Posts Tagged ‘studio ikona’

Trent’anni di Pulcinoelefante

venerdì, aprile 20th, 2012

Pubblicato il 26/04/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] Auditorium di Milano, Villa Schneider di Biella, Italy


La casa editrice Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy compie trent’anni. Ne avevamo parlato già a ottobre su queste pagine immateriali così diverse dalle pagine che sanno di pane in cui Casiraghy imprime con mano di artista i suoi caratteri in piombo, arricchendole con interventi manuali e con stampe, fotografie, disegni, spesso insieme alle belle incisioni in legno di Porazzi.

I festeggiamenti del trentennale hanno già visto realizzarsi, dall’1 al 26 marzo, un’esposizione all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, a cura de laVerdi, intitolata Le musiche del Pulcino. I primi trent’anni delle Edizioni Pulcinoelefante. La prestigiosa ‘casa della musica’ dell’Orchestra Sinfonica e Coro di Milano Giuseppe Verdi ha origine dalla ristrutturazione della sala del Cinema Teatro Massimo, su progetto dello Studio Marzorati; inaugurata nel 1999, è divenuta in breve tempo uno dei principali poli culturali milanesi. Nel corso dell’esposizione l’Auditorium ha ospitato i più recenti 55 titoli che Casiraghy ha consacrato alla musica, un’arte che l’editore ha praticato e tuttora ama profondamente; oltre mille dei suoi  ‘pulcinielefanti’ sono infatti dedicati in vario modo a questo tema ovvero sono opera di musicisti come Sylvano Bussotti o Antonio Ballista.

Dal 20 aprile al 6 maggio i festeggiamenti si spostano nella Villa Schneider di Biella, a cura della Biblioteca Civica; la villa, che fu sequestrata fra il 1943 e il 1945 dalle SS tedesche per farne il proprio famigerato quartier generale, è dal 1973 proprietà comunale e ospita vivaci attività culturali. Per quest’occasione artisti biellesi come Omar Aprile Ronda, Ugo Nespolo e Marco Conti hanno realizzato con l’editore alcuni piccoli e preziosi libri d’artista che saranno esposti insieme a opere dello stesso Casiraghy.

Per approfondimenti
Fabrizio M. Rossi: Venticinque anni di Pulcinoelefante, in Progetto grafico” n. 11

Per informazioni
Auditorium di Milano
Villa Schneider

Biblioteca Civica: 015 / 2524499

biblioteca[at]comune[dot]biella[dot]it
Comune di Biella

Orari mostra: da giovedì a domenica, dalle ore 15 alle 18.30 (aperto il 25 aprile e il 1° maggio)

Il museo bodoniano e “Crisopoli”

giovedì, aprile 19th, 2012

Pubblicato il 19/04/12 su AiapZine. [text] AiapZine, Italy [images] Fabrizio M. Rossi, Italy

Tutti i musei sono importanti, manco a dirlo, ma alcuni lo sono più di altri, almeno per alcuni, non per tutti. Per noi ad esempio, che ci occupiamo di design della comunicazione visiva, il Museo Bodoniano di Parma ha un significato tutto particolare, custode di quanto abbiamo studiato, di quanto continuiamo ad elaborare progettualmente e di quanto cerchiamo con coscienza ed onestà di insegnare. Contiene quella massima espressione dell’arte tipografica italiana che seppe spingere Maria Antonietta a scrivere a Bodoni da Versailles nel 1770 usando queste parole: «Abbiamo provato molto interesse, il Delfino e io, a guardare il bel libro che ci avete inviato… le stampe sono molto ben fatte. L’Italia, come me lo ripeteva così spesso il buon Metastasio, è sempre il paese dell’arte.»

È per questo e per tanti altri buoni motivi che siamo particolarmente felici di annunciare l’uscita del nuovo numero dello storico “Bollettino del Museo Bodoniano” rinnovato nella struttura, nei contenuti e nel titolo, che sarà presentato venerdì 20 aprile alle ore 17,30, nella Galleria Petitot della Biblioteca Palatina. La presentazione e l’apertura straordinaria del museo con l’offerta di visite guidate domenica 22 aprile si inseriscono nelle manifestazioni della 14a edizione della “Settimana della Cultura” promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali a cui il Museo bodoniano ha aderito anche quest’anno.

Il “Bollettino del Museo Bodoniano” si presenta con il numero 13, che raccoglie le annate dal 2007 al 2010, si rinnova profondamente e assume il titolo di “Crisopoli”, che ricorda una delle città invisibili di Calvino ed è invece il musicale e antico nome di Parma (“città d’oro” in greco), denominazione che Giambattista Bodoni usava spesso nell’indicare il luogo di stampa delle sue edizioni.

I contenuti del periodico sono ora inseriti in specifiche sezioni: Bodoniana (ove in questo numero sono pubblicate alcune delle relazioni tenute al convegno Bodoni e le avanguardie. Le Corbusier, il Bauhaus e la grafica del Novecento), Ad libros e Palatina, che riflettono i fini istituzionali del Museo e il suo stretto legame con la Biblioteca Palatina; Parmensia, che ospiterà contributi sulla storia e le arti degli antichi Ducati parmensi nel tempo legato alla figura e all’opera di Bodoni, nonché sulla storia del libro in genere; Res et monumenta, che contribuisce ad illustrare il clima storico e politico, culturale ed artistico che precede, accompagna e segue il periodo d’attività di Bodoni, dagli anni Sessanta del XVIII secolo alla metà del XIX.

Informazioni:
Museo Bodoniano
museobodoni[at]beniculturali[dot]it
daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it
tel. 0521.220411

Tipi di tutti i tipi

mercoledì, aprile 11th, 2012

Pubblicato l’11/04/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] CIAC, Italy

I caratteri mobili di legno rappresentano un interessante àmbito di studio per chi si occupa di tipografia; basti pensare alla loro esuberante produzione ottocentesca negli Stati Uniti, produzione a cui è dedicato lo Hamilton Wood Type & Printing Museum di Two Rivers (Wisconsin). Costituito dalla omonima compagnia, fondata nel 1880, e gestito da volontari della Two Rivers Historical Society, il museo raccoglie più di un milione e mezzo di caratteri di legno che risalgono sino ai primi realizzati in serie negli Stati Uniti da Darius Wells nel 1827 e pubblicati l’anno seguente in un importante catalogo; insieme a questa imponente raccolta il museo espone altre collezioni come quella di annunci pubblicitari stampati con questo metodo tra gli anni Trenta e i Settanta del secolo scorso.
Per chi non si trovasse a passare esattamente da quelle parti c’è sempre la possibilità di consultare il Wood Type Museum virtuale allestito dalla Unicorn Graphics.

Nel clima di rinnovato interesse che ormai da tempo in Italia circonda la tipografia si colloca l’iniziativa del CIAC, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del libro, che qui segnaliamo, riservata proprio alla stampa con tipi di legno. Sabato 28 e domenica 29 aprile si svolgerà il corso «I fondamenti della tipografia», dedicato alla realizzazione di manifesti con caratteri mobili di legno. Dopo aver appreso le tecniche basilari della tipografia gli studenti comporranno un testo a loro scelta e lo stamperanno. Il corso sarà condotto da Paolo Lazzarelli e avrà luogo nella sua Tipografia Sociale, storica stamperia aretina fondata alla fine dell’Ottocento.

Secondo Amos Paul Kennedy jr. (tipografo statunitense già protagonista di corsi organizzati dal CIAC e collaboratore di altre realtà italiane come la stamperia d’arte 74/b di Milano), «guardare Paolo mentre lavora alla sua pressa è come osservare un mago, ti accorgi immediatamente di avere davanti un Maestro al lavoro. I suoi movimenti sono fluidi e apparentemente eseguiti senza sforzo. Conosce perfettamente lo spazio della sua tipografia e quindi non spreca energie.»

Per informazioni:
www.articalligrafiche.it
info[at]articalligrafiche[dot]it tel. 328 7045797

Calligrafia come impegno civile

domenica, aprile 1st, 2012

Pubblicato il 31/03/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy [images] Associazione Dal segno alla scrittura, Italy

La forma della scrittura, insieme ai contenuti che essa esprime, può essere un mezzo per impegnarsi su temi di civiltà che riguardano ogni cittadino. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una segnalazione dall’associazione “Dal segno alla scrittura” a proposito di un’iniziativa sull’articolo 11 della Costituzione italiana che vede coinvolti il gruppo territoriale torinese di Emergency, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Torino e l’Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea.

«Sabato 31 marzo p.v. alle ore 15,30 c/o il Museo della Resistenza di Torino in C.so Valdocco, 4/A, con l’A.N.P.I. Torino ed il Gruppo territoriale di Torino Emergency nell’ambito del concorso Adotta un articolo della Costituzione, verranno esposti i rotoli di carta vergati a mano dai soci della nostra associazione in occasione del Salone del Libro 2011 e contenenti gli articoli della Costituzione italiana compreso l’importantissimo art. 11, vero “leitmotiv” della giornata: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Saranno presenti per l’associazione Dal segno alla scrittura Piero De Macchi, Giovanna Frova, Delia Senes e Lucia Rutigliano.»

Per informazioni:
segnoscrittura.com

I castelli di Yale

lunedì, marzo 19th, 2012

Pubblicato il 07/03/12 su AiapZine. [text, images] Fabrizio M. Rossi, Italy

Progettare consapevolmente significa aver chiari gli obiettivi, le cause e le conseguenze del proprio agire, così come le linee storiche in cui l’azione progettuale si inserisce e molto altro ancora. Non sempre tale chiarezza responsabile è a portata di mano, soprattutto in un presente dominato da procedure tecnologiche molto esigenti e in costante movimento, tali da rischiare di far perdere la ragione stessa dell’agire progettuale. Un confronto adeguato con il pensiero filosofico, nelle sue varie forme e modulazioni, può offrire spunti di consapevolezza a chi pratica le “discipline del progetto”.

La rivista di studi filosofici “I castelli di Yale” si segnala per l’interesse dei temi trattati e lo spessore degli interventi, raccogliendo da anni, tra l’altro, gli atti del convegno che la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara organizza ogni anno. Il numero del 2009, per esempio, ha per tema «l’infinita varietà del gusto: filosofia, arte e storia di un’idea dal medioevo all’età moderna», presupposto fondamentale per comprendere le dinamiche del gusto nel nostro presente e le scelte che quotidianamente compiamo in base a esse, spesso ben poco consapevolmente.

Ho trovato irresistibile la spiegazione che la rivista offre della scelta del proprio nome. “I castelli di Yale” sono infatti, al tempo stesso, una parabola cruda sull’ingrato mestiere del traduttore – poco riconosciuto quando fa bene, esposto al pubblico ludibrio quando scivola su una svista, come in questo caso – e sul potere delle parole, capaci tanto di generare mondi paralleli (non privi di un loro inquietante fascino) quanto di influire sulla realtà.

«“… come i castelli di Yale, che si distinguono fra loro per frazioni di millimetro.”
M. Horkheimer e Th.W. Adorno: La dialettica dell’Illuminismo (1947), trad. it. Einaudi, Torino 1966; rist. 1976, p. 166.
I castelli di Yale, diversi l’uno dall’altro solo per frazioni di millimetro, sono edifici dalle caratteristiche davvero singolari. Come si legge appena prima del passo citato, essi sono addirittura prodotti in serie. In realtà queste strane costruzioni – che il lettore immagina far corona al campus della Yale University – devono la loro precaria esistenza ai curatori dell’edizione italiana dell’opera di Horkheimer e Adorno. Nell’originale tedesco esse sono, assai più prosaicamente, “die Yaleschlösser”, ovvero le serrature Yale.
I castelli di Yale – materializzazioni di una svista, parenti postmoderni di altre costruzioni metaforiche tradizionalmente frequentate dalla teoria filosofica, come i castelli di Spagna, i castelli in aria e i castelli di carte – ci sono sembrati offrire un titolo adatto per una rivista di filosofia.»

La frase completa, con la svista del traduttore, è questa: «Proprio l’ostinato mutismo o i modi eletti dell’individuo ogni volta esposto sono prodotti in serie come i castelli di Yale, che si distinguono fra loro per frazioni di millimetro» (Gerade die trotzige Verschlossenheit oder das gewälte Auftreten des je ausgestellten Individuums werden serienweise hergestellt wie die Yaleschlösser, die sich nach Bruchteilen von Millimetern unterscheiden), come ricorda Marco Bertozzi nel sito “Engramma” [vedi sotto], ricostruendo con dovizia di particolari sia le vicende editoriali tedesche e italiane del celebre testo di Horkheimer e Adorno sia la nascita della rivista di studi filosofici.

Nell’edizione italiana della Biblioteca Einaudi del 1997 i “castelli di Yale” diventano “le chiavi di Yale”, facendo un passettino – anche se non definitivo – verso le prosaicissime “serrature Yale” dell’originale.

Per approfondimenti:
“I castelli di Yale”
“Engramma”
“Progetto grafico” n. 10 (giugno 2007), apertura: Filosofia, progetto, consapevolezza

Acrobati

venerdì, marzo 16th, 2012

Sedici fotografie di Fabrizio M. Rossi in mostra al Bistrot Blå kongo (Roma, via Ofanto 6) dal 20 marzo al 29 aprile 2012.

strani angeli,
angeli stranieri,
al dritto e al rovescio,
in bianco e nero
e a colori:
camminano in alto,
si affidano
gli uni agli altri,
ogni tanto
ci guardano.


Donne di carattere

mercoledì, marzo 7th, 2012

Pubblicato il 07/03/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Museo Bodoniano, Italy

Giovedì 8 marzo, alle ore 17.30, sarà inaugurata nella «sala Dante» della Biblioteca Palatina di Parma la mostra «Margherita Dall’Aglio Bodoni. Una donna tra libri e caratteri». La mostra, organizzata dalla Fondazione Museo Bodoniano e dalla Biblioteca Palatina e aperta fino al 10 aprile 2012, si colloca nell’àmbito delle manifestazioni promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per celebrare la «festa della donna» del 2012.
Margherita Dall’Aglio, moglie dal 1791 di Giambattista Bodoni, fa parte di quella schiera di donne che, com’è documentato già a partire dal XVI secolo, assunsero la guida di stamperie, librerie e case editrici alla morte dei propri mariti.
Dall’Aglio è nota in particolare per la pubblicazione – nel 1818, dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1813 – del Manuale Tipografico del Cavaliere Giambattista Bodoni, in due volumi.
La mostra è un’importante occasione per approfondire l’intero ruolo svolto da Margherita nel corso dei ventidue anni trascorsi al fianco di Giambattista Bodoni, ruolo che va al di là dei suoi già ragguardevoli meriti di editrice del Manuale. Impegno, quest’ultimo, che non fu da poco, se è vero quel che dichiara la stessa Dall’Aglio nell’interessante e circostanziato Discorso della Vedova al Lettore contenuto in ventisette pagine anteposte al Manuale: «Ben debbo avvertire che il decidere su questo lavoro, siccome più volte si spiegò il dilettissimo mio Consorte, s’appartiene in singolar modo alle principali Accademie d’Europa. […] Per secondare adunque la sua lodevole brama, radunati e disposti i diversi alfabeti, e tutti gli altri oggetti che formar dovevano l’opera intera, ne feci eseguire il getto e quindi la stampa. Conosceva ben io la gravezza del carico che mi addossava; ma tutte ho raccolte le mie forze; l’amore per lui e per la sua gloria le ha sostenute; e mi sono accinta coraggiosa all’impresa, onde l’Italia e l’Europa non vengano defraudate di un monumento sì distinto della Tipografia».

Nei giorni di sabato 10 marzo la mostra sarà visitabile dalle ore 14 alle ore 18 e domenica 11 marzo dalle ore 9 alle ore 18 grazie all’apertura straordinaria della Biblioteca Palatina. Negli stessi giorni viene offerta la visita guidata al Museo Bodoniano ai seguenti orari: sabato 10 marzo alle ore 16,00; domenica 11 marzo alle ore 10,00 e alle ore 16,00 (ritrovo dei partecipanti all’ingresso della Biblioteca Palatina). Le visite devono essere prenotate, entro venerdì 9, ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
museobodoni[at]beniculturali[dot]it
daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it

giovanna[dot]barca[at]beniculturali[dot]it

Parma, Biblioteca Palatina
Palazzo della Pilotta
Orario di visita : lunedì – sabato dalle ore 9.00 alle 13.00
Ingresso gratuito
Informazioni:
museobodoni[at]beniculturali[dot]it
daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it

Per approfondimenti:
Typotour

Per mantenere viva la Galerie Anatome

sabato, marzo 3rd, 2012

Pubblicato il 29/02/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of Galerie Anatome, France

Noi sottoscritti, progettisti grafici e artisti, insegnanti e presidi delle scuole d’arte e di design, apprendiamo con stupore e inquietudine che l’esistenza della Galerie Anatome è oggi minacciata.
È esattamente l’esito che temiamo se verrà a mancare la sua principale fonte di sostegno economico, con la minaccia per la Galerie di dover lasciare entro i prossimi mesi la sede che occupa sin dalla propria creazione.
Unico spazio permanente in Francia dedicato alla promozione e alla diffusione della grafica contemporanea, la Galerie Anatome è diventata nel tempo – e noi ne siamo testimoni – un punto di riferimento per i progettisti grafici del mondo intero.
Nel corso degli ultimi dodici anni ha ospitato decine di mostre di grafici francesi e stranieri di ogni generazione e ha permesso a un vasto pubblico di scoprire tutti i campi del design della comunicazione visiva: del manifesto, del libro e dell’editoria, della stampa e della tipografia, dell’identità visiva e della segnaletica, della grafica per la televisione e del design multimediale.
Luogo d’incontro, di scambio, di confronto e di documentazione, la Galerie Anatome ha svolto e continua a svolgere un ruolo insostituibile nella trasmissione e nell’insegnamento della disciplina grafica a migliaia di studenti, in collaborazione con decine di scuole francesi ed europee di design e di arte.
Lo affermiamo con la massima gravità: la scomparsa della Galerie Anatome sarebbe un durissimo colpo per la grafica, nella pluralità delle sue espressioni. Sarebbe anche un ulteriore serio colpo alla Cultura, nel contesto della crisi che sta colpendo tutti i settori delle arti creative.
La situazione attuale esige non soltanto che ci si batta affinché la Galerie Anatome resti lì dove si trova, ma anche che essa si stacchi dall’agenzia Anatome che l’ha sostenuta fino a oggi. Una volta indipendente, la Galerie avrà bisogno urgentemente dell’appoggio di quelle istituzioni pubbliche preposte al sostegno della cultura. 
È per questo motivo che stiamo facendo pressioni sul Ministero francese della Cultura, sul governo e sulle comunità locali interessate affinché alla Galerie Anatome siano finalmente concessi i necessari strumenti operativi per proseguire e sviluppare la propria attività.
Chiediamo una mobilitazione ampia e su vasta scala di tutta la comunità dei grafici francesi e stranieri, degli insegnanti, direttori e studenti di tutte le scuole d’arte e design e, ancora, di tutti coloro che considerano la difesa del nostro ambiente visivo una questione che riguarda tutta la società…
Sosteniamo la Galerie Anatome!
Sosteniamo la Galerie Anatome! [trad. dal francese di Fabrizio M. Rossi]

We, the undersigned, graphic designers and artists, teachers and art and design school principals, have heard to our astonishment and great concern that the existence of the Galerie Anatome is currently under threat.
This outcome is obviously to be feared if the withdrawal of its main source of support is confirmed, with the particular danger that the gallery will have to leave the premises it has occupied since its creation, and this within the next few months.
As the only permanent space in France dedicated to the promotion and diffusion of contemporary graphic art, the Galerie Anatome has also become, as we have witnessed, a reference point for graphic artists the world over. During the last twelve years, it has hosted dozens of exhibitions by French and foreign graphic artists of every generation and enabled a wide audience to discover the many and varied fields of visual creation, from posters, books and publishing, conception press and typography to visual identity and signage, TV graphics and multimedia design.
A place for encounter and exchange, confrontation and documentation, the Galerie Anatome plays an irreplaceable role in the transmission and teaching of graphic art to thousands of students, in partnership with dozens of French and European art and design schools.
We say, in all seriousness, that the disappearance of the Galerie Anatome would be a major blow to graphic art and design, in all its forms.
It would also be, within the context of the crisis that is currently hitting all creative arts, another serious blow to culture.
The current situation demands not only that we fight for the gallery to remain where it is, but also for it to detach itself from the Anatome Agency, which has been supporting it up until now. Once independent, it will urgently need the backing of those public institutions charged with supporting culture.
It is for this reason that we are now lobbying the French Ministry of Culture, the government and the local authorities concerned, so that the Galerie Anatome can be granted the means necessary to develop and continue to operate.
We are calling for a wide-ranging, large-scale mobilization of the entire graphic art community in France and abroad, incorporating graphic artists and designers, teachers, the heads and pupils of all the art and design schools, and beyond that, all those who consider the defence of our visual environment to be a social issue….
Keep the Galerie Anatome alive!

Nous soussignés, graphistes, enseignants, directeurs d’écoles d’art et de design, apprenons avec stupeur et inquiétude que l’existence de la Galerie Anatome est aujourd’hui menacée.
C’est manifestement l’issue que l’on peut craindre si se confirme la défaillance de son principal soutien, avec notamment la menace pour la galerie de quitter les locaux qu’elle occupe depuis sa création, et cela dans les prochains mois.
Seul lieu permanent dédié en France à la promotion et à la diffusion du graphisme contemporain, la Galerie Anatome est aussi devenue, nous en sommes les témoins, un lieu de référence pour les graphistes du monde entier.
Au cours des douze années écoulées, elle a accueilli des dizaines d’expositions de graphistes français et étrangers de toutes générations, permis à un large public de découvrir tous les champs de la création visuelle : celui de l’affiche, du livre et de l’édition, de la conception presse et de la typographie, de l’identité visuelle et de la signalétique, de l’habillage télévisuel et de la création multimedia.
Lieu de rencontres, d’échanges, de confrontations, de documentation, la Galerie Anatome joue un rôle irremplaçable dans la transmission et l’enseignement du graphisme auprès de milliers d’étudiants, en partenariat avec les dizaines d’écoles d’art et de design françaises et européennes.
Nous le disons avec gravité, la disparition de la Galerie Anatome serait un très mauvais coup porté au graphisme, dans la pluralité de ses expressions.
Elle serait aussi, dans le contexte de crise que subissent actuellement toutes les pratiques créatives, un mauvais coup supplémentaire porté à la Culture.
La situation actuelle nécessite non seulement de se battre pour que la Galerie puisse rester là où elle est, mais aussi qu’elle se détache de l’agence Anatome qui la soutenait jusqu’à présent. Indépendante elle aura besoin de manière urgente de l’appui des institutions publiques chargées de soutenir la culture.
C’est bien cela qui nous conduit à interpeller le Ministère français de la Culture, les pouvoirs publics et les collectivités territoriales concernées afin que soient enfin accordés les moyens nécessaires à la Galerie Anatome pour qu’elle puisse poursuivre et développer son action.
Nous appelons à une très large et très vaste mobilisation l’ensemble de la communauté des graphistes et designers français et étrangers, les enseignants, les responsables et élèves de toutes les écoles d’art et de design et au delà à celles et ceux qui considèrent la défense de notre environnement visuel comme un enjeu de société….
Pour que vive la Galerie Anatome!

Sostieni la galerie Anatome!

Soutenir la galerie Anatome!

Support the Anatome gallery!

› Galerie Anatome

Alfabeti greci, scrittura contemporanea

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Pubblicato il 22/02/12 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Massimo Polello, Italy

Nel panorama delle iniziative dedicate in Italia alla calligrafia segnaliamo il corso residenziale «Beautiful greek alphabets», a cura di Massimo Polello, che si svolgerà a Podernuovo (Livorno) e nella biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze dal 25 al 30 aprile 2012. Il corso – che non richiede conoscenze calligrafiche di partenza ed è limitato a 12 partecipanti – si propone di sperimentare le possibilità espressive della calligrafia contemporanea a partire da alcuni manoscritti greci conservati nella biblioteca fiorentina. Da qui i partecipanti saranno messi in condizione di sviluppare un proprio alfabeto latino, attuale ed espressivo, che tragga origine dal dinamismo della scrittura storica di partenza; il lavoro realizzato da ciascuno, infine, verrà assemblato e legato per formare un libro.

Prima su riproduzioni, poi direttamente sui manoscritti originali, i partecipanti verranno guidati ad apprezzare le antiche lettere greche e i loro ritmi, le legature, le spaziature, la qualità e i colori dell’inchiostro.

La sessione di lavoro prevista nella Biblioteca Laurenziana permetterà di apprezzare questo importante complesso architettonico progettato e in parte realizzato da Michelangelo fra il 1519 e il 1534 per il cardinale Giulio de’ Medici (il futuro papa Clemente VII).
La Laurenziana (nome che le deriva dalla sua collocazione nel complesso di San Lorenzo), aperta al pubblico nel 1571 per volontà di Cosimo I, possiede un fondo di manoscritti impressionante per qualità e quantità (circa 11mila) che riflette con esattezza il clima culturale dell’Umanesimo e del Rinascimento toscano. Vi sono presenti nomi celebri – sia come autori o copisti sia come possessori – quali Coluccio Salutati, Poggio Bracciolini, Niccolò Niccoli, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. Innumerevoli i codici fondamentali per unicità e antichità lì conservati: Eschilo, Sofocle, Plinio, Virgilio, Tacito, Quintiliano, insieme al più antico testimone del Corpus Juris di Giustiniano, a una delle tre raccolte complete dei Dialoghi di Platone, al Codice Squarcialupi (fonte primaria della musica profana fra Trecento e Quattrocento)…

Ognuno dei numerosi fondi di manoscritti racconta una storia; basti pensare alla Collezione Orientale Palatina, voluta dal cardinale Ferdinando de’ Medici (granduca di Toscana dal 1587) a seguito della fondazione da parte sua a Roma, nel 1584, della Stamperia Orientale Medicea, il cui scopo era quello di sviluppare un’attività editoriale a sostegno della predicazione del cattolicesimo nel Vicino Oriente.
Il fondo dei manoscritti greci, infine, ci riporta al ruolo svolto da Firenze negli anni precedenti e successivi la caduta di Costantinopoli per mano dei turchi e la conseguente «disseminazione» della cultura greca verso occidente.


Per informazioni:

polello[at]lacalligrafia[dot]com

Biblioteca medicea laurenziana

In memoriam Wislawa Szymborska

domenica, febbraio 5th, 2012

Il primo febbraio 2012 è morta Wislawa Szymborska.
In sua memoria:
- il suo elogio di «due piccole paroline: non so» (discorso per il conferimento del Premio Nobel per la letteratura, Il poeta e il mondo, 1996);
- il suo «osservare bene» le parole: «In fin dei conti si tratta delle stesse parole che giacciono morte nei dizionari o vivono una vita incolore nella lingua comune. Com’è che nella poesia brillano a festa come se fossero completamente nuove e appena inventate dal poeta?»;
- il suo elogio del modus: «A prescindere da quanto si è vissuto / il curriculum dovrebbe essere breve» (Scrivere il curriculum, 1986);
- la sua visione del satis: «La vita, per quanto lunga, sarà sempre troppo breve. / Troppo breve per aggiungere qualcosa» (La vita breve dei nostri antenati, 1986).
Fabrizio M. Rossi

Per saperne di piú:
Francesco M. Cataluccio: Una poetessa cartesiana; Il Sole 24 Ore, domenica 5 febbraio 2012, p. 34.