Posts Tagged ‘Tipografia’

Ci vuole carattere

lunedì, settembre 6th, 2010

Segnaliamo una mostra di tipografia espressiva a Caltagirone curata da due allievi del corso di Lettering dell’Accademia delle arti e nuove tecnologie di Roma, Silvestro Vicino e Francesca Quaranta.

Dal comunicato stampa:
“Novelli comunicatori visivi trascinati dalla forza della tipografia non avremmo mai immaginato, in quel lontano lunedì d’ottobre, che si sarebbe aperto davanti a noi un mondo tanto fantastico, al contempo misterioso e manifesto, com’è quello dei caratteri tipografici. Più che una mostra è un invito a seguirci in questa continua avventura alla scoperta delle infinite possibilità custodite dalle lettere.”
Per informazioni.

È disponibile il secondo numero de “lemagliuscole”, la tipografia da indossare

giovedì, maggio 13th, 2010

È uscito il secondo numero de “lemagliuscole”, la tipografia da indossare, dedicato al minuscolo.

Il minuscolo (dal latino minusculus, diminutivo di minus, ‘meno’) è una delle forme primarie della lettera di cui dispone il sistema alfabetico, insieme al maiuscolo e al maiuscoletto. Il suo andamento è compreso tra quattro linee immaginarie in cui si sviluppano tratti ascendenti (in lettere come la ‘d’), discendenti (come nella ‘p’) e occhio medio (nella ‘x’ o nella ‘m’); il minuscolo ha dunque un andamento ‘altalenante’ che trasmette un tono discorsivo.
Il minuscolo si afferma in calligrafia intorno all’800 d.C. durante il regno di Carlo Magno. Prende il nome di ‘minuscola carolina’ proprio dal grande re; egli non ne fu l’inventore ma ne promosse la diffusione attraverso l’operato di Alcuino di York che ne regolamentò forma e proporzioni. Carlo Magno “aveva l’abitudine di mettere sotto il cuscino del suo letto tavolette e piccoli fogli di pergamena […] per esercitarsi a scrivere; ma iniziò a farlo troppo tardi e il risultato fu mediocre”; questa testimonianza del cronista Eginardo è probabilmente alla base della leggenda sull’analfabetismo del re.
La minuscola carolina è in effetti il risultato di un lungo percorso storico che coinvolse centri di scrittura del regno dei Franchi come Lione, Autun, Tours, Luxeuil e Corbie. La grafia carolina – affiancata nei titoli dalla maiuscola romana – fu protagonista di una lunga stagione che durò sino all’XI secolo, ispirando poi i calligrafi dell’Umanesimo e del primo Rinascimento che a loro volta influenzarono i disegni dei primi caratteri tipografici italiani. La versione che presentiamo è la font Carolina, opera del calligrafo e tipografo tedesco Gottfried Pott, realizzata nel 1990 per la Linotype® nell’àmbito del progetto “Type before Gutenberg”.

I materiali

lemagliuscole” sono realizzate con cotone del commercio equosolidale. Sono state prodotte in Bangladesh da artigiani e cooperative indipendenti con il sostegno di Aarong, consorzio che fornisce servizi a piú di 30.000 lavoratori (85% donne), da anni inserito nel circuito equosolidale. Aarong nasce e opera come ramificazione commerciale di BRAC, un’organizzazione umanitaria impegnata nella riduzione della povertà e nel sostegno ai poveri e alle donne specialmente nelle aree rurali. Il cartellino è prodotto artigianalmente con carta Steinbeis ClassicWhite riciclata ed ecologica al 100%.

Modelli, colore, stampa e taglie

Unisex a manica corta, cotone 100%, colore rosso bordeaux, stampa serigrafica a 2 colori

taglie: S – M – L – XL

Donna a manica corta, cotone 95% / elastic 5%, colore rosso bordeaux, stampa serigrafica a 2 colori

taglie: S – M – L – XL

Già uscite

Il maiuscolo; Il minuscolo

Prossime uscite in questa serie

I tipi umanistici

I numeri

Un progetto di

Fabrizio M. Rossi & Claudia Damiani

studio Ikona

Per informazioni

info[at]ikona[dot]it

www.ikona.it

Tra le parole, i caratteri e le cose

domenica, febbraio 14th, 2010

Se esiste un brano letterario che abbia fornito spunti di riflessione e dibattito ai filosofi contemporanei è quello citato da Maurizio Ferraris in Borges tra le parole e le cose (“Il Sole 24 Ore” del 14/2/2010), tratto da L’idioma analitico di John Wilkins (1951), di Jorge Luís Borges. In esso si parla dell’“Emporio celeste di conoscimenti benevoli”, ovvero della “Enciclopedia Cinese”.

«Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all’Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.»

Come giustamente fa notare Ferraris, lo scrittore argentino addensa in questo brano «almeno tre vertigini»: una logica, una ontologica e una epistemologica. La prima: un catalogo che incorpora se stesso (“inclusi in questa classificazione”). La seconda: il“sublime matematico” kantiano che viene configurato da una tassonomia irraggiungibile (“innumerevoli” ed “eccetera”). La terza: l’accozzaglia di categorie disparate (“gli appartenenti all’Imperatore”, i “lattonzoli”, i “favolosi”…) che richiama alla memoria, secondo Ferraris, la critica di Kant alle categorie di Aristotele, accusate di procedere “rapsodicamente”, cioè a caso. Ferraris prosegue ricordando l’attenzione tributata da Michel Foucault, nel suo saggio Le Parole e le cose, alla “Enciclopedia Cinese” di Borges: il carattere paradossale del ‘catalogo’ di Borges ci interroga efficacemente sui nostri criteri di classificazione.

Le classificazioni dei caratteri tipografici meriterebbero urgentemente una riflessione approfondita; sebbene costituiscano tuttora un valido sostegno didattico e un discreto strumento di lavoro, esse sono sempre piú messe alle corde dalle mutate condizioni di produzione e di fruizione dei caratteri tipografici nell’epoca digitale. Le ‘chimere’ tipografiche (digitali e non) sfuggono alla tassonomia e ci impongono approcci diversi.

Fabrizio M. Rossi

“lemagliuscole”: tipografia da indossare

domenica, gennaio 3rd, 2010

Il progetto

Il progetto di queste maglie nasce da una duplice idea: da un lato offrire un seriale e giocoso ‘abecedario’ – è il caso di dirlo – sulla storia della tipografia a chiunque ne sia incuriosito, con l’augurio di suscitarne l’interesse verso questa particolare disciplina; dall’altro, trovare un modo speciale per far ‘indossare i caratteri’ a coloro che di caratteri già si nutrono nei propri studi o mestieri.

La via scelta si trova tra la pura estetica e la pura didattica: non le esclude ma le coniuga in un oggetto che si può utilizzare a piú livelli.

Al breve testo dal taglio scherzoso sul davanti delle magliette si accompagna, nel cartellino, qualche nozione in più sull’argomento trattato.

Il nome “lemagliuscole” rende omaggio, in un gioco di assonanze e consonanze, alla prima forma di scrittura alfabetica della storia affidandole il compito di riassumerle tutte.

La prima serie de “lemagliuscole” è dedicata ad alcune tra le forme alfabetiche principali con una prima uscita proprio sul maiuscolo, a cui seguiranno il minuscolo ed i numeri. A questa serie di esordio farà seguito un’altra dedicata ad alcuni dei caratteri protagonisti della tipografia di ogni tempo.

I materiali

lemagliuscole” sono realizzate con cotone del commercio equosolidale. Sono state prodotte in Bangladesh da artigiani e cooperative indipendenti con il sostegno di Aarong, consorzio che fornisce servizi a piú di 30.000 lavoratori (85% donne), da anni inserito nel circuito equosolidale. Aarong nasce e opera come ramificazione commerciale di BRAC, un’organizzazione umanitaria impegnata nella riduzione della povertà e nel sostegno ai poveri e alle donne specialmente nelle aree rurali. Il cartellino è prodotto artigianalmente con carta Steinbeis ClassicWhite riciclata ed ecologica al 100%.

Modelli, colore, stampa e taglie

Unisex a manica corta, cotone 100%, colore nero, stampa serigrafica a 2 colori

taglie: S – M – L – XL

Donna a manica lunga, cotone 95% / elastic 5%, colore nero, stampa serigrafica a 2 colori

taglie: S – M – L – XL

Già uscite

Il maiuscolo

Prossime uscite in questa serie

Il minuscolo

I numeri

Un progetto di

Fabrizio M. Rossi & Claudia Damiani

studio Ikona

Per informazioni

info[at]ikona[dot]it

www.ikona.it