dell’‘inquinamento  visivo’, della pletoricità della comunicazione visiva e della  complementare indifferenza verso la ‘cultura dell’immagine’, la <em>Carta</em> metteva in risalto la nuova responsabilità del progettista grafico e la  necessità di qualità nel progetto.<br />
Si impegnava infine a promuovere  il riconoscimento della nostra identità lavorativa nella società in  generale, in assonanza con quanto stava avvenendo in altri Paesi e con  gli intenti di organizzazioni internazionali a cui aderiva, come il  Beda, o alla cui fondazione aveva partecipato, come l’ICoGraDA.<br />
La <em>Carta</em> è stata sottoscritta da molti, sia progettisti sia studiosi della  cultura del progetto, ed ha suscitato un vivo dibattito, all’estero come  in Italia.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/10_Codice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-328" title="10_Codice" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/10_Codice-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[10] /// Le istanze etiche della <em>Carta</em> hanno  dato luogo, nel 1993, alla stesura e all’adozione da parte dell’Aiap  del <em>Codice di etica deontologica</em>.<br />
Il <em>Codice</em> definisce comportamenti consapevoli e responsabili del progettista  grafico nei confronti della società e dell’ambiente, ai quali il socio  dell’Aiap è chiamato ad attenersi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Nel 1994, infine, il  dibattito lanciato dalla <em>Carta</em> del progetto grafico sfocia  nell’adozione di un nuovo statuto che ridisegna la struttura dell’Aiap e  porta alla formulazione dell’attuale denominazione di ‘Associazione  Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva’.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/11_Fronzoni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-329" title="11_Fronzoni" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/11_Fronzoni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[11] ///  Proprio a partire da questi anni l’Aiap conosce un periodo di grande  sviluppo su molti fronti che tuttora prosegue.<br />
Già nel 1992 si era  inaugurata a Milano, nella sede dell’Associazione, la Galleria Aiap, con  una mostra dedicata ai manifesti di AG Fronzoni.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/12_Grignani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-330" title="12_Grignani" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/12_Grignani-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[12] Da allora fino  ad oggi la Galleria ha ospitato trentacinque mostre, di cui vorrei  ricordare qui soltanto alcune.<br />
Nel 1995 si allestisce la mostra  antologica dedicata a Franco Grignani, un altro nome storico della  grafica italiana nonché esponente di spicco della Op Art.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/13_SanPietroburgo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-331" title="13_SanPietroburgo" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/13_SanPietroburgo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[13] Nello  stesso anno, in collaborazione col <em>Mois du graphisme</em> di  Échirolles, viene prodotta la mostra sui manifesti di San Pietroburgo,  ovvero la grafica russa nel vortice del cambiamento tra il 1985 ed il  1995.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/14_Quota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-332" title="14_Quota" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/14_Quota-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[14] Due anni dopo sarà la volta della mostra <em>Ho pagato la  quota</em>, un cinquantennio di grafica italiana attraverso le carte  intestate dei soci dell’Aiap.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/15_Facetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-333" title="15_Facetti" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/15_Facetti-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[15] Nel 1999 ecco la rassegna  sull’esperienza di Germano Facetti come direttore artistico alla Penguin  Books di Londra.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/16_Segno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-334" title="16_Segno" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/16_Segno-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[16] Sempre dello stesso anno è la mostra dei  lavori di settanta progettisti sui temi del segno, dell’alfabeto, della  scrittura e del linguaggio.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/17_Reliquie.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-335" title="17_Reliquie" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/17_Reliquie-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[17] <em>Le reliquie di sottospirito</em>,  del 2006, è una singolare mostra che raccoglie oggetti in qualche modo  cari a progettisti grafici famosi o sconosciuti di tutto il mondo.<br />
Queste  sono alcune delle mostre allestite nella Galleria Aiap di Milano in  sedici anni di attività.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Ma in questo stesso arco di tempo,  al di fuori della propria Galleria, l’Aiap ha organizzato, o realizzato  in collaborazione, piú di centocinquanta mostre in tutta Italia.<br />
Fra  le collaborazioni piú prestigiose all’estero va senz’altro citata quella  pluriennale col <em>Mois du graphisme</em> di Échirolles a cui si è già  accennato.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Un’altra collaborazione importante, questa volta  in Italia, si è avviata quest’anno con lo Scaffale d’Arte del Palazzo  delle Esposizioni di Roma.<br />
In questo caso l’Aiap ha fornito la  consulenza scientifica per la rassegna <em>Singolare femminile</em>.<br />
Quattro  donne – un’esperta di tipografia, due progettiste grafiche e una  regista – si sono susseguite nella realizzazione di seminari di tre  giorni e di mostre di lavori dei partecipanti e propri.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  Sempre nella sede dell’associazione si è costituito un Centro di  documentazione che vuole essere un punto di riferimento per studenti e  studiosi della comunicazione visiva.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/18_Sutnar.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-338" title="18_Sutnar" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/18_Sutnar-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[18] Sono stati acquisiti  numerosi volumi e documenti sulla cultura del progetto, alcuni dei quali  di particolare pregio e rarità, come ad esempio il fondo che raccoglie  opere di Ladislav Sutnar.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Tra le mostre organizzate dall’Aiap  occupano un posto particolare quelle destinate all’esposizione su  Internet.<br />
Dall’adesione alle varie edizioni dello <em>World graphic  day</em> organizzate dall’ICoGraDA alle mostre estemporanee su temi  politici e sociali di immediata attualità, le mostre via Internet si  sono rivelate un efficace strumento di partecipazione diffusa.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/19_Uniforme.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-340" title="19_Uniforme" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/19_Uniforme-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[19]  Voglio ricordare fra tutte <em>Nessuno uniforme</em>, mostra in rete del  marzo 2003 contro la guerra in Iraq, che ha visto la partecipazione di  circa trecento grafici in due mesi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// La partecipazione si è  espressa anche in importanti raccolte di firme e petizioni, come quella  contro il cosiddetto ‘marchio turistico dell’Italia’, che ha avuto come  risultato il ritiro di tale marchio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Proprio nell’àmbito di  una strategia di sviluppo della partecipazione diretta della comunità  dei grafici si colloca l’apertura del sito “SocialDesignZine”,  nell’aprile del 2003.<br />
Sulla scorta dei pochi precedenti dell’epoca,  tra cui il rigoroso “SocialDesignNotes” di John Emerson, lo weblog  sostenuto dall’Aiap si è sviluppato come un vero e proprio quotidiano di  informazione della comunità grafica.<br />
E non è sbagliato parlare di  una ‘comunità grafica diffusa’, poiché uno degli aspetti piú  interessanti dell’esperienza di “SDZ” è l’essere il suo pubblico ben al  di là del novero dei circa ottocento soci dell’Aiap.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/20_SDZ1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-356" title="20_SDZ" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/20_SDZ1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[20] L’idea di  progettualità sociale (o social design) si delinea dunque attraverso  l’esperienza di “SDZ” non soltanto come ‘progettualità responsabile’ ma  anche come indispensabile rete informativa.<br />
I circa trentamila  lettori mensili di “SDZ” hanno portato recentemente l’Aiap ad affiancare  all’edizione italiana un’edizione inglese e a produrre finora due  antologie degli articoli e dei commenti pubblicati.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/21_Community.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-357" title="21_Community" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/21_Community-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[21] /// Un  altro passo importante verso la partecipazione diretta, questa volta del  corpo associativo, è stata l’istituzione della cosiddetta “Aiap  Community” a partire dal 2002.<br />
In occasione dell’assemblea nazionale i  soci vengono invitati a partecipare inviando un progetto significativo;  tra tutti i progetti ne vengono selezionati cinquanta.<br />
L’aspetto piú  interessante dell’iniziativa è l’enunciazione pubblica del progetto che  l’autore dovrà sostenere nel corso di “Aiap Community”, mettendone a  nudo i procedimenti e trasformando il segno grafico in oralità (e  gestualità, poiché sempre italiani siamo…).<br />
Dopo l’esordio  all’assemblea di Riccione del 2002, “Aiap Community” è stata riproposta a  Trani nel 2004, a Perugia nel 2006 e ad Aosta nel 2007.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Le  stesse assemblee nazionali sono diventate sempre piú, nel corso degli  anni, un’occasione multiforme.<br />
Ai tradizionali momenti assembleari si  sono via via affiancate mostre (come quella dedicata alla grafica  iraniana, nel 2004 a Trani), convegni e seminari (come durante la piú  recente assemblea ad Aosta).<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/22_PGCopertine.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-358" title="22_PGCopertine" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/22_PGCopertine-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[22] /// Tra le iniziative piú  importanti sostenute dall’Aiap vi è la rivista “Progetto grafico”.<br />
Nata  nel 2003 come evoluzione del notiziario associativo, sin dal primo  numero la rivista quadrimestrale ha assunto una foliazione e una varietà  di argomenti affrontati considerevoli per numero.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/23_PGSamizdat.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-359" title="23_PGSamizdat" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/23_PGSamizdat-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[23] Parliamo di  numeri lasciando evidentemente il giudizio sulla qualità ai lettori: è  senz’altro la rivista di grafica piú voluminosa d’Italia, che nel  prossimo numero festeggerà le duemila pagine complessive pubblicate.<br />
Ma  quel che piú conta è il fatto che, in cinque anni, la rivista abbia  acquisito un numero di lettori che, come nel caso di “SDZ”, va al di là  del numero dei soci dell’Aiap.<br />
Credo anche che si sia andati oltre  l’intenzione iniziale che la voleva una rivista fatta da grafici e  destinata ai grafici.<br />
Mi piace pensare che sia un periodico leggibile  anche da chi grafico non è, e forse ciò è merito della volontà della  rivista di esser fedele alla cultura del progetto piuttosto che al  tecnicismo del lavoro.<br />
“Progetto grafico” non è una rivista ‘di  consumo’ legata al momento dell’attualità, sebbene dall’attualità essa  possa ricavare temi generali ed aprirli all’approfondimento.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/24_PGPubblica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-360" title="24_PGPubblica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/24_PGPubblica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[24]  Penso ad esempio ai grandi temi dei concorsi pubblici (e, piú in  generale, al rapporto della grafica con la pubblica amministrazione), o  ancora al tema della formazione.<br />
È da dire, relativamente a questi  due esempi, che l’Aiap e “Progetto grafico” hanno intrapreso un’azione  molto decisa e articolata.<br />
Ad esempio sul fronte dei concorsi  pubblici, vigilando affinché si adeguino in pieno alle norme fissate da  Icograda; o anche su quello della formazione, incontrando i responsabili  governativi ed evidenziando loro il vuoto formativo in cui tuttora  giace il nostro mestiere.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/25_PGGlas.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-361" title="25_PGGlas" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/25_PGGlas-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[25] È dunque – o almeno crediamo che sia –  una rivista di approfondimento, con forse un’involontaria tendenza  all’enciclopedismo.<br />
Uno dei temi piú cari a “Progetto grafico”,  perfettamente in sintonia con una delle istanze centrali dell’Aiap, è la  tipografia.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/26_PGWarde.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-362" title="26_PGWarde" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/26_PGWarde-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[26] Numerosi sono gli articoli pubblicati sinora su  questo argomento, e le prime mille pagine complessive della rivista sono  state celebrate con un allegato: l’edizione italiana, realizzata per  l’occasione, di un classico della tipografia, <em>Il calice di cristallo</em> di Beatrice Warde.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/27_LabCarLogo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-363" title="27_LabCarLogo" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/27_LabCarLogo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[27] /// Non è dunque un caso che “Progetto  grafico”, insieme all’Aiap, promuova un’altra iniziativa a favore della  diffusione della cultura tipografica: i <em>Laboratori di carattere</em>.<br />
La  prima edizione dei <em>Laboratori</em> si è svolta a Parma nel 2007,  ospitata dal Museo bodoniano e dalla Biblioteca Palatina, in omaggio  alla figura di Giambattista Bodoni.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/28_Angelica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-364" title="28_Angelica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/28_Angelica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[28] La seconda edizione è del  2008 ed ha avuto luogo a Roma nella Biblioteca Angelica, prima  biblioteca al mondo ad esser aperta al pubblico quattro secoli or sono.<br />
La  formula dei <em>Laboratori</em> consiste nella scelta di una città  italiana che sia luogo eminente della civiltà della scrittura; in una  ‘passeggiata tipografica’ per la città sulle tracce ivi esistenti della  forma della scrittura; nella visita del luogo che ospiterà i <em>Laboratori</em>,  scelto con il medesimo criterio di rappresentatività.<br />
Infine, in tre  laboratori tipografici condotti da tre differenti personalità, per  offrire tre diversi approcci al progetto dei caratteri tipografici.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  L’attenzione dell’Aiap nei confronti della cultura tipografica e della  forma della scrittura ha origini remote.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/29_Grafica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-365" title="29_Grafica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/29_Grafica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[29] Tra il 1985 e il 1992  l’Aiap è editrice della rivista “Grafica” che, fin dai primi numeri,  affronta tali temi.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/30_Calligrafia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-366" title="30_Calligrafia" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/30_Calligrafia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[30] A questa si aggiungerà la rivista  “Calligrafia”, edita dall’Aiap dal 1991 al 1995.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/31_StampaAlternativa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-367" title="31_StampaAlternativa" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/31_StampaAlternativa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[31] Da piú di un  decennio l’Aiap sostiene la collana editoriale “Scritture”, nella quale  vengono pubblicati testi inediti di autori italiani e traduzioni di  fondamentali opere straniere.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/32_Scritture.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-368" title="32_Scritture" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/32_Scritture-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[32] Nel 1997 si realizza la mostra  omonima che, dopo il debutto a Roma, verrà ospitata da numerose città  italiane.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/33_Italic.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-369" title="33_Italic" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/33_Italic-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[33] Nel 2002 fa cosí il suo esordio il progetto <em>Italic</em>,  inserendosi in un contesto generale che vede in Italia il risveglio  degli studi tipografici e della pratica del progetto dei caratteri.<br />
<em>Italic</em> è un’ampia rassegna dedicata ai disegnatori italiani di caratteri che,  in massima parte, animano la ‘rinascita tipografica’ a partire dagli  anni Ottanta.<br />
La prima edizione di <em>Italic</em> si è concretizzata  in una pubblicazione e in una mostra, presentata a Roma in occasione  della conferenza dell’ATypI del 2002 e poi itinerante in tutta Italia.<br />
La  seconda edizione, in fase di preparazione, è finalizzata alla creazione  di un archivio permanente del disegno dei caratteri contemporaneo in  Italia, con una schedatura il piú possibile accurata di autori e  progetti.<br />
Oltre all’archivio è prevista la realizzazione, anche in  questo caso, di una mostra e di un ampio catalogo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Ancora  un’altra iniziativa a favore della diffusione della cultura tipografica è  <em>TypoTour</em>, nato all’interno di “SocialDesignZine”.<br />
Si tratta  di un archivio in rete che documenta la diffusione delle forme della  scrittura nel paesaggio italiano, nel loro esito epigrafico, tipografico  o letteristico, cólto ovvero spontaneo.<br />
Le immagini e i testi di  commento sono raccolti per luoghi e sono collegati a Google Earth,  creando una sorta di grand tour virtuale delle forme della scrittura.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  Rimanendo nell’àmbito di Internet va citato l’impegno dell’Aiap per la  creazione e la gestione di un sito di riferimento per i soci e i  progettisti grafici in generale.<br />
Il sito presenta un’area  ‘istituzionale’, dedicata a informazioni sull’Aiap e sulle sue attività  passate, in corso e future, all’elenco dei soci e ad una galleria di  loro lavori, alla libreria in rete che permette l’acquisto di libri, a  notizie sulla formazione e sulle opportunità di lavoro.<br />
L’altra area è  riservata alle notizie, con una ‘prima pagina’, gli approfondimenti e  l’archivio. Poi vi sono i collegamenti ai siti delle attività piú  importanti promosse e sostenute dall’Aiap: “SDZ”, “Progetto grafico”, <em>Italic</em> e <em>Multiverso</em>.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/34_Multiverso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-373" title="34_Multiverso" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/34_Multiverso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[34] /// <em>Multiverso</em> è il titolo  della serie di conferenze internazionali, mostre e laboratori  organizzati dall’Aiap per l’<em>ICoGraDA Design Week</em> che si  svolgerà a Torino dal 13 al 19 ottobre prossimi. La scelta della città  di Torino rientra nel suo essere ‘capitale mondiale del design’ per il  2008. L’iniziativa comprende una conferenza internazionale di tre  giorni, mostre, tavole rotonde e numerosi laboratori per studenti. Tra i  relatori si annoverano importanti autorità internazionali nei diversi  settori della comunicazione visiva. Accanto ad essi avremo il contributo  di autori e studiosi che – muovendosi in campi adiacenti e affini –  potranno fornire spunti riguardo alle possibili direzioni di sviluppo  del progetto di comunicazione visiva.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Ho cercato di delineare  in breve un profilo storico e attuale della nostra associazione. Non mi  resta dunque che affrontare il tema del denaro, della cultura grafica e  del mestiere che, in Italia, ‘non esiste’.<br />
L’impresa non sarebbe da  poco se molti argomenti fondamentali non fossero già ‘passati’ nella  narrazione storica.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/35_Guida.1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-374" title="35_Guida.1" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/35_Guida.1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[35] Per farlo userò di nuovo un pre-testo: la  pubblicazione dell’Aiap che affronta il problema del valore del nostro  mestiere e della regolamentazione formale dei rapporti di lavoro.<br />
Ancora  una volta la storia dei termini usati può essere utile per comprendere  l’evolversi delle cose e il loro stato attuale.<br />
Uscita per la prima  volta nel 1962, la pubblicazione di cui parliamo ha avuto per molte  edizioni il nome di ‘tariffario’.<br />
Pur adeguandosi all’aumentare dei  prezzi delle prestazioni e al differente precisarsi di quest’ultime, è  restata tuttavia a lungo ancorata all’idea, appunto, del ‘tariffario’.<br />
Idea  inadeguata in partenza, perché mai è esistito in Italia un albo  professionale dei grafici e, dunque, illegittima è stata e sarebbe ora  la pretesa di un ‘tariffario’.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/36_Guida.2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-376" title="36_Guida.2" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/36_Guida.2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[36] Nel 2000 avviene infine il  cambiamento nel nome e nella struttura della pubblicazione, che diviene <em>Guida  agli onorari</em>.<br />
Da essa cito alcuni passaggi che ritengo  importanti:<br />
«[…] il cambiamento del titolo implica una riflessione e  una constatazione sulle trasformazioni del mestiere di grafico: una  volta artista, poi creativo e progettista, infine anche regista del  lavoro e consulente delle imprese».<br />
Negli anni Novanta «[…] la  semplificazione delle procedure e degli strumenti del progetto […],  introdotta da elaboratori sempre piú potenti e programmi sempre piú  ‘abili’, non ha, come si temeva, reso superflua la figura del grafico ma  la ha sublimata, dematerializzata, evidenziando la reale qualità del  progetto ovvero la capacità di strutturare, gestire e formulare i  processi comunicativi».<br />
Si prendeva dunque atto, nell’edizione del  2000, di una nuova complessità della figura del progettista grafico e  della impossibilità di esaurire tale complessità in una schematica  definizione della prestazione e nella relativa tariffa – oltre alla  inadeguatezza giuridica di un ‘tariffario’, come s’è detto.<br />
Per la  prima volta si proponeva un ‘sistema dell’Aiap’ per la determinazione  degli onorari, prendendo in considerazione elementi come il tempo, le  forze messe in campo, gli investimenti, le spese e cosí via.<br />
Si  superava in tal modo anche la difficoltà tipica di ogni tariffario,  ovvero le forti differenze economiche tra le ‘mille città’ d’Italia.<br />
Soprattutto  si affermava il valore del progetto di comunicazione visiva  contemporaneo, considerando elementi come lo studio di fattibilità o la  pianificazione delle risorse che tradizionalmente risultavano di  difficile valutazione o addirittura invisibili alla committenza.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/37_Guida.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-377" title="37_Guida.3" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/37_Guida.3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[37]  Nelle edizioni successive si è continuato a seguire questa nuova linea,  fino ad arrivare all’edizione piú recente, quella del 2007, che risulta  essere sempre piú ‘guida’ e sempre meno ‘tariffario’.<br />
Citando dalla  sua Introduzione, «[questa <em>Guida</em>] non vuole essere consultata  come un listino ma come un quadro di riferimento chiaro e certo per le  prestazioni del progettista. Non sono importanti le cifre ma le voci e  il metodo con cui si può determinare un corretto compenso.»<br />
Voci e  metodo, dunque. Del metodo si è già detto, ed è un fattore di  consapevolezza. Ma le voci anch’esse sono un contributo alla  consapevolezza del nostro mestiere, delineandone le numerose  articolazioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// La <em>Guida agli onorari</em> non è rivolta  soltanto ai progettisti ma a tutto il mondo della committenza, pubblica e  privata.<br />
C’è infatti da rilevare in Italia un ritardo storico nel  riconoscimento sociale della stessa identità del progettista grafico.<br />
Ne  sono prova le carenze del sistema formativo, di cui abbiamo parlato, ma  ancora, e ad un livello che inficia l’agire quotidiano, l’assenza di un  semplice riconoscimento fiscale e previdenziale.<br />
Ma anche se molto  resta ancora da conquistare, di strada se n’è fatta e se ne continua a  fare, e comincia a diffondersi una nuova consapevolezza.<br />
La politica  dell’Aiap non è quella di reclamare la costituzione di un albo  professionale dei grafici, di cui non si sente il bisogno in un momento  in cui, anzi, si cerca di limitare gli eccessivi privilegi degli ordini  professionali già esistenti.<br />
La politica dell’Aiap, come ho cercato  di dimostrare in questo intervento, è indirizzata da anni  all’affermazione sociale dell’identità del nostro mestiere.<br />
Tale  affermazione può avvenire in primo luogo attraverso la diffusione della  cultura del progetto che valorizzi la singolarità dei nostri linguaggi e  delle nostre storie.<br />
In secondo luogo, attraverso il delinearsi di  un sistema formativo adeguato che razionalizzi l’accesso alla pratica  del nostro mestiere.<br />
In terzo luogo, attraverso un’azione incisiva di  informazione nei confronti di tutta la committenza, sia pubblica sia  privata, nelle loro evidenti diversità.<br />
Infine, facendosi portatori  di un alto profilo di consapevolezza etica e sociale, non rinunciando  mai ad un atteggiamento di critica verso oggetti, committenti e modalità  del nostro lavoro.<br />
Credo che oggi il progettista grafico rivesta un  ruolo ‘pubblico’ qualunque sia l’oggetto e la destinazione del proprio  lavoro.<br />
Ciò a causa della pervasività della comunicazione visiva e  del suo potere di generare tipi antropologici e comportamenti sociali,  superando in modo inatteso la distinzione tra ‘privato’ e ‘pubblico’ con  la privatizzazione della sfera pubblica e l’esibizione pubblica di ciò  che è privato.<br />
Dopo un ventennio dalla stesura della <em>Carta del  progetto grafico</em> ritengo indispensabile una sua nuova formulazione,  poiché quel che allora s’intuiva o era agli esordi ha assunto oggi  dimensioni imponenti ed esiti talvolta imprevisti.<br />
Solo per indicare  alcuni fenomeni, penso al dominio della prassi tecnologica sulla  riflessione teoretica, persino epistemiologica.<br />
Penso al mutare di  concetti di cui spesso si dà per scontato il significato.<br />
Due fra  tutti: il concetto di “informazione”, evidentemente prossimo a quello di  “formazione” sia delle opinioni sia dei fatti; quello attiguo di  “comunicazione”, in tutte le sue applicazioni, divenuto negazione di  “conoscenza” e surrogato di “presenza”.<br />
Tutto ciò ci riguarda come  cittadini e come progettisti, ben al di là delle nostre nazionalità, io  credo.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/38_PGLure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-378" title="38_PGLure" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/38_PGLure-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[38] Il confronto e la collaborazione con associazioni  straniere di assoluto rilievo come i <em>Rencontres de Lure</em> sono  obiettivi primari per noi.<br />
Come affermavo all’inizio, la diversità  crea valore, se è aperta all’ospitalità, all’incontro, alla  collaborazione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
Grazie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<em>Testo e foto di Fabrizio M.  Rossi.<br />
Lurs, agosto 2008.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<strong>Immagini</strong> (a cura di Fabrizio M. Rossi)<br />
01. Odissea, libro XIV, 56-58<br />
02. <em>Danza  dei Feaci per Ulisse</em>, Compagnia Teatrale Down<br />
03. Il  marchio-logotipo dell’AIAP<br />
04. Un manifesto per <em>Nessuno uniforme</em><br />
05.  Albe Steiner: <em>Il mestiere di grafico</em>. Einaudi, 1978<br />
06.  Manifesti per la 14a <em>Triennale di Milano</em>, 1968<br />
07. Le  diverse sigle e denominazioni dell’AIAP nel tempo<br />
08. La  classificazione dei caratteri proposta da Novarese<br />
09. La <em>Carta  del progetto grafico</em><br />
10. Il <em>Codice di etica deontologica</em><br />
11.  <em>AG Fronzoni: trent’anni di manifesti</em>. 1992<br />
12. <em>Grignani:  progetti di grafica e comunicazione visiva</em>. 1995<br />
13. <em>Il  manifesto di San Pietroburgo</em>. 1995<br />
14. <em>Ho pagato la quota</em>.  1997<br />
15. <em>Germano Facetti e i libri del Pinguino</em>. 1999<br />
16.  <em>Segno, alfabeto, scritture, linguaggi</em>. 1999<br />
17. <em>Le  reliquie di sottospirito</em>. 2006<br />
18. Articolo dedicato a Sutnar in  “Progetto Grafico”<br />
19. <em>Nessuno uniforme</em>. 2003<br />
20. Il  primo dei volumi antologici di “SDZ”<br />
21. <em>Aiap Community 0.1</em>.  2002<br />
22. Copertine di “Progetto grafico”<br />
23. “Pg”: i Samizdat<br />
24.  “Pg”: la grafica di pubblica utilità<br />
25. “Pg”: <em>Glas</em>,  Jacques Derrida<br />
26. Beatrice Warde: <em>Il calice di cristallo</em><br />
27.  La locandina della 1a edizione dei <em>Laboratori di carattere</em><br />
28.  La Biblioteca Angelica di Roma, 2008<br />
29. La rivista “Grafica”<br />
30.  La rivista “Calligrafia”<br />
31. La collana “Scritture”<br />
32. La mostra  <em>Scritture</em><br />
33. Il catalogo di <em>Italic 1.0</em><br />
34. Il  logotipo e l’indirizzo internet di <em>Multiverso</em><br />
35. Edizioni  del <em>Tariffario Aiap</em><br />
36. La <em>Guida agli onorari</em> del  2000 e del 2003<br />
37. La <em>Guida agli onorari</em> del 2007<br />
38.  “Pg”: reportage sui <em>Rencontres de Lure</em> 2005</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>È disponibile il secondo numero de “lemagliuscole”, la tipografia da indossare</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 13:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tipografia]]></category>
		<category><![CDATA[claudia damiani]]></category>
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		<description><![CDATA[È uscito il secondo numero de “lemagliuscole”, la tipografia da indossare, dedicato al minuscolo. Il minuscolo (dal latino minusculus, diminutivo di minus, ‘meno’) è una delle forme primarie della lettera di cui dispone il sistema alfabetico, insieme al maiuscolo e al maiuscoletto. Il suo andamento è compreso tra quattro linee immaginarie in cui si sviluppano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">È uscito il secondo numero de “<em>le</em>ma<em>gl</em>iuscole”, la tipografia da indossare, dedicato al minuscolo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/05/Minus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-301" title="Minuscolo" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/05/Minus-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Il minuscolo (dal latino <em>minusculus</em>, diminutivo di <em>minus</em>, ‘meno’) è una delle forme primarie della lettera di cui dispone il sistema alfabetico, insieme al maiuscolo e al maiuscoletto. Il suo andamento è compreso tra quattro linee immaginarie in cui si sviluppano tratti ascendenti (in lettere come la ‘d’), discendenti (come nella ‘p’) e occhio medio (nella ‘x’ o nella ‘m’); il minuscolo ha dunque un andamento ‘altalenante’ che trasmette un tono discorsivo.<br />
Il minuscolo si afferma in calligrafia intorno all’800 d.C. durante il regno di Carlo Magno. Prende il nome di ‘minuscola carolina’ proprio dal grande re; egli non ne fu l’inventore ma ne promosse la diffusione attraverso l’operato di Alcuino di York che ne regolamentò forma e proporzioni. Carlo Magno “aveva l’abitudine di mettere sotto il cuscino del suo letto tavolette e piccoli fogli di pergamena […] per esercitarsi a scrivere; ma iniziò a farlo troppo tardi e il risultato fu mediocre”; questa testimonianza del cronista Eginardo è probabilmente alla base della leggenda sull’analfabetismo del re.<br />
La minuscola carolina è in effetti il risultato di un lungo percorso storico che coinvolse centri di scrittura del regno dei Franchi come Lione, Autun, Tours, Luxeuil e Corbie. La grafia carolina – affiancata nei titoli dalla maiuscola romana – fu protagonista di una lunga stagione che durò sino all’XI secolo, ispirando poi i calligrafi dell’Umanesimo e del primo Rinascimento che a loro volta influenzarono i disegni dei primi caratteri tipografici italiani. La versione che presentiamo è la font Carolina, opera del calligrafo e tipografo tedesco Gottfried Pott, realizzata nel 1990 per la Linotype® nell’àmbito del progetto “Type before Gutenberg”.</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>I  materiali</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">“<em>le</em>ma<em>gl</em>iuscole”  sono realizzate con cotone del commercio equosolidale. Sono state  prodotte in Bangladesh da artigiani e cooperative indipendenti con il  sostegno di <em>Aarong</em>, consorzio che fornisce servizi a piú di  30.000 lavoratori (85% donne), da anni inserito nel circuito  equosolidale. <em>Aarong</em> nasce e opera come ramificazione commerciale  di <em>BRAC</em>, un’organizzazione umanitaria impegnata nella riduzione  della povertà e nel sostegno ai poveri e alle donne specialmente nelle  aree rurali. Il cartellino è prodotto artigianalmente con carta<em> Steinbeis ClassicWhite</em> riciclata ed ecologica al 100%.</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Modelli, colore, stampa e taglie</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Unisex</em> a manica corta, cotone 100%, colore rosso bordeaux, stampa serigrafica a 2 colori</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">taglie: S &#8211;  M &#8211; L &#8211; XL</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Donna</em> a manica corta, cotone 95% / elastic 5%, colore rosso bordeaux, stampa  serigrafica a 2 colori</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">taglie: S &#8211;  M &#8211; L &#8211; XL</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Già  uscite</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Il  maiuscolo; Il  minuscolo</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Prossime  uscite in questa serie</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">I tipi umanistici</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">I numeri</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Un  progetto di</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Fabrizio M.  Rossi &amp; Claudia Damiani</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">studio  Ikona</span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Per  informazioni</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="mailto:info@ikona.it" target="_something">info[at]ikona[dot]it </a></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="http://www.ikona.net/contatti-e-informazioni.htm" target="_blank">www.ikona.it </a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fabrizio M. Rossi e Claudia Damiani: studio Ikona a Uppercase, Parma</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/260</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 12:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia della grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Tipografia]]></category>
		<category><![CDATA[bodoni]]></category>
		<category><![CDATA[claudia damiani]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[museo bodoniano]]></category>
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		<category><![CDATA[typevents]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 15 Aprile 2010, dalle ore 15.00 al Museo Bodoniano di Parma, un viaggio dalle origini storiche sino alle odierne font digitali. Un percorso che attraversa la storia del carattere per raggiungere la contemporaneità e le sue problematiche di utilizzo, diffusione, protezione. L&#8217;incontro prevede un tour gratuito nel Museo Bodoniano dove sarà possibile scoprire il Manuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/04/yoga3.jpg"><img class="size-medium wp-image-275 aligncenter" title="yoga" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/04/yoga3-300x58.jpg" alt="" width="300" height="58" /></a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Giovedì 15 Aprile 2010, dalle ore 15.00 al Museo Bodoniano di Parma,  un viaggio dalle origini storiche sino alle odierne font digitali. Un  percorso che attraversa la storia del carattere per raggiungere la  contemporaneità e le sue problematiche di utilizzo, diffusione,  protezione. L&#8217;incontro prevede un tour gratuito nel Museo Bodoniano dove  sarà possibile scoprire il <em>Manuale tipografico</em> e gli strumenti  originali di Giambattista Bodoni.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Programma</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">15.00<br />
Benvenuto<br />
<strong>Nella sala di lettura della biblioteca  Palatina</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Andrea De Pasquale, Biblioteca Palatina e Museo  Bodoniano</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">15.15</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Micro &amp; mega: il piccolo e il grande in tipografia<br />
</strong><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Il progetto e la produzione dei  caratteri da Bodoni alle font digitali:</em></span></span><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em> aspetti storici e opportunità del  presente.</em><em><br />
</em>Fabrizio M. Rossi, Studio  Ikona, Roma</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">15.30<br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Affinità di caratteri</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Imparare a  conoscere meglio le font digitali per poterle scegliere consapevolmente.<br />
</em>Claudia  Damiani, Studio Ikona, Roma</span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">15.50<br />
<strong>Acquisto e personalizzazione delle Font</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>I  modelli di licenza offerti da libererie professionali, che garantiscono  la qualità dell&#8217;ambiente di lav</em><em>oro. Perché la  personalizzazione delle Font è un lavoro per professionisti.</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Simone  Wolf, Typevents Italy, Reggio Emilia</span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">16.10<br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Come ottimizzare la gestione delle font all&#8217;interno  di un flusso di lavoro automatizzato</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Esempi concreti di  come, grazie alle nuove tecnologie, è possibile evitare gli errori di  stampa più comuni dovuti alle font, migliorare la produttività  automatizzando i processi ripetitivi e personalizzando il lavoro finale  (one to one).</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Vainer Gilioli e Luca  Marongiu, Technosolutions, Reggio Emilia</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">16.30<br />
<strong>La gestione centralizzata delle font raccontata da  chi la usa con successo</strong><br />
<em>Il perché della scelta Extensis,  live demo del font management UTS (Universal Type Server).</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Carlo  Anselmi, Interpublic, Milano</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">16.50 <strong>Visita gratuita del  famoso Museo Bodoniano</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">17.30 <strong>Rinfresco e l&#8217;occasione  di scambiare idee con professionisti e relatori</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">18.15 <strong>Chiusura  dell&#8217;evento e distribuzione dei regali personalizzati per i  partecipanti</strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Per saperne di più</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><strong>Typevents Italy</strong><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="http://www.typevents.com/">www.typevents.com</a><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="mailto:ciao@typevents.com">ciao@typevents.com</a></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">L&#8217;evento è promosso da TechnoSolutions,  Extensis, Objectif Lune, Enfocus e FontFont.</span></p>
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		<title>Lettera a Sandra, amica aquilana</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 21:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[studio ikona]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara amica, è passato un anno dalla fine del mondo così come lo conoscevamo. Nulla è più uguale a prima né lo sarà mai più, ma resistiamo: il mondo esiste perché ci siamo noi a descriverlo e noi siamo qui, ben vivi, e questo importa; nonostante il nostro dolore, nonostante l’indifferenza altrui, nonostante le menzogne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Cara amica,<br />
è passato un anno dalla fine del mondo così come lo conoscevamo. Nulla è più uguale a prima né lo sarà mai più, ma resistiamo: il mondo esiste perché ci siamo noi a descriverlo e noi siamo qui, ben vivi, e questo importa; nonostante il nostro dolore, nonostante l’indifferenza altrui, nonostante le menzogne e le speculazioni di gente senza onore né vergogna, noi siamo qui.<br />
Per un paradosso atroce è stata la catastrofe a risvegliare tutti i ricordi, ad uno ad uno, del tempo trascorso in un luogo che non esiste più. Per un anno abbiamo vissuto una morte senza fine, estesa nello spazio a piazze, a vie, a prospettive azzerate: luoghi d&#8217;incontri vivi con gente viva. L&#8217;Aquila della memoria è una città morta: centotrentacinque ettari di macerie e silenzio.<br />
La ‘gente’ è stata bombardata d&#8217;immagini, di chiacchiere, di appelli umanitari, e già da tempo non ne vuol più sapere del terremoto a L&#8217;Aquila. In più, ogni tanto qualcuno mi dice: “Tutto a posto a L&#8217;Aquila, vero?”. Certo, tutto a posto; anzi, ce ne vorrebbe un altro, di terremoto. Ma venite a vedere tutto quel che si poteva salvare ed è stato lasciato a marcire e a gonfiarsi d’acqua e di gelo, venite a vedere le rovine che non sono state toccate, venite a vedere la ricostruzione negata e la costruzione insensata delle nuove borgate, e lo sradicamento di un’intera città!<br />
Ora è tempo di smettere il lutto. Descriveremo un altro mondo, peggiore o migliore, combatteremo civilmente fino alla fine; ci aiuteremo gli uni con gli altri, così come abbiamo fatto un anno fa, quando ci siamo abbracciati senza parole, accampati così come potevamo. Soprattutto, non chiederemo elemosina ma quel che ci spetta come cittadini.<br />
Amica mia, credo che ci tocchi agire in silenzio, senza piatire niente a nessuno ma con grande determinazione. Credo ancora nella forza dei progetti e nel valore della memoria, nonostante tutto. Credo che la città ferita si stia risvegliando.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Ti auguro di trascorrere quest’anniversario confidando nella nostra solidarietà.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Fabrizio M. Rossi</em></span></p>
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		<title>“Doculibro”, C&amp;F éditions</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/232</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 21:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[c&f éditions]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[nicolas taffin]]></category>
		<category><![CDATA[rencontres de lure]]></category>
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		<description><![CDATA[Le edizioni C&#38;F pubblicano un “doculibro” – ovvero un documento in forma di libro e dvd – consacrato al primo Forum mondiale sulle scienze e la democrazia svoltosi a Belem, nell’Amazzonia brasiliana, nel gennaio del 2009. Per la prima volta 300 persone hanno riflettuto sul ruolo che le scienze e le tecniche svolgono nel mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/s_et_d-m1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-246" title="s_et_d-m" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/s_et_d-m1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Le edizioni C&amp;F pubblicano un “doculibro” – ovvero un documento in forma di libro e dvd – consacrato al primo Forum mondiale sulle scienze e la democrazia svoltosi a Belem, nell’Amazzonia brasiliana, nel gennaio del 2009. Per la prima volta 300 persone hanno riflettuto sul ruolo che le scienze e le tecniche svolgono nel mondo contemporaneo, interrogando il funzionamento delle istituzioni scientifiche (finanziamento, politica scientifica, modi di produzione della conoscenza) in rapporto ai movimenti sociali. Il “doculibro” costituisce la memoria di questo avvenimento fondante, con tre reportage e una raccolta di testi risultanti dalla conferenza.<em> </em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Fabrizio M. Rossi</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em> </em><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<a href="http://cfeditions.com/sciences-et-democratie/" target="_blank">http://cfeditions.com/sciences-et-democratie/</a></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="http://www.polylogue.org/commentaires.php?id=184_0_1_0_C" target="_blank">http://www.polylogue.org/commentaires.php?id=184_0_1_0_C</a></span></p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Flaiano (2)</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/223</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[ennio flaiano]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[studio ikona]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennio Flaiano, Pescara 1910 &#8211; Roma 1972 «La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.» Non è seria, no, ma è senz’altro grave.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Ennio Flaiano, Pescara 1910 &#8211; Roma 1972</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">«La situazione  politica in Italia è grave ma non è seria.»</p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Non è seria, no, ma è senz’altro grave.</p>
]]></content:encoded>
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