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	<title>Ikona Blog &#187; Storia della grafica</title>
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	<description>Diario di bordo di un percorso progettuale</description>
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		<title>Aiap: il mestiere di grafico in Italia</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/314</link>
		<comments>http://www.ikona.net/blog/archives/314#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 21:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della grafica]]></category>
		<category><![CDATA[aiap]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[studio ikona]]></category>

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		<description><![CDATA[Conferenza tenuta da Fabrizio M. Rossi ai Rencontres Internationales de Lure, 25-30 agosto 2008, sul tema “Vendu. Le contrat graphique” (Venduto. Il contratto grafico). Rencontres Internationales de Lure, 25 &#8211; 30 agosto 2008 Al di là delle Alpi. Aiap: il ‘mestiere di grafico’ in Italia. Conferenza di Fabrizio M. Rossi, consigliere nazionale AIAP [1] /// [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Conferenza tenuta da Fabrizio M. Rossi ai <em>Rencontres  Internationales de Lure</em>, 25-30 agosto 2008, sul tema “Vendu. Le  contrat graphique” (Venduto. Il contratto grafico).</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<hr /><em>Rencontres Internationales de Lure, 25 &#8211; 30 agosto 2008</em><br />
<strong>Al  di là delle Alpi. Aiap: il ‘mestiere di grafico’ in Italia.</strong><br />
<em>Conferenza  di Fabrizio M. Rossi, consigliere nazionale AIAP</em></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/01_Odissea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-315" title="01_Odissea" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/01_Odissea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[1] ///  “Straniero, non è mio costume trattar male gli ospiti… Tutti da parte di  Zeus vengono gli ospiti e i poveri”.<br />
Molto tempo fa, in giro per il  Mediterraneo, si raccontava la storia di un uomo che, alzata la vela  alla navicella del suo ingegno, molto aveva viaggiato per nostalgia.<br />
Tornato  finalmente in patria dopo vent’anni (non esistendo evidentemente  all’epoca i navigatori satellitari) si sentiva rivolgere queste parole  da un servitore che, pur non avendolo riconosciuto, lo accoglieva come  un ospite sacro agli dèi.<br />
Va da sé che io non mi paragoni in nulla a  quell’uomo (salvo per il fatto che neanch’io usi il navigatore  satellitare); ho voluto piuttosto rendere omaggio a questa visione  arcaica che tematizza il viaggio, lo straniero, l’ospitalità,  l’incontro.<br />
Immagino cosí il mio intervento qui a Lure come un  piccolo racconto offerto da un viaggiatore straniero ai propri ospiti,  confidando nella loro benevolenza; poiché certamente non vorrete fare un  torto agli dèi…<br />
A dispetto delle formidabili spinte all’omologazione  planetaria, mi ostino a credere nel potere del viaggio e dei linguaggi  differenti, nella singolarità dei luoghi, nella necessaria arte  dell’incontro fra le diversità.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/02_OdisseaDiversa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-317" title="02_OdisseaDiversa" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/02_OdisseaDiversa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[2] Credo ancora che, alla base  dell’idea di valore – argomento centrale dei Rencontres di quest’anno –  vi sia esattamente la differenza: senza di essa non vi è alcun valore.  L’occasione – o, meglio, il pre-testo – per parlarvi del valore del  ‘mestiere di grafico’ in Italia è raccontarvi dell’Aiap.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/03_LogoAIAP.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-320" title="03_LogoAIAP" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/03_LogoAIAP.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[3] ///  Eccolo, il marchio dell’Aiap, a cui siamo particolarmente affezionati:  una “A” in forma di matita che interpreto come un omaggio alla manualità  del progetto.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/04_QuestoPane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-321" title="04_QuestoPane" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/04_QuestoPane-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[4] C’è chi vuol vedervi anche un certo richiamo ad  uno spirito un po’ anarchico e molto pacifista che, a dire il vero, non  ci è del tutto estraneo…<br />
Raccontare dell’Aiap vuol dire, come  vedremo, percorrere una buona parte della storia della grafica italiana  del secondo dopoguerra, parallelamente alla storia della società,  dell’economia, della cultura.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/05_SteinerMestiere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-322" title="05_SteinerMestiere" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/05_SteinerMestiere-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[5] /// Un’ultima annotazione  preliminare: sin dal titolo del mio intervento ho usato l’espressione  ‘mestiere di grafico’.<br />
Ciò si spiega da un lato con la mia personale  avversione nei confronti del termine abusato e pretenzioso di  ‘professione’ in tutte le sue declinazioni e al mio preferire ad esso  l’idea di ‘mestiere’, che evoca qualcosa del ‘mistero’ dell’artigianato e  della cultura del gesto.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/06_SteinerTriennale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="06_SteinerTriennale" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/06_SteinerTriennale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[6] Dall’altro, il mio vuol essere un  omaggio ad un celebre libro, pubblicato postumo nel 1978, che raccoglie  alcuni scritti importanti di Albe Steiner, una delle figure eminenti  della grafica italiana del secondo dopoguerra e uno tra i fondatori  della nostra associazione.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/07_SigleAiap.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-325" title="07_SigleAiap" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/07_SigleAiap-300x137.jpg" alt="" width="300" height="137" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[7] /// L’Aiap, dunque, viene fondata  nel 1945 ed è interessante seguire con attenzione le varie denominazioni  che essa assumerà via via.<br />
Esse riflettono infatti la percezione che  i grafici hanno avuto di loro stessi e del proprio mestiere nel corso  del tempo, o almeno la percezione dominante che si è affermata.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  Ma andiamo per gradi: all’atto della sua fondazione, cioè a dire al  termine della Seconda guerra mondiale e della guerra di Liberazione del  Paese, l’associazione riunisce in sé i cosiddetti ‘tecnici’ e gli  ‘artisti’ pubblicitari.<br />
Dieci anni dopo, nel 1955, diverrà  ‘Associazione Italiana Artisti Pubblicitari’, assumendo l’acronimo di  Aiap che rimarrà invariato sino ad oggi.<br />
Sebbene si osservi una  distinzione tra ‘artisti’ e ‘tecnici’, è evidente che il termine  ‘pubblicità’ sia dominante in quegli anni.<br />
Ed è questo un termine  che, sin da ora, suggerisco di sostituire con quello di ‘comunicazione  persuasiva’, a mio avviso piú ricco di nitidezza e di motivi di  riflessione.<br />
Ad esempio, è tristemente noto che oggi la comunicazione  politica in Italia sia stata fatta rientrare, nel suo complesso, nella  comunicazione persuasiva, assumendone i linguaggi e i meccanismi.<br />
È  chiaro dunque che, in quegli anni, il dibattito nascente in Italia  intorno al nostro mestiere non avesse ancora tematizzato in modo  radicale la distinzione tra progetto grafico e comunicazione persuasiva,  men che meno l’àmbito piú generale della comunicazione visiva a cui si  approderà molti anni dopo.<br />
Convivevano inoltre all’interno dell’Aiap  figure ed approcci al mestiere di grafico sia di provenienza piú  artistica sia di orientamento piú progettuale.<br />
Pur nella parziale  indeterminazione di quella che chiamerei ‘l’età dei pionieri’, l’Aiap  era allora animata dalla presenza di grandi personalità appartenenti  dunque ad àmbiti diversi: dai cartellonisti ai progettisti grafici piú  propriamente intesi, fino a figure specializzate come i progettisti di  caratteri tipografici.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/08_NovareseClass.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-326" title="08_NovareseClass" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/08_NovareseClass-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[8] Incontriamo cosí, solo per citarne alcuni  tra i piú celebri, Dradi, Boggeri, Testa, Grignani, Fronzoni, Novarese,  lo stesso Steiner.<br />
Siamo negli anni della ricostruzione post-bellica,  a cui seguirà il cosiddetto ‘miracolo economico italiano’ che  trasformerà profondamente il volto della nazione, da rurale a  industriale, da autarchica a ‘consumista’.<br />
Per tutti gli anni  Cinquanta e Sessanta, fino a buona parte dei Settanta, il polo economico  dominante è situato al Nord del Paese. Città come Torino, Ivrea,  Bologna, Milano, sono infatti al centro dell’attività produttiva.<br />
In  particolare proprio Milano, da sempre sede dell’Aiap, assumerà il ruolo  di guida nell’orientare la riflessione teorica sul fare grafica.<br />
Di  conseguenza sarà la cultura funzionalista milanese ad influenzare in  modo dominante il mestiere di grafico in Italia, almeno fino agli ‘anni  di piombo’.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// È proprio nel 1980 che l’Aiap percepisce la  necessità di un primo, grande cambiamento. Molte sono infatti le  trasformazioni sopraggiunte sia nel campo della comunicazione persuasiva  sia in quello del progetto grafico.<br />
Si ipotizza dunque l’esistenza  di un àmbito generale in cui opera ormai il progettista grafico, àmbito  che verrà definito come quello della ‘comunicazione visiva’.<br />
Ecco che  a tale riflessione consegue il cambiamento di denominazione  dell’associazione che, pur mantenendo la sigla Aiap, diviene  ‘Associazione Italiana Creativi della Comunicazione Visiva’.<br />
Anche  quel termine, ‘creativi’ (termine a mio avviso fuorviante rispetto alla  cultura del progetto grafico), da un punto di vista fenomenologico  risulta conseguente al clima postmodernista di cui saranno portatori gli  anni Ottanta.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Un altro elemento importante, che si  svilupperà a partire da quel decennio, sarà la diffusione su tutto il  territorio nazionale degli associati all’Aiap.<br />
Tale diffusione sarà  dovuta essenzialmente alle mutate condizioni economiche dell’Italia, con  la creazione di poli industriali al di fuori della tradizionale area  settentrionale e con lo sviluppo generalizzato sul territorio del  cosiddetto settore terziario o dei servizi.<br />
La presenza nell’Aiap di  progettisti operanti non piú soltanto nelle aree urbane del Nord ma  nell’Italia ‘delle mille città’ porterà da allora un contributo  fondamentale e multiforme alla vita dell’Associazione, svincolandola  dalla cultura funzionalista milanese.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/09_Carta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-327" title="09_Carta" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/09_Carta-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[9] /// Nel 1989, nel corso  dell’assemblea nazionale di Aosta, viene redatta la <em>Carta del  progetto grafico</em>, inaugurando simbolicamente l’epoca del dibattito  piú acceso.<br />
Autore della <em>Carta</em> è un comitato di cui fanno  parte alcune delle realtà piú rappresentative del mondo della grafica in  Italia.<br />
Oltre all’Aiap vi sono, infatti, l’Adi (Associazione Design  Industriale), il mondo dell’Università (rappresentato dalla Facoltà di  Architettura del Politecnico di Milano), le riviste “Grafica” (promossa  dall’Aiap) e “Linea grafica”.<br />
La <em>Carta</em> poneva la grafica al  centro della cultura del progetto cosí come, a loro volta, lo erano  stati l’architettura negli anni Trenta e il design industriale negli  anni Sessanta.<br />
Tale nuova centralità del progetto grafico era dovuta  all’identificazione tra quest’ultimo e la comunicazione visiva, secondo  l’assunto ‘dove c’è comunicazione visiva c’è grafica’.<br />
Si constatava  cosí la parte cruciale rivestita dai sistemi della comunicazione e  dell’informazione.<br />
La <em>Carta</em> prendeva dunque atto del nuovo  ruolo del nostro mestiere rispetto a mutate condizioni sociali,  culturali ed economiche.<br />
Al tempo stesso tracciava una linea di  consapevolezza del fare grafica contemporanea al proprio tempo.<br />
Ne  delineava la duplice possibilità dell’alta specializzazione da un lato  e, dall’altro, del ‘governo dei procedimenti’ e dunque del ruolo di  regista a cui veniva chiamato il progettista grafico.<br />
Denunciava  inoltre la formidabile carenza, rispetto alla comunicazione visiva,  degli istituti di studio pubblici in Italia, in particolare nell’àmbito  universitario, impegnandosi cosí nella proposizione dei percorsi  formativi piú idonei.<br />
Sottolineando il fenomeno dell’‘inquinamento  visivo’, della pletoricità della comunicazione visiva e della  complementare indifferenza verso la ‘cultura dell’immagine’, la <em>Carta</em> metteva in risalto la nuova responsabilità del progettista grafico e la  necessità di qualità nel progetto.<br />
Si impegnava infine a promuovere  il riconoscimento della nostra identità lavorativa nella società in  generale, in assonanza con quanto stava avvenendo in altri Paesi e con  gli intenti di organizzazioni internazionali a cui aderiva, come il  Beda, o alla cui fondazione aveva partecipato, come l’ICoGraDA.<br />
La <em>Carta</em> è stata sottoscritta da molti, sia progettisti sia studiosi della  cultura del progetto, ed ha suscitato un vivo dibattito, all’estero come  in Italia.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/10_Codice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-328" title="10_Codice" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/10_Codice-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[10] /// Le istanze etiche della <em>Carta</em> hanno  dato luogo, nel 1993, alla stesura e all’adozione da parte dell’Aiap  del <em>Codice di etica deontologica</em>.<br />
Il <em>Codice</em> definisce comportamenti consapevoli e responsabili del progettista  grafico nei confronti della società e dell’ambiente, ai quali il socio  dell’Aiap è chiamato ad attenersi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Nel 1994, infine, il  dibattito lanciato dalla <em>Carta</em> del progetto grafico sfocia  nell’adozione di un nuovo statuto che ridisegna la struttura dell’Aiap e  porta alla formulazione dell’attuale denominazione di ‘Associazione  Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva’.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/11_Fronzoni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-329" title="11_Fronzoni" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/11_Fronzoni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[11] ///  Proprio a partire da questi anni l’Aiap conosce un periodo di grande  sviluppo su molti fronti che tuttora prosegue.<br />
Già nel 1992 si era  inaugurata a Milano, nella sede dell’Associazione, la Galleria Aiap, con  una mostra dedicata ai manifesti di AG Fronzoni.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/12_Grignani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-330" title="12_Grignani" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/12_Grignani-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[12] Da allora fino  ad oggi la Galleria ha ospitato trentacinque mostre, di cui vorrei  ricordare qui soltanto alcune.<br />
Nel 1995 si allestisce la mostra  antologica dedicata a Franco Grignani, un altro nome storico della  grafica italiana nonché esponente di spicco della Op Art.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/13_SanPietroburgo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-331" title="13_SanPietroburgo" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/13_SanPietroburgo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[13] Nello  stesso anno, in collaborazione col <em>Mois du graphisme</em> di  Échirolles, viene prodotta la mostra sui manifesti di San Pietroburgo,  ovvero la grafica russa nel vortice del cambiamento tra il 1985 ed il  1995.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/14_Quota.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-332" title="14_Quota" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/14_Quota-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[14] Due anni dopo sarà la volta della mostra <em>Ho pagato la  quota</em>, un cinquantennio di grafica italiana attraverso le carte  intestate dei soci dell’Aiap.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/15_Facetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-333" title="15_Facetti" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/15_Facetti-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[15] Nel 1999 ecco la rassegna  sull’esperienza di Germano Facetti come direttore artistico alla Penguin  Books di Londra.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/16_Segno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-334" title="16_Segno" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/16_Segno-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[16] Sempre dello stesso anno è la mostra dei  lavori di settanta progettisti sui temi del segno, dell’alfabeto, della  scrittura e del linguaggio.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/17_Reliquie.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-335" title="17_Reliquie" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/17_Reliquie-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[17] <em>Le reliquie di sottospirito</em>,  del 2006, è una singolare mostra che raccoglie oggetti in qualche modo  cari a progettisti grafici famosi o sconosciuti di tutto il mondo.<br />
Queste  sono alcune delle mostre allestite nella Galleria Aiap di Milano in  sedici anni di attività.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Ma in questo stesso arco di tempo,  al di fuori della propria Galleria, l’Aiap ha organizzato, o realizzato  in collaborazione, piú di centocinquanta mostre in tutta Italia.<br />
Fra  le collaborazioni piú prestigiose all’estero va senz’altro citata quella  pluriennale col <em>Mois du graphisme</em> di Échirolles a cui si è già  accennato.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Un’altra collaborazione importante, questa volta  in Italia, si è avviata quest’anno con lo Scaffale d’Arte del Palazzo  delle Esposizioni di Roma.<br />
In questo caso l’Aiap ha fornito la  consulenza scientifica per la rassegna <em>Singolare femminile</em>.<br />
Quattro  donne – un’esperta di tipografia, due progettiste grafiche e una  regista – si sono susseguite nella realizzazione di seminari di tre  giorni e di mostre di lavori dei partecipanti e propri.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  Sempre nella sede dell’associazione si è costituito un Centro di  documentazione che vuole essere un punto di riferimento per studenti e  studiosi della comunicazione visiva.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/18_Sutnar.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-338" title="18_Sutnar" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/18_Sutnar-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[18] Sono stati acquisiti  numerosi volumi e documenti sulla cultura del progetto, alcuni dei quali  di particolare pregio e rarità, come ad esempio il fondo che raccoglie  opere di Ladislav Sutnar.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Tra le mostre organizzate dall’Aiap  occupano un posto particolare quelle destinate all’esposizione su  Internet.<br />
Dall’adesione alle varie edizioni dello <em>World graphic  day</em> organizzate dall’ICoGraDA alle mostre estemporanee su temi  politici e sociali di immediata attualità, le mostre via Internet si  sono rivelate un efficace strumento di partecipazione diffusa.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/19_Uniforme.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-340" title="19_Uniforme" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/19_Uniforme-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[19]  Voglio ricordare fra tutte <em>Nessuno uniforme</em>, mostra in rete del  marzo 2003 contro la guerra in Iraq, che ha visto la partecipazione di  circa trecento grafici in due mesi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// La partecipazione si è  espressa anche in importanti raccolte di firme e petizioni, come quella  contro il cosiddetto ‘marchio turistico dell’Italia’, che ha avuto come  risultato il ritiro di tale marchio.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Proprio nell’àmbito di  una strategia di sviluppo della partecipazione diretta della comunità  dei grafici si colloca l’apertura del sito “SocialDesignZine”,  nell’aprile del 2003.<br />
Sulla scorta dei pochi precedenti dell’epoca,  tra cui il rigoroso “SocialDesignNotes” di John Emerson, lo weblog  sostenuto dall’Aiap si è sviluppato come un vero e proprio quotidiano di  informazione della comunità grafica.<br />
E non è sbagliato parlare di  una ‘comunità grafica diffusa’, poiché uno degli aspetti piú  interessanti dell’esperienza di “SDZ” è l’essere il suo pubblico ben al  di là del novero dei circa ottocento soci dell’Aiap.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/20_SDZ1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-356" title="20_SDZ" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/20_SDZ1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[20] L’idea di  progettualità sociale (o social design) si delinea dunque attraverso  l’esperienza di “SDZ” non soltanto come ‘progettualità responsabile’ ma  anche come indispensabile rete informativa.<br />
I circa trentamila  lettori mensili di “SDZ” hanno portato recentemente l’Aiap ad affiancare  all’edizione italiana un’edizione inglese e a produrre finora due  antologie degli articoli e dei commenti pubblicati.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/21_Community.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-357" title="21_Community" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/21_Community-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[21] /// Un  altro passo importante verso la partecipazione diretta, questa volta del  corpo associativo, è stata l’istituzione della cosiddetta “Aiap  Community” a partire dal 2002.<br />
In occasione dell’assemblea nazionale i  soci vengono invitati a partecipare inviando un progetto significativo;  tra tutti i progetti ne vengono selezionati cinquanta.<br />
L’aspetto piú  interessante dell’iniziativa è l’enunciazione pubblica del progetto che  l’autore dovrà sostenere nel corso di “Aiap Community”, mettendone a  nudo i procedimenti e trasformando il segno grafico in oralità (e  gestualità, poiché sempre italiani siamo…).<br />
Dopo l’esordio  all’assemblea di Riccione del 2002, “Aiap Community” è stata riproposta a  Trani nel 2004, a Perugia nel 2006 e ad Aosta nel 2007.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Le  stesse assemblee nazionali sono diventate sempre piú, nel corso degli  anni, un’occasione multiforme.<br />
Ai tradizionali momenti assembleari si  sono via via affiancate mostre (come quella dedicata alla grafica  iraniana, nel 2004 a Trani), convegni e seminari (come durante la piú  recente assemblea ad Aosta).<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/22_PGCopertine.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-358" title="22_PGCopertine" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/22_PGCopertine-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[22] /// Tra le iniziative piú  importanti sostenute dall’Aiap vi è la rivista “Progetto grafico”.<br />
Nata  nel 2003 come evoluzione del notiziario associativo, sin dal primo  numero la rivista quadrimestrale ha assunto una foliazione e una varietà  di argomenti affrontati considerevoli per numero.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/23_PGSamizdat.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-359" title="23_PGSamizdat" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/23_PGSamizdat-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[23] Parliamo di  numeri lasciando evidentemente il giudizio sulla qualità ai lettori: è  senz’altro la rivista di grafica piú voluminosa d’Italia, che nel  prossimo numero festeggerà le duemila pagine complessive pubblicate.<br />
Ma  quel che piú conta è il fatto che, in cinque anni, la rivista abbia  acquisito un numero di lettori che, come nel caso di “SDZ”, va al di là  del numero dei soci dell’Aiap.<br />
Credo anche che si sia andati oltre  l’intenzione iniziale che la voleva una rivista fatta da grafici e  destinata ai grafici.<br />
Mi piace pensare che sia un periodico leggibile  anche da chi grafico non è, e forse ciò è merito della volontà della  rivista di esser fedele alla cultura del progetto piuttosto che al  tecnicismo del lavoro.<br />
“Progetto grafico” non è una rivista ‘di  consumo’ legata al momento dell’attualità, sebbene dall’attualità essa  possa ricavare temi generali ed aprirli all’approfondimento.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/24_PGPubblica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-360" title="24_PGPubblica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/24_PGPubblica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[24]  Penso ad esempio ai grandi temi dei concorsi pubblici (e, piú in  generale, al rapporto della grafica con la pubblica amministrazione), o  ancora al tema della formazione.<br />
È da dire, relativamente a questi  due esempi, che l’Aiap e “Progetto grafico” hanno intrapreso un’azione  molto decisa e articolata.<br />
Ad esempio sul fronte dei concorsi  pubblici, vigilando affinché si adeguino in pieno alle norme fissate da  Icograda; o anche su quello della formazione, incontrando i responsabili  governativi ed evidenziando loro il vuoto formativo in cui tuttora  giace il nostro mestiere.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/25_PGGlas.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-361" title="25_PGGlas" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/25_PGGlas-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[25] È dunque – o almeno crediamo che sia –  una rivista di approfondimento, con forse un’involontaria tendenza  all’enciclopedismo.<br />
Uno dei temi piú cari a “Progetto grafico”,  perfettamente in sintonia con una delle istanze centrali dell’Aiap, è la  tipografia.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/26_PGWarde.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-362" title="26_PGWarde" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/26_PGWarde-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[26] Numerosi sono gli articoli pubblicati sinora su  questo argomento, e le prime mille pagine complessive della rivista sono  state celebrate con un allegato: l’edizione italiana, realizzata per  l’occasione, di un classico della tipografia, <em>Il calice di cristallo</em> di Beatrice Warde.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/27_LabCarLogo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-363" title="27_LabCarLogo" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/27_LabCarLogo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[27] /// Non è dunque un caso che “Progetto  grafico”, insieme all’Aiap, promuova un’altra iniziativa a favore della  diffusione della cultura tipografica: i <em>Laboratori di carattere</em>.<br />
La  prima edizione dei <em>Laboratori</em> si è svolta a Parma nel 2007,  ospitata dal Museo bodoniano e dalla Biblioteca Palatina, in omaggio  alla figura di Giambattista Bodoni.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/28_Angelica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-364" title="28_Angelica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/28_Angelica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[28] La seconda edizione è del  2008 ed ha avuto luogo a Roma nella Biblioteca Angelica, prima  biblioteca al mondo ad esser aperta al pubblico quattro secoli or sono.<br />
La  formula dei <em>Laboratori</em> consiste nella scelta di una città  italiana che sia luogo eminente della civiltà della scrittura; in una  ‘passeggiata tipografica’ per la città sulle tracce ivi esistenti della  forma della scrittura; nella visita del luogo che ospiterà i <em>Laboratori</em>,  scelto con il medesimo criterio di rappresentatività.<br />
Infine, in tre  laboratori tipografici condotti da tre differenti personalità, per  offrire tre diversi approcci al progetto dei caratteri tipografici.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  L’attenzione dell’Aiap nei confronti della cultura tipografica e della  forma della scrittura ha origini remote.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/29_Grafica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-365" title="29_Grafica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/29_Grafica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[29] Tra il 1985 e il 1992  l’Aiap è editrice della rivista “Grafica” che, fin dai primi numeri,  affronta tali temi.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/30_Calligrafia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-366" title="30_Calligrafia" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/30_Calligrafia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[30] A questa si aggiungerà la rivista  “Calligrafia”, edita dall’Aiap dal 1991 al 1995.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/31_StampaAlternativa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-367" title="31_StampaAlternativa" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/31_StampaAlternativa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[31] Da piú di un  decennio l’Aiap sostiene la collana editoriale “Scritture”, nella quale  vengono pubblicati testi inediti di autori italiani e traduzioni di  fondamentali opere straniere.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/32_Scritture.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-368" title="32_Scritture" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/32_Scritture-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[32] Nel 1997 si realizza la mostra  omonima che, dopo il debutto a Roma, verrà ospitata da numerose città  italiane.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/33_Italic.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-369" title="33_Italic" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/33_Italic-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[33] Nel 2002 fa cosí il suo esordio il progetto <em>Italic</em>,  inserendosi in un contesto generale che vede in Italia il risveglio  degli studi tipografici e della pratica del progetto dei caratteri.<br />
<em>Italic</em> è un’ampia rassegna dedicata ai disegnatori italiani di caratteri che,  in massima parte, animano la ‘rinascita tipografica’ a partire dagli  anni Ottanta.<br />
La prima edizione di <em>Italic</em> si è concretizzata  in una pubblicazione e in una mostra, presentata a Roma in occasione  della conferenza dell’ATypI del 2002 e poi itinerante in tutta Italia.<br />
La  seconda edizione, in fase di preparazione, è finalizzata alla creazione  di un archivio permanente del disegno dei caratteri contemporaneo in  Italia, con una schedatura il piú possibile accurata di autori e  progetti.<br />
Oltre all’archivio è prevista la realizzazione, anche in  questo caso, di una mostra e di un ampio catalogo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Ancora  un’altra iniziativa a favore della diffusione della cultura tipografica è  <em>TypoTour</em>, nato all’interno di “SocialDesignZine”.<br />
Si tratta  di un archivio in rete che documenta la diffusione delle forme della  scrittura nel paesaggio italiano, nel loro esito epigrafico, tipografico  o letteristico, cólto ovvero spontaneo.<br />
Le immagini e i testi di  commento sono raccolti per luoghi e sono collegati a Google Earth,  creando una sorta di grand tour virtuale delle forme della scrittura.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
///  Rimanendo nell’àmbito di Internet va citato l’impegno dell’Aiap per la  creazione e la gestione di un sito di riferimento per i soci e i  progettisti grafici in generale.<br />
Il sito presenta un’area  ‘istituzionale’, dedicata a informazioni sull’Aiap e sulle sue attività  passate, in corso e future, all’elenco dei soci e ad una galleria di  loro lavori, alla libreria in rete che permette l’acquisto di libri, a  notizie sulla formazione e sulle opportunità di lavoro.<br />
L’altra area è  riservata alle notizie, con una ‘prima pagina’, gli approfondimenti e  l’archivio. Poi vi sono i collegamenti ai siti delle attività piú  importanti promosse e sostenute dall’Aiap: “SDZ”, “Progetto grafico”, <em>Italic</em> e <em>Multiverso</em>.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/34_Multiverso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-373" title="34_Multiverso" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/34_Multiverso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[34] /// <em>Multiverso</em> è il titolo  della serie di conferenze internazionali, mostre e laboratori  organizzati dall’Aiap per l’<em>ICoGraDA Design Week</em> che si  svolgerà a Torino dal 13 al 19 ottobre prossimi. La scelta della città  di Torino rientra nel suo essere ‘capitale mondiale del design’ per il  2008. L’iniziativa comprende una conferenza internazionale di tre  giorni, mostre, tavole rotonde e numerosi laboratori per studenti. Tra i  relatori si annoverano importanti autorità internazionali nei diversi  settori della comunicazione visiva. Accanto ad essi avremo il contributo  di autori e studiosi che – muovendosi in campi adiacenti e affini –  potranno fornire spunti riguardo alle possibili direzioni di sviluppo  del progetto di comunicazione visiva.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// Ho cercato di delineare  in breve un profilo storico e attuale della nostra associazione. Non mi  resta dunque che affrontare il tema del denaro, della cultura grafica e  del mestiere che, in Italia, ‘non esiste’.<br />
L’impresa non sarebbe da  poco se molti argomenti fondamentali non fossero già ‘passati’ nella  narrazione storica.<br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/35_Guida.1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-374" title="35_Guida.1" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/35_Guida.1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[35] Per farlo userò di nuovo un pre-testo: la  pubblicazione dell’Aiap che affronta il problema del valore del nostro  mestiere e della regolamentazione formale dei rapporti di lavoro.<br />
Ancora  una volta la storia dei termini usati può essere utile per comprendere  l’evolversi delle cose e il loro stato attuale.<br />
Uscita per la prima  volta nel 1962, la pubblicazione di cui parliamo ha avuto per molte  edizioni il nome di ‘tariffario’.<br />
Pur adeguandosi all’aumentare dei  prezzi delle prestazioni e al differente precisarsi di quest’ultime, è  restata tuttavia a lungo ancorata all’idea, appunto, del ‘tariffario’.<br />
Idea  inadeguata in partenza, perché mai è esistito in Italia un albo  professionale dei grafici e, dunque, illegittima è stata e sarebbe ora  la pretesa di un ‘tariffario’.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/36_Guida.2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-376" title="36_Guida.2" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/36_Guida.2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[36] Nel 2000 avviene infine il  cambiamento nel nome e nella struttura della pubblicazione, che diviene <em>Guida  agli onorari</em>.<br />
Da essa cito alcuni passaggi che ritengo  importanti:<br />
«[…] il cambiamento del titolo implica una riflessione e  una constatazione sulle trasformazioni del mestiere di grafico: una  volta artista, poi creativo e progettista, infine anche regista del  lavoro e consulente delle imprese».<br />
Negli anni Novanta «[…] la  semplificazione delle procedure e degli strumenti del progetto […],  introdotta da elaboratori sempre piú potenti e programmi sempre piú  ‘abili’, non ha, come si temeva, reso superflua la figura del grafico ma  la ha sublimata, dematerializzata, evidenziando la reale qualità del  progetto ovvero la capacità di strutturare, gestire e formulare i  processi comunicativi».<br />
Si prendeva dunque atto, nell’edizione del  2000, di una nuova complessità della figura del progettista grafico e  della impossibilità di esaurire tale complessità in una schematica  definizione della prestazione e nella relativa tariffa – oltre alla  inadeguatezza giuridica di un ‘tariffario’, come s’è detto.<br />
Per la  prima volta si proponeva un ‘sistema dell’Aiap’ per la determinazione  degli onorari, prendendo in considerazione elementi come il tempo, le  forze messe in campo, gli investimenti, le spese e cosí via.<br />
Si  superava in tal modo anche la difficoltà tipica di ogni tariffario,  ovvero le forti differenze economiche tra le ‘mille città’ d’Italia.<br />
Soprattutto  si affermava il valore del progetto di comunicazione visiva  contemporaneo, considerando elementi come lo studio di fattibilità o la  pianificazione delle risorse che tradizionalmente risultavano di  difficile valutazione o addirittura invisibili alla committenza.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/37_Guida.3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-377" title="37_Guida.3" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/37_Guida.3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[37]  Nelle edizioni successive si è continuato a seguire questa nuova linea,  fino ad arrivare all’edizione piú recente, quella del 2007, che risulta  essere sempre piú ‘guida’ e sempre meno ‘tariffario’.<br />
Citando dalla  sua Introduzione, «[questa <em>Guida</em>] non vuole essere consultata  come un listino ma come un quadro di riferimento chiaro e certo per le  prestazioni del progettista. Non sono importanti le cifre ma le voci e  il metodo con cui si può determinare un corretto compenso.»<br />
Voci e  metodo, dunque. Del metodo si è già detto, ed è un fattore di  consapevolezza. Ma le voci anch’esse sono un contributo alla  consapevolezza del nostro mestiere, delineandone le numerose  articolazioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
/// La <em>Guida agli onorari</em> non è rivolta  soltanto ai progettisti ma a tutto il mondo della committenza, pubblica e  privata.<br />
C’è infatti da rilevare in Italia un ritardo storico nel  riconoscimento sociale della stessa identità del progettista grafico.<br />
Ne  sono prova le carenze del sistema formativo, di cui abbiamo parlato, ma  ancora, e ad un livello che inficia l’agire quotidiano, l’assenza di un  semplice riconoscimento fiscale e previdenziale.<br />
Ma anche se molto  resta ancora da conquistare, di strada se n’è fatta e se ne continua a  fare, e comincia a diffondersi una nuova consapevolezza.<br />
La politica  dell’Aiap non è quella di reclamare la costituzione di un albo  professionale dei grafici, di cui non si sente il bisogno in un momento  in cui, anzi, si cerca di limitare gli eccessivi privilegi degli ordini  professionali già esistenti.<br />
La politica dell’Aiap, come ho cercato  di dimostrare in questo intervento, è indirizzata da anni  all’affermazione sociale dell’identità del nostro mestiere.<br />
Tale  affermazione può avvenire in primo luogo attraverso la diffusione della  cultura del progetto che valorizzi la singolarità dei nostri linguaggi e  delle nostre storie.<br />
In secondo luogo, attraverso il delinearsi di  un sistema formativo adeguato che razionalizzi l’accesso alla pratica  del nostro mestiere.<br />
In terzo luogo, attraverso un’azione incisiva di  informazione nei confronti di tutta la committenza, sia pubblica sia  privata, nelle loro evidenti diversità.<br />
Infine, facendosi portatori  di un alto profilo di consapevolezza etica e sociale, non rinunciando  mai ad un atteggiamento di critica verso oggetti, committenti e modalità  del nostro lavoro.<br />
Credo che oggi il progettista grafico rivesta un  ruolo ‘pubblico’ qualunque sia l’oggetto e la destinazione del proprio  lavoro.<br />
Ciò a causa della pervasività della comunicazione visiva e  del suo potere di generare tipi antropologici e comportamenti sociali,  superando in modo inatteso la distinzione tra ‘privato’ e ‘pubblico’ con  la privatizzazione della sfera pubblica e l’esibizione pubblica di ciò  che è privato.<br />
Dopo un ventennio dalla stesura della <em>Carta del  progetto grafico</em> ritengo indispensabile una sua nuova formulazione,  poiché quel che allora s’intuiva o era agli esordi ha assunto oggi  dimensioni imponenti ed esiti talvolta imprevisti.<br />
Solo per indicare  alcuni fenomeni, penso al dominio della prassi tecnologica sulla  riflessione teoretica, persino epistemiologica.<br />
Penso al mutare di  concetti di cui spesso si dà per scontato il significato.<br />
Due fra  tutti: il concetto di “informazione”, evidentemente prossimo a quello di  “formazione” sia delle opinioni sia dei fatti; quello attiguo di  “comunicazione”, in tutte le sue applicazioni, divenuto negazione di  “conoscenza” e surrogato di “presenza”.<br />
Tutto ciò ci riguarda come  cittadini e come progettisti, ben al di là delle nostre nazionalità, io  credo.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/38_PGLure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-378" title="38_PGLure" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/06/38_PGLure-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">[38] Il confronto e la collaborazione con associazioni  straniere di assoluto rilievo come i <em>Rencontres de Lure</em> sono  obiettivi primari per noi.<br />
Come affermavo all’inizio, la diversità  crea valore, se è aperta all’ospitalità, all’incontro, alla  collaborazione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
Grazie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<em>Testo e foto di Fabrizio M.  Rossi.<br />
Lurs, agosto 2008.</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
<strong>Immagini</strong> (a cura di Fabrizio M. Rossi)<br />
01. Odissea, libro XIV, 56-58<br />
02. <em>Danza  dei Feaci per Ulisse</em>, Compagnia Teatrale Down<br />
03. Il  marchio-logotipo dell’AIAP<br />
04. Un manifesto per <em>Nessuno uniforme</em><br />
05.  Albe Steiner: <em>Il mestiere di grafico</em>. Einaudi, 1978<br />
06.  Manifesti per la 14a <em>Triennale di Milano</em>, 1968<br />
07. Le  diverse sigle e denominazioni dell’AIAP nel tempo<br />
08. La  classificazione dei caratteri proposta da Novarese<br />
09. La <em>Carta  del progetto grafico</em><br />
10. Il <em>Codice di etica deontologica</em><br />
11.  <em>AG Fronzoni: trent’anni di manifesti</em>. 1992<br />
12. <em>Grignani:  progetti di grafica e comunicazione visiva</em>. 1995<br />
13. <em>Il  manifesto di San Pietroburgo</em>. 1995<br />
14. <em>Ho pagato la quota</em>.  1997<br />
15. <em>Germano Facetti e i libri del Pinguino</em>. 1999<br />
16.  <em>Segno, alfabeto, scritture, linguaggi</em>. 1999<br />
17. <em>Le  reliquie di sottospirito</em>. 2006<br />
18. Articolo dedicato a Sutnar in  “Progetto Grafico”<br />
19. <em>Nessuno uniforme</em>. 2003<br />
20. Il  primo dei volumi antologici di “SDZ”<br />
21. <em>Aiap Community 0.1</em>.  2002<br />
22. Copertine di “Progetto grafico”<br />
23. “Pg”: i Samizdat<br />
24.  “Pg”: la grafica di pubblica utilità<br />
25. “Pg”: <em>Glas</em>,  Jacques Derrida<br />
26. Beatrice Warde: <em>Il calice di cristallo</em><br />
27.  La locandina della 1a edizione dei <em>Laboratori di carattere</em><br />
28.  La Biblioteca Angelica di Roma, 2008<br />
29. La rivista “Grafica”<br />
30.  La rivista “Calligrafia”<br />
31. La collana “Scritture”<br />
32. La mostra  <em>Scritture</em><br />
33. Il catalogo di <em>Italic 1.0</em><br />
34. Il  logotipo e l’indirizzo internet di <em>Multiverso</em><br />
35. Edizioni  del <em>Tariffario Aiap</em><br />
36. La <em>Guida agli onorari</em> del  2000 e del 2003<br />
37. La <em>Guida agli onorari</em> del 2007<br />
38.  “Pg”: reportage sui <em>Rencontres de Lure</em> 2005</span></p>
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		<title>La comunicazione (grafica e non solo) delle istituzioni sulla salute</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 18:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia della grafica]]></category>
		<category><![CDATA[aiap]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione di pubblica utilità]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>
		<category><![CDATA[grafica di pubblica utilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista a Fabrizio M. Rossi* pubblicata su “Colloquia” 04/09, mensile edito da Il pensiero scientifico, Roma Quanto è importante, e perché, una comunicazione efficace sulla salute? La comunicazione delle istituzioni sulla salute rientra a pieno titolo in quella che è stata definita “comunicazione di pubblica utilità”. Ricevere informazioni esatte, complete e percorribili su ogni attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0015.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-177" title="Colloquia001" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0015-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Intervista a Fabrizio M. Rossi*</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: x-small;"><em>pubblicata su “Colloquia” 04/09, mensile edito da <a href="http://www.pensiero.it/" target="_blank">Il pensiero scientifico</a>, Roma<br />
</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Quanto è importante, e perché, una comunicazione efficace sulla salute?</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">La comunicazione delle istituzioni sulla salute rientra a pieno titolo in quella che è stata definita “comunicazione di pubblica utilità”. Ricevere informazioni esatte, complete e percorribili su ogni attività e servizio delle istituzioni o su importanti temi di interesse pubblico è un diritto fondamentale di ogni cittadino, sancito dalla legge; se riusciamo ad intendere lo Stato e le sue istituzioni come espressione partecipata di una comunità d’individui abbiamo il diritto di pretendere una comunicazione che non sia mera notifica né tantomeno propaganda. È evidente che, in un àmbito così delicato come la salute, tutto ciò sia imprescindibile e cruciale.<br />
Per ragioni storiche tanto complesse quanto precise l’Italia non può certo ritenersi all’avanguardia mondiale nella comunicazione istituzionale. Il rapporto tra cittadino italiano e amministrazione pubblica è a dir poco controverso e il più delle volte improntato a reciproca diffidenza: è inevitabile che la comunicazione istituzionale rifletta tutto questo. Sebbene non si sia ancora giunti ad un livello accettabile, è tuttavia innegabile che su questo tema qualche passo avanti, dal secondo dopoguerra ad oggi, sia stato compiuto. Penso a quelle azioni legislative riformatrici che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno via via obbligato le istituzioni, prima locali e poi centrali, ad assumere un atteggiamento di dialogo nei confronti del cittadino e, conseguentemente, a comunicare di più e meglio. Non è molto, se paragonato con altre realtà europee, ma è pur qualcosa per un Paese come il nostro abituato, in un passato non troppo remoto e con persistenze non ancora sopìte, all’arroganza e all’inefficienza delle istituzioni, perfettamente riflessa dalla loro comunicazione: esoterica, occasionale o inesistente.<br />
Qualcosa a un certo punto successe, come dicevo, e coincise con l’inizio della comunicazione di pubblica utilità, come proprio allora fu definita. Venendo all’àmbito che professionalmente mi riguarda, furono gli anni in cui i progettisti grafici italiani – in linea con analoghi movimenti europei – diedero inizio ad una riflessione sul proprio ruolo e sulla propria responsabilità in una società ormai profondamente cambiata: si cominciava a ragionare sulla ‘grafica utile’, ossia la grafica ‘altra’ rispetto alla comunicazione persuasiva, la grafica al servizio dei cittadini, attenta alle relazioni tra individuo e istituzioni, tra comunità e territorio, tra gli individui stessi. Furono gli anni in cui i progettisti grafici ebbero modo d’intervenire come protagonisti nella comunicazione dando forma visiva all’informazione istituzionale rivolta ai cittadini.<br />
Volendo assumere alcuni avvenimenti come rappresentativi di questo movimento di pensiero e progettuale in Italia indicherei l’inizio delle esercitazioni di progettazione svolte da Albe Steiner all’Isia (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino, alla fine degli anni Sessanta; la “Biennale della grafica di pubblica utilità”, tenutasi a Cattolica nel 1984; la redazione della Carta del progetto grafico da parte dell’Aiap (associazione dei progettisti grafici italiani) e di altre realtà professionali e universitarie, nel 1989, e del Codice di etica deontologica e condotta professionale, elaborato sempre dall’Aiap, nel 1993. L’attività professionale e didattica di Steiner contribuì a diffondere in Italia un modello di progettazione grafica attento alle esigenze sociali; la mostra di Cattolica fu un’importante occasione di confronto dei risultati ottenuti fino a quel momento dalla ‘grafica utile’; i due documenti citati, infine, presero coscienza del nuovo ruolo strategico del progettista grafico nel sistema della comunicazione, dichiarandosi apertamente a sostegno di una maggiore consapevolezza e responsabilità della progettazione grafica nei confronti dell’impatto sociale, culturale e ambientale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Qualche esempio di comunicazione riuscita o mancata?</em></span><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Tra gli esempi più interessanti di comunicazione di pubblica utilità italiana in quegli anni citerei il caso della città di Pesaro [figg. 1-6], esemplare per la continuità nel tempo e per l’estensione della progettazione grafica ad un ampio arco di attività istituzionali, dalla salute alla cultura, dallo sport alle scienze naturali. Un caso, questo, che si avvicina all’idea radicata in altre democrazie dell’Europa continentale, in generale attente più alla comunicazione finalizzata alla qualità della vita quotidiana che alle sue forme spettacolari e occasionali.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0013.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-172" title="Colloquia001" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0013-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0023.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-173" title="Colloquia002" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0023-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0033.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-174" title="Colloquia003" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0033-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0043.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-175" title="Colloquia004" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0043-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0054.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-178" title="Colloquia005" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0054-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0062.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-179" title="Colloquia006" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia0062-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">A contraltare dell’esempio di Pesaro sarebbe impietoso elencare la quantità impressionante di casi italiani di comunicazione di pubblica utilità mancata, malfatta o travisata nel tempo; preferisco istituire un rapido confronto tra uno dei migliori risultati italiani e l’analoga realtà europea di quegli anni. Il caso olandese è emblematico; nel secondo dopoguerra prende avvio in Olanda un’intensa attività di progettazione grafica al servizio delle istituzioni. Gli esempi sono numerosissimi ma fra tutti citerò il sistema di identità visiva del Ministero del benessere, della salute e della cultura [fig. 7] e quello delle Poste [figg. 8-12]; queste ultime si diedero un’identità visiva istituzionale coerente (carattere tipografico, grafica per i francobolli, per i formulari e per la pubblicità, progetto dell’arredo degli uffici, delle cassette postali e degli edifici) a partire dal lontano 1920, quando il loro segretario generale, Jean-François Van Royen, iniziò a lavorare in questa direzione rivolgendosi alle correnti più rappresentative delle arti visive di allora.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia007.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-180" title="Colloquia007" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia007-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia008.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-181" title="Colloquia008" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia008-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia009.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-182" title="Colloquia009" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia009-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia010.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-183" title="Colloquia010" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia010-150x113.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia011.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-184" title="Colloquia011" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia011-150x135.jpg" alt="" width="150" height="135" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia012.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-185" title="Colloquia012" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia012-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Vorrei proseguire con tre campagne di comunicazione inglesi ed una francese sull’Aids risalenti alla fine degli anni Ottanta, dall’impostazione progettuale molto diversa. Le prime due [figg. 13-14] si basano sull’effetto provocato dalla crudezza delle immagini, sebbene la seconda sia accompagnata da un testo esplicativo; la terza [figg. 15-16], invece, rinuncia all’uso di fotografie e fornisce un’informazione più specifica. La campagna di prevenzione sviluppata in Francia [fig. 17] ha un tono della comunicazione molto diverso: vuole evidentemente evitare di suscitare panico, suggerendo invece l’idea di una malattia evitabile se affrontata con responsabilità.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia013.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-186" title="Colloquia013" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia013-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia014.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-187" title="Colloquia014" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia014-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia015.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-188" title="Colloquia015" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia015-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia016.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-189" title="Colloquia016" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia016-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia017.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-190" title="Colloquia017" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia017-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Concludo questo breve panorama con una campagna di educazione sull’igiene orale, sviluppata in seguito ad un’indagine epidemiologica che indicava la carie come un autentico flagello nei bambini di un dipartimento francese. La campagna di comunicazione venne realizzata per adattarsi ai programmi d’insegnamento delle scuole elementari, con particolare attenzione all’età dei bambini e tenendo conto delle loro diversità etniche e culturali [figg. 18-19]; materiali specifici furono approntati per gli insegnanti delle scuole sia come documentazione personale sia per svolgere attività condivise con i piccoli studenti [figg. 20-21]. Un caso, questo, di comunicazione sulla salute che si fa progetto educativo a lungo termine.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia018.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-191" title="Colloquia018" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia018-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia019.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-192" title="Colloquia019" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia019-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia020.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-193" title="Colloquia020" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia020-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia021.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-194" title="Colloquia021" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia021-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Le campagne di comunicazione istituzionali sulla salute (in Italia, dagli antibiotici alla pandemia) servono? Quale il rapporto costo-efficacia?</em><br />
<span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Non posso pronunciarmi sul rapporto fra costi e benefici delle campagne istituzionali sulla salute in Italia; credo che ogni caso andrebbe esaminato singolarmente e con molta attenzione. Quanto alla recente comunicazione sulla pandemia d’influenza ho l’impressione, come cittadino e come progettista della comunicazione visiva, che si sia trattato di un colossale pasticcio non privo di aspetti oscuri: una brutta storia, insomma. Posso aggiungere che dal periodo di cui ho parlato prima ad oggi molte cose sono cambiate. La comunicazione, visiva e non, si è fatta sempre più pervadente, sia in termini di quantità sia come ‘soglia d’impatto’: un’immagine cruda come quella della prima campagna inglese sull’Aids che ho citato non avrebbe oggi più alcuna efficacia, se mai l’ebbe allora, perché siamo saturi di immagini violente ed è sempre più difficile farsi strada nel rumore di fondo incessante della comunicazione. Insistere su questo tasto significa aderire ad un’idea di comunicazione spettacolare ed occasionale, come dicevo; al di là della violenza, che spesso mette soltanto in mostra il creativo di turno, credo che sia da rifiutare proprio la spettacolarità e l’occasionalità e lavorare sulla qualità della vita quotidiana, di cui sentiamo sempre più il bisogno. In sintesi, credo che l’unica comunicazione socialmente utile sia, al fondo, informazione per gli adulti ed educazione per i più piccoli; c’è altro per divertirsi, per provare brividi, per costruire un immaginario. Soprattutto credo che sia sempre più da ribadire la distanza irrinunciabile fra informazione e propaganda.</span></span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Con quali strumenti ed obiettivi le arti grafiche possono mettersi al servizio della comunicazione sulla salute?</em><br />
Un progettista grafico dà forma visibile alle idee – ai contenuti – usando come strumenti testi e immagini, ma non solo: il nostro mestiere è anche strutturare i contenuti articolandoli, organizzandoli e, infine, dando loro la forma visibile adeguata. Gli strumenti? Non siamo (soltanto) ‘quelli della pubblicità’, anzi: progettiamo libri, riviste, siti web, cd-rom, sistemi di segnaletica… Potremmo definirci metaforicamente come traduttori o come ambasciatori; l’importante è che i traduttori non siano traditori e che gli ambasciatori si rendano conto che possono recar pena. Penso che il nostro mestiere abbia un certo impatto sociale, ammesso che vi siano mestieri che non ne abbiano; senza sopravvalutarci, mi sento di dire che possiamo fare qualche danno e, nel caso della comunicazione sulla salute, gli esiti possono essere immediatamente tangibili. Possiamo però fare anche qualcosa di utile mettendo le nostre capacità al servizio di buoni contenuti. Il tempo della ‘grafica utile’ è tutt’altro che finito e in Italia non sono pochi gli esempi in questo senso; uno fra tutti, il progetto promosso a partire dal 2003 dal Comune di Venezia [fig. 22] che si concentra proprio sulla leggibilità della comunicazione pubblica; c’è da ricordare inoltre l’impegno incessante dell’<a href="http://www.aiap.it" target="_blank">Aiap</a> a favore della ‘grafica utile’, come nel caso del recente terremoto in Abruzzo [<a href="http://www.aiap.it/documenti/11104/145" target="_blank">http://www.aiap.it/documenti/11104/145</a>].</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia022.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-195" title="Colloquia022" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Colloquia022-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Oggi è necessario comprendere che ogni azione di comunicazione (visiva, nel nostro caso) può essere utile o dannosa e che non basta realizzare una ‘pubblicità progresso’ ogni tanto per mettersi la coscienza a posto: meglio dedicarsi a progetti duraturi ed utili, con grande cura. Ne va della salute di tutti.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: x-small;">Fabrizio M. Rossi è progettista grafico, fotografo e studioso della storia della grafica. Ha iniziato la sua attività professionale nel 1985 come consulente della Fondazione A. Olivetti. Nel 1987 ha fondato lo studio grafico <a href="http://www.ikona.it" target="_blank">Ikona</a> che tuttora dirige. Nel 2002 ha ultimato, su incarico del Consorzio Baicr (Biblioteche e Archivi degli Istituti Culturali di Roma) il progetto multimodale <em>Novecento italiano. Documenti per la storia delle idee e della società</em>. Suoi lavori sono stati selezionati ed esposti in varie rassegne internazionali, fra cui tre Biennali della grafica di Brno. È redattore della rivista “Progetto grafico”; tra le sue pubblicazioni in volume, <em>Caratteri e comunicazione visiva</em>, <em>Giochi di carattere</em>, le voci “Comunicazione visiva”, “Design industriale” e “Manifesto” nell’enciclopedia <em>Le muse</em>. Si occupa dal 1990 di formazione per la comunicazione visiva, insegnando in diverse scuole. Ha partecipato alla formulazione e allo svolgimento del <em>Corso sperimentale di grafica editoriale nelle carceri</em> (1995-1999). Dal 2006 al 2009 è stato consigliere nazionale dell’Aiap (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e ne cura i progetti a favore dell’Abruzzo.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: x-small;">1	Campagna sui consultori familiari (manifesto), Comune di Pesaro. Design: M. Dolcini, 1978.<br />
2	Campagna di prevenzione del diabete (manifesto), Comune di Pesaro. Design: M. Dolcini, 1977.<br />
3	Incontri sulla radioattività (manifesto), Comune di Pesaro. Design: M. Dolcini, 1987.<br />
4	Rossini opera festival (manifesto), Comune di Pesaro. Design: M. Dolcini, 1981.<br />
5	Festa dello sport (manifesto), Comune di Pesaro. Design: M. Dolcini, 1979.<br />
6	Serata di scienze naturali (manifesto), Comune di Pesaro. Design: M. Dolcini, 1983.<br />
7	Campagna sull’introduzione dell’identità visiva del Ministero del benessere, della salute e della cultura olandese (manifesto). Design: W. Nikkels e SDU, s.d.<br />
8	Pagina interna del Nederlandse Postzegels 1981 (annuario dei francobolli olandesi) con bozzetto (di S. Stolk) di francobollo per l’anno internazionale dei disabili, PTT. Design: A. Beeke e DEV, 1984.<br />
9	Doppia pagina interna del Nederlandse Postzegels 1984 con bozzetto (di K. Martens) di francobolli sul Parlamento europeo, PTT. Design: J. Stoopman e DEV, 1986.<br />
10	Applicazione del logo delle PTT su un edificio. Design: P. Mijksenaar e DEV, 1984.<br />
11	Manuale operativo dell’identità delle PTT. Design: P. Mijksenaar e DEV, 1979.<br />
12	Copertina dell’annuario dei francobolli, PTT. Design: J. Stoopman (Studio Dumbar) e DEV, 1986.<br />
13	Campagna sull’Aids, Central Office of Information, Departement of Health and Social Security, UK. Design: TBWA, 1986.<br />
14	Campagna stampa sull’Aids, Central Office of Information, Departement of Health and Social Security, UK. Design: TBWA, 1987.<br />
15	Locandina informativa sull’Aids, Central Office of Information, Departement of Health and Social Security, UK. Design: TBWA, 1987.<br />
16	Locandina informativa sull’Aids, Central Office of Information, Departement of Health and Social Security, UK. Design: TBWA, 1987.<br />
17	Campagna sull’Aids, Ministero della salute e della famiglia, Comitato francese d’educazione sulla salute. Design: Créhalet-Foliot-Poussielgues, 1987.<br />
18	Tavola di calendario per le scuole materne; campagna di educazione sull’igiene orale, Francia, Consiglio generale dip. Seine &#8211; Saint-Denis. S.a., 1985-1986.<br />
19	Manifesto-metro da utilizzare in casa; campagna di educazione sull’igiene orale, Francia, Consiglio generale dip. Seine &#8211; Saint-Denis. S.a., 1986-1987.<br />
20	Copertina e scheda di un calendario da costruire insieme con l’insegnante della scuola materna; campagna di educazione sull’igiene orale, Francia, Consiglio generale dip. Seine &#8211; Saint-Denis. S.a., 1987-1988.<br />
21	Tavola di calendario per le scuole materne, campagna di educazione sull’igiene orale, Francia, Consiglio generale dip. Seine &#8211; Saint-Denis. S.a., 1986-1987.<br />
[1-21: immagini tratte da <em>Images d’utilité publique</em>, Éditions du Centre Georges Pompidou. Parigi, 1988]<br />
22	“Questione di leggibilità”, pubblicazione nell’àmbito del “Progetto leggibilità, Comune di Venezia. Design: Studio Tapiro, 2005.</span></p>
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		<title>Intervista a Fabrizio M. Rossi su “Colloquia”</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/76</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 21:19:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La rivista scientifica “Colloquia” (edita da Il pensiero scientifico) pubblica, nel suo numero in uscita in questi giorni, una intervista di Manuela Baroncini a Fabrizio M. Rossi dal titolo La comunicazione (grafica e non solo) delle istituzioni sulla salute. Nell’intervista viene affrontato il tema della ‘grafica utile’: la sua storia in Italia e all’estero, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/uid_126c854b6e2.100.100.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-77" title="uid_126c854b6e2.100.100" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/uid_126c854b6e2.100.100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">La </span><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">rivista scientifica “Colloquia” (edita da <em>Il pensiero scientifico</em>) pubblica, nel suo numero in uscita in questi giorni, </span><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">una intervista di Manuela Baroncini a Fabrizio M. Rossi dal titolo <em>La comunicazione (grafica e non solo) delle istituzioni sulla salute</em>. Nell’intervista viene affrontato il tema della ‘grafica utile’: la sua storia in Italia e all’estero, la sua attualità, l’impegno dell’AIAP in questa direzione.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Nei prossimi giorni l’intervista sarà pubblicata sul <a href="http://www.aiap.it" target="_blank">sito dell’AIAP</a>.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Sul tema della comunicazione della salute segnaliamo l’articolo di Gilberto Corbellini, “Il medico e l’impaziente”, pubblicato a pagina 30 de “Il Sole 24 Ore” del 14 febbraio 2010, che recensisce il volume <em>La comunicazione della salute. Un manuale</em>, a cura della Fondazione Zoé, edito da Cortina, Milano, pp. 480, € 29,00.</span></p>
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