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	<title>Ikona Blog &#187; Grafica e società</title>
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	<description>Diario di bordo di un percorso progettuale</description>
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		<title>Scommettiamo che lo puoi leggere?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato il 16/11/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Biancoenero, Italy Di solito progettiamo per coloro che non soffrono di particolari difficoltà nel porsi in relazione con l’ambiente circostante e che, ufficialmente, costituiscono la maggioranza delle persone. È bene ricordare, tuttavia, che fra di noi c’è chi ha difficoltà più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-686" title="biancoenero_8" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_8-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Pubblicato il 16/11/11 su <a href="http://aiapzine.aiap.it/notizie/13057" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">AiapZine</span></a>. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] Biancoenero, Italy</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Di solito progettiamo per coloro che non soffrono di particolari difficoltà nel porsi in relazione con l’ambiente circostante e che, ufficialmente, costituiscono la maggioranza delle persone. È bene ricordare, tuttavia, che fra di noi c’è chi ha difficoltà più o meno gravi di approccio con quel mondo che progettiamo e che a noi sembra normale ma in realtà può essere irto di “barriere visive” per chi non gode dei nostri stessi vantaggi; si pensi, per esempio, all’universo della grafica editoriale e dunque all’atto del leggere.<br />
</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">La dislessia evolutiva è uno dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) e riguarda proprio la lettura; essa colpisce circa il 5% della popolazione scolastica di madre lingua italiana e il 6% di quella di madre lingua non italiana. A questa parte di studenti affetti da quello che è un disturbo importante si aggiunge un buon 50% di ragazzi che non leggono altri libri se non quelli di testo e, ad essi, un altro cospicuo numero di “lettori pigri o riluttanti”.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Secondo quanto afferma la psicologa cognitiva Alessandra Finzi, «la dislessia evolutiva (DE) è una difficoltà di lettura che si manifesta in presenza di risorse cognitive e d’istruzione adeguate e in assenza di deficit sensoriali e neurologici. Nei bambini e ragazzi con DE le difficoltà di decodifica del testo determinano affaticamento e quindi comprensibilmente una certa riluttanza nella lettura. Di fronte a ciò la strategia maggiormente adottata è l’utilizzo di strumenti compensativi che, pur mostrandosi spesso utili, finiscono talvolta con l’allontanare ulteriormente i ragazzi dall’oggetto libro […]. Gran parte dei lavori riportati in letteratura […] individua il core symptom del disturbo nella componente fonologica del linguaggio. Spesso alle difficoltà di lettura sono stati, però, associati anche disturbi quali deficit di natura attentiva e difficoltà visive. Può capitare che ragazzi con DE rallentino la decodifica quando il target visivo è circondato da distruttori, mentre siano favoriti quando viene aumentato lo spazio tra le lettere o tra le parole. Inoltre, molti ragazzi con DE confondono le lettere e le parole di simile configurazione o hanno difficoltà a selezionare visivamente o a individuare pattern di lettere all’interno delle parole».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Un interessante contributo di risposta, tutto italiano, al problema della dislessia evolutiva è la font open type Biancoenero©. La font è stata disegnata dai progettisti grafici Riccardo Lorusso e Umberto Mischi, con la consulenza della già citata Alessandra Finzi, di Daniele Zanoni (egli stesso affetto da dislessia, laureato in fisica ed esperto di metodi di studio in disturbi dell’apprendimento) e Luciano Perondi (disegnatore di caratteri e docente di tipografia all’ISIA di Urbino). La font è parte del Progetto alta leggibilitàdella casa editrice Biancoenero, che ne prevede l’uso in collane editoriali insieme ad accorgimenti d’impaginazione e linguistici mirati ad una lettura più agevole.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">La font assume come tipiche della persona dislessica alcune difficoltà nel discriminare caratteri di forma analoga ma diversamente orientati nello spazio (come la “p” e la “b”, la “d” e la “q”, la “u” e la “n”, la “a” e la “e”, la “b” e la “d”) così come caratteri che presentano somiglianze (come la “m” e la “n”, la “c” e la “e”, la “f” e la “t”, la “l” e la “I”), introducendo differenziazioni sensibili fra tali segni, insieme all’enfasi, nel minuscolo, di ascendenti e discendenti rispetto all’occhio medio. In alcuni caratteri “critici” – come la “v”, confondibile con la “w”, o la già menzionata “u” – è stata effettuata una riduzione dell’altezza dell’occhio medio. Tali accorgimenti, tuttavia, non ne fanno una font eccessivamente diversa dalle altre abitualmente in uso in libri per ragazzi, evitando così una distanza psicologica nel lettore dislessico. «Tutte le variazioni introdotte sono compatibili con il disegno e con la struttura “ritmica” tipica dei caratteri latini […] senza penalizzare l’efficienza e la qualità tipografica complessiva», come afferma Perondi nello specimen del carattere auspicando «l’adozione estesa di tali varianti nella tipografia latina abituale».</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Biancoenero © è disponibile gratuitamente per fini non commerciali a chiunque ne faccia richiesta; è un progetto aperto a suggerimenti, al fine di migliorarne l’efficacia.<br />
In questo spirito sarebbe interessante ricevere nel corso del tempo – dagli autori, dall’editore e da chiunque ne farà un uso consapevole – un racconto dei risultati ottenuti attraverso questa font.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Per informazioni:</em><br />
info[at]biancoeneroedizioni[dot]com</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-687" title="biancoenero_6" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_6-176x300.jpg" alt="" width="176" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-688" title="biancoenero_7" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_7-174x300.jpg" alt="" width="174" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-689" title="biancoenero_9" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_9-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-690" title="biancoenero_10" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_10-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-691" title="biancoenero_11" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_11-187x300.jpg" alt="" width="187" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-692" title="biancoenero_12" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/11/biancoenero_12-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
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		<title>Istituzioni che insegnano</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 16:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato il 24/10/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of www.google.it, Italy Le idee contemporanee di ‘museo’ e ‘biblioteca’ devono necessariamente tener conto di una realtà mobile e multiforme, in rapido e spesso vertiginoso divenire. Non più soltanto luoghi di conservazione, ecco dunque che queste istituzioni, così legate al passato, affrontano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-649" title="Palatina_04" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_04-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Pubblicato il 24/10/11 su <a href="http://http://aiapzine.aiap.it/notizie/13029" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">AiapZine</span></a>. [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of www.google.it, Italy</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Le idee contemporanee di ‘museo’ e ‘biblioteca’ devono necessariamente tener conto di una realtà mobile e multiforme, in rapido e spesso vertiginoso divenire. Non più soltanto luoghi di conservazione, ecco dunque che queste istituzioni, così legate al passato, affrontano il presente diventando luoghi di formazione e di confronto, ponti ideali per comprendere l’origine del presente e i possibili sviluppi del futuro.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Il sistema scolastico italiano, purtroppo, non prevede un’adeguata ‘alfabetizzazione’ tipografica, calligrafica o epigrafica né sufficienti nozioni di storia del libro e dell’editoria, rinunciando così a trasmettere una porzione importante del nostro patrimonio culturale: in buona sostanza, la storia dei modi del leggere e dello scrivere e, possibilmente, la loro pratica; questa grave carenza formativa risulta drammaticamente evidente a chiunque si trovi a insegnare tipografia o grafica editoriale a giovani diplomati. È opportuno, dunque, mettere in risalto ogni iniziativa che cerchi di sopperire alle distrazioni, se non alle scelte omissive, dei programmi ministeriali.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">In questa prospettiva segnaliamo il ciclo di seminari <strong>“Il libro ha un futuro?”</strong>, organizzati dalla Biblioteca Palatina e il Museo Bodoniano di Parma, che si svolgeranno nel salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina e saranno a ingresso libero. Il primo incontro avrà luogo martedì 25 ottobre (ore 9 &#8211; 10,30): Orazio Tarroni illustrerà <em>La rivoluzione della pubblicazione dei libri: dalla tipografia manuale alla tipografia a computer. Tecniche in evoluzione.</em> Il secondo incontro avverrà mercoledì 16 novembre (ore 11.30 – 13.00): Luca Formenton affronterà il tema de <em>Le scelte delle case editrici</em>. L’ultimo appuntamento è per martedì 29 novembre (ore 9.00-10.30): Annamaria Tammaro parlerà delle previsioni su <em>Il futuro del libro</em>.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Le due istituzioni partecipano inoltre, per la prima volta, al progetto di didattica museale <strong>“A scuola nei musei: dalla preistoria all’età moderna”</strong>, rivolto alle scuole di Parma e Provincia, di ogni ordine e grado a partire dalle classi 3° elementari.<br />
Il progetto, totalmente gratuito, è nato nel 2010 per favorire nelle giovani generazioni la sensibilità e il rispetto nei confronti dei beni culturali, oltre a stimolare la frequentazione dei luoghi museali e di arte. L’iniziativa è realizzata in collaborazione tra Galleria nazionale di Parma, Museo archeologico nazionale di Parma, Biblioteca Palatina, Museo Bodoniano e la Fondazione Cariparma a seguito di una convenzione con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna.<br />
Il Museo Bodoniano e la Biblioteca Palatina saranno coinvolte nel progetto con alcuni percorsi offerti agli studenti:<br />
<strong>Percorsi al Museo Bodoniano</strong><br />
1. <em>Il mestiere del tipografo a Parma</em>; 2. <em>Lettere di piombo</em>; 3. <em>Sulle tracce di Bodoni</em>; 4. <em>La marca tipografica</em>; 5. <em>Che carattere!</em> (per tutte le scuole).<br />
<strong>Percorsi alla Biblioteca Palatina</strong><br />
1. <em>La biblioteca</em> (per scuole medie e superiori); 2. <em>La scrittura ed il libro manoscritto</em> (per 5a elementare, medie e superiori).<br />
L’attività didattica si svolgerà durante tutto l’anno scolastico 2011-2012.<br />
L’associazione culturale “Artificio comunicazione &amp; arte” di Parma si occupa dello svolgimento dell’attività didattico-educativa unitamente alla segreteria organizzativa, le prenotazioni e la comunicazione con le scuole, avvalendosi di personale in possesso di competenze ed esperienze specifiche di didattica museale nei settori dell’archeologia, della storia dell’arte e dell’architettura.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Per informazioni</em><br />
Associazione Amici della biblioteca Palatina e del museo Bodoniano<br />
Strada alla Pilotta 3 – I-43121 Parma<br />
T +39 0521 220411 F +39 0521 235662<br />
<em>Ufficio rapporti istituzionali e comunicazione</em><br />
Daniela Moschini (responsabile)<br />
T +39 0521 220 433<br />
<a href="mailto:daniela.moschini@beniculturali.it">daniela[dot]moschini[at]beniculturali[dot]it</a><br />
Caterina Silva<br />
T +39 0521 220 449<br />
<a href="mailto:museobodoni@beniculturali.it">museobodoni[at]beniculturali[dot]it</a><br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/bodoniano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-653" title="bodoniano" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/bodoniano.jpg" alt="" width="250" height="158" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-654" title="Palatina_01" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_01.jpg" alt="" width="256" height="178" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-655" title="Palatina_02" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_02-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-656" title="Palatina_03" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_03-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_06.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-657" title="Palatina_06" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_06.jpg" alt="" width="210" height="289" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_07.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-658" title="Palatina_07" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/Palatina_07-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></p>
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		<title>Ritratto di Adriano Olivetti</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 14:16:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicato il 13/10/11 su AiapZine. [text] Fabrizio M. Rossi [images] Google Italy «In me non c’è futuro»: questo è il titolo del film di Michele Fasano centrato sulla figura e l’opera di Adriano Olivetti. Da una grande quantità di documenti originali e materiali di repertorio, tratti da una ventina di archivi internazionali, il regista mette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/olivetti_adriano3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-633" title="olivetti_adriano" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/olivetti_adriano3-300x102.jpg" alt="" width="300" height="102" /></a>Pubblicato il 13/10/11 su <a href="http://aiapzine.aiap.it/notizie/13010" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">AiapZine</span></a>. [text] Fabrizio M. Rossi [images] Google Italy<br />
</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">«In me non c’è futuro»: questo è il titolo del film di Michele Fasano  centrato sulla figura e l’opera di Adriano Olivetti. Da una grande  quantità di documenti originali e materiali di repertorio, tratti da una  ventina di archivi internazionali, il regista mette in scena la storia  di una delle figure più rilevanti del panorama italiano e  internazionale, scomparsa prematuramente nel 1960.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">È la storia non soltanto di un’impresa di successo e della sua  cifra caratteristica, lo ‘stile Olivetti’, ma anche di un modello  pionieristico e democratico di organizzazione del lavoro e dell’impegno  politico di Adriano Olivetti.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">In programma venerdì 14 ottobre,  ore 17, al Cinema Politeama (via Piave, 3) di Ivrea. In collaborazione  con “Slow Cinema” e Libreria Cossavella, con il patrocinio del Comune di  Ivrea, Fondazione Guelpa e Fondazione Adriano Olivetti.<br />
A seguire, incontro con il regista <strong>Michele Fasano</strong> e <strong>Laura Olivetti</strong>, Presidente della Fondazione.</span></p>
<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/lettera_22_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-634" title="lettera_22_1" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/lettera_22_1-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/140909800_flyer_olivetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-636" title="140909800_flyer_olivetti" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/140909800_flyer_olivetti-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/lettera_22_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-638" title="lettera_22_2" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/lettera_22_2-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/fabbrica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-639" title="fabbrica" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/10/fabbrica-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /></a></p>
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		<title>Ashby e l’Abruzzo</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/539</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 11:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo pubblicato su AiapZine, 15/9/11 [text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of Thomas Ashby, Great Britain. Riprende il suo itinerario abruzzese la mostra fotografica “Ashby e l’Abruzzo”, patrocinata dall’Aiap. Chiusi i battenti della prima tappa aquilana, l’esposizione si è spostata a Pescara, al Museo delle Genti d’Abruzzo (fino all’8 agosto), poi a Sulmona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/47acc20201f719657fc1dc3009b674131.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-542" title="47acc20201f719657fc1dc3009b67413" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/09/47acc20201f719657fc1dc3009b674131-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Articolo pubblicato su <a href="http://aiapzine.aiap.it/notizie/12897"><span style="color: #ff0000;"><strong>AiapZine</strong></span></a>, 15/9/11<br />
[text] Fabrizio M. Rossi, Italy / [images] courtesy of Thomas Ashby, Great Britain.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><br />
Riprende il suo itinerario abruzzese la mostra fotografica “Ashby  e l’Abruzzo”, patrocinata dall’Aiap. Chiusi i battenti della prima  tappa aquilana, l’esposizione si è spostata a Pescara, al <em>Museo delle Genti d’Abruzzo</em> (fino all’8 agosto), poi a Sulmona al <em>Museo dell&#8217;Annunziata</em> (dal 12 agosto al 18 settembre). Ora sarà a Chieti al <em>Museo</em> <em>Archeologico Nazionale dell&#8217;Abruzzo</em> di Villa Frigerj (dal 24 settembre al 20 novembre) e infine a Teramo al <em>Museo Civico “F. Savini”</em> (dal 26 novembre al 15 gennaio 2012).<br />
Dal 27 settembre all&#8217;1 ottobre la mostra di Ashby sarà visitabile anche al <em>Palazzo Viceregio</em> di Cagliari in occasione di <a href="http://www.aiap.it/designper"><span style="color: #ff0000;">Aiap DesignPer 2011</span></a>, la settimana internazionale della grafica.<br />
L’Aiap è lieta di presentare sul proprio sito un’<span style="color: #000000;"><a href="http://www.aiap.it/notizie/12707" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">a</span><span style="color: #ff0000;">nteprima virtuale</span></a></span> dell’intera mostra, nell’augurio che possa essere un invito a visitare l’esposizione in una delle sue tante tappe italiane.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Design for Volunteering</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 17:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[RAI Segretariato Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo il lancio del concorso Design for Volunteering di Utilità Manifesta/design for Social, patrocinato da: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Regione Umbria, Icograda/International Council of Graphic design Associations, Aiap &#8211; Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva, ADI-Associazione per il Design Industriale &#8211; delegazione Umbria, Rai Segretariato Sociale, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/05/Volunteering-design1.jpg"><img src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/05/Volunteering-design1.jpg" alt="" title="Volunteering design" width="160" height="160" class="alignleft size-full wp-image-496" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Segnaliamo il lancio del concorso <strong>Design for Volunteering</strong> di <em>Utilità Manifesta/design for Social</em>, patrocinato da:<br />
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Regione Umbria, Icograda/International Council of Graphic design Associations, Aiap &#8211; Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva, ADI-Associazione per il Design Industriale &#8211; delegazione Umbria, Rai Segretariato Sociale, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.<br />
Il concorso sostiene l’Anno europeo del Volontariato invitando grafici e disegnatori industriali &#8211; professionisti e in formazione &#8211; a progettare il nuovo linguaggio della solidarietà e della cooperazione sociale.<br />
Scadenza: 30 Luglio 2011.<br />
Informazioni e bando di partecipazione sul sito di <a href="http://www.utilitamanifesta.it">Utilità Manifesta</a>.</p>
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		<title>Festeggiamo il meglio dell’Italia.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 15:26:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nonostante tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/03/bandiera.png"><img class="alignleft size-full wp-image-469" title="bandiera" src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/03/bandiera.png" alt="" width="305" height="100" /> </a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/03/bandiera.png"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Nonostante tutto.</span></a></p>
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		<title>Cinque cose da sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 14:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinque cose da sapere per una buona comunicazione visiva. Fabrizio M. Rossi interviene sulla newsletter de “Il pensiero scientifico”, “Va’ pensiero”, con alcuni consigli per migliorare la forma dei nostri contenuti. A questa uscita della newsletter è abbinato un concorso di cultura tipografica; in palio Le magliuscole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/01/header305x100.jpg"><img src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2011/01/header305x100.jpg" alt="" title="header305x100" width="305" height="100" class="alignleft size-full wp-image-469" /></a>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"> Cinque cose da sapere per una buona comunicazione visiva. Fabrizio M. Rossi interviene sulla newsletter de “Il pensiero scientifico”, <a href="http://www.pensiero.it/vapensiero/archivio/numero.asp?issue=461">“Va’ pensiero”</a>, con alcuni consigli per migliorare la forma dei nostri contenuti. A questa uscita della newsletter è abbinato un <a href="http://www.pensiero.it/vapensiero/completo.asp?ID=961">concorso</a> di cultura tipografica; in palio <a href="http://www.ikona.net/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=4&#038;Itemid=8">Le magliuscole</a>.</p>
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		<title>Meno spreco più diritti</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/452</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 09:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prorogata al 30 ottobre 2010 la data di scadenza per la partecipazione al concorso “Meno spreco, più diritti”. Per ulteriori informazioni: www.utilitamanifesta.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Prorogata al 30 ottobre 2010 la data di scadenza per la partecipazione al concorso “Meno spreco, più diritti”. Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.utilitamanifesta.it">www.utilitamanifesta.it</a><br />
<a href="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/09/testata11.gif"><img src="http://www.ikona.net/blog/wp-content/uploads/2010/09/testata11-300x173.gif" alt="" title="testata11" width="300" height="173" class="alignleft size-medium wp-image-454" /></a></p>
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		<title>Progresso civile</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/429</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 09:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oggi l’Europa è diventata più civile. Infatti, se visitate il castello di Warwick, in Inghilterra, troverete il seguente cartello: Le camere di tortura sono sconsigliate ai visitatori in sedia a rotelle”. Paul Collins, Al paese dei libri. Adelphi, Milano 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">“Oggi l’Europa è diventata più civile. Infatti, se visitate il castello di Warwick, in Inghilterra, troverete il seguente cartello:<br />
<strong>Le camere di tortura sono sconsigliate ai visitatori in sedia a rotelle</strong>”.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Paul Collins, <em>Al paese dei libri</em>. Adelphi, Milano 2010.</p>
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		<title>L’estate di ogni abiezione</title>
		<link>http://www.ikona.net/blog/archives/403</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 20:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica e società]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio m. rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduciamo e pubblichiamo quest’articolo di Hervé Le Crosnier (Caen, 1 agosto 2010) sulle recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica francese, secondo cui una condanna penale potrebbe comportare la perdita della nazionalità: se Atene piange, Sparta non ride. Pubblicato sotto licenza Creative Commons by-nc. Le dichiarazioni di Nicolas Sarkozy a Grenoble, rafforzate da quelle di Brice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Traduciamo e pubblichiamo quest’articolo di Hervé Le Crosnier (Caen, 1 agosto 2010) sulle recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica francese, secondo cui una condanna penale potrebbe comportare la perdita della nazionalità: se Atene piange, Sparta non ride.<br />
Pubblicato sotto licenza Creative Commons by-nc.</span></em></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Le dichiarazioni di Nicolas Sarkozy a Grenoble, rafforzate da quelle di Brice Hortefeux sulla gestione “di sicurezza” della nazionalità pongono evidenti problemi di costituzionalità ma ci impongono di riflettere immediatamente su almeno due punti: innanzitutto sulla necessità di riprendere il filo storico che fa sì che la situazione attuale puzzi di fine anni Trenta, poco prima dell’abiezione totale; poi sul dover comprendere quel che rende possibile questa deriva e, in particolare, cercare nelle pratiche delle opposizioni gli atteggiamenti che lasciano aperte le porte ad una simile situazione.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">La “nazionalità” è un accordo convenzionale, non esiste “naturalmente”. Uno stato colonizzatore come la Francia lo sa bene, avendo “ritagliato” il mondo con frontiere “nazionali” al di fuori di ogni storia comune o di ogni progetto condiviso. La Francia è essa stessa uno Stato costruito grazie all’aver messo sotto tutela popoli all’interno delle sue stesse frontiere (bretoni, baschi, corsi, occitani…) in nome di un progetto “nazionale” e “repubblicano”. Essere francesi è una convenzione che è cambiata nel tempo e che cambierà ancora (ci definiremo forse europei tra un secolo?). Questa convenzione assoggetta gli individui alla nazione di cui essi sono membri. A lungo la coscrizione militare ne è stata simbolo. Una volta accordata la nazionalità per nascita (diritto del suolo), per filiazione (diritto del sangue) o per naturalizzazione, i diritti e i doveri sono gli stessi per tutti. Ammettere la “doppia ammenda” d’una condanna penale seguita da una perdita di nazionalità significa denigrare il funzionamento globale della giustizia: le pene comminate non sarebbero forse sufficienti, non sarebbero ‘giuste ed equilibrate” al punto che l’autorità amministrativa debba aggiungervene altre in modo arbitrario?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Ma, ancor peggio, ci sarebbe dunque un’anteriorità alla condizione convenzionale della nazionalità? Quante generazioni saranno considerate passibili del ritiro della nazionalità e sistemate in campi “di transito”? Quelli che non percepiscono in questo gli orrori degli ani Trenta hanno le orecchie ben turate: l’espressione “quarto di giudeo” non dice loro nulla?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Gli effetti dei discorsi della cricca al potere non possono giudicarsi nel breve termine. Quando Marine Le Pen esprime la propria soddisfazione al riguardo e vi vede la conferma delle proprie tesi, bisogna comprendere la deriva collettiva che ciò pone in atto. I razzisti al potere, anche dopo una condanna giudiziaria come nel caso di Brice Hortefeux, preparano un avvenire che non ha nulla di repubblicano e tutto di un’organizzazione del mondo per clan. Il sospetto si instaura e, invece di pensare la nazione come un progetto collettivo, la si va a definire come una zona protetta, ad immagine e somiglianza di quei condominii per ricchi irti di filo spinato e protetti da guardie armate, così da creare una sorta di “pelle di leopardo” su tutto il pianeta.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Evidentemente questa tendenza non è limitata alla Francia, purtroppo. Numerosi paesi vogliono decidere arbitrariamente la nazionalità. È l’essere “avoriano” nella Costa d’Avorio, è lo status differente degli ebrei e degli “arabi israeliani”, è il dibattito sui “chicanos”, è la questione lombarda in Italia… Il mondo globalizzato sta rimpiazzando i conflitti geopolitici con forme interne di etnicizzazione e di gerarchizzazione. Si sarebbe potuto credere abbandonata questa logica dopo il Secolo dei Lumi. L’esempio della Germania degli anni Trenta – sebbene fosse uno tra i paesi più ricchi di filosofi, poeti, musicisti, pensatori – avrebbe potuto illuminarci sul pericolo permanente di un ritorno alla barbarie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Ma non arrivo ad arrendermi a vedere la Francia “dei Diritti dell’Uomo” – quella che si raffigura ad un tempo come un paradiso (grazie alla sua protezione sociale) e come un punto di riferimento nella capacità di rivolta e di rifiuto dell’arbitrio (la presa della Bastiglia) – sprofondare a sua volta nella follia razzista, con tutte le conseguenze sulla fine dello “stato di diritto” che annuncia il diffondersi di nuove guerre “asimmetriche” contro le popolazioni più inermi. I segni sono tuttavia chiari, dopo l’adozione dello “stato d’urgenza” nel novembre 2005, le retate all’uscita dalle scuole di ragazzini figli di “sans papiers”, il caso della “giungla” di Calais e le rodomontate dei ministri sulla nazionale di calcio…</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Cos’è che rende possibile una simile abiezione, dal momento che sappiamo bene che ogni piccola affermazione non fa che preparare la successiva, in una spirale regressiva senza fine? Ecco la seconda domanda, più importante ancora per l’avvenire e, soprattutto, ecco la domanda che si pone a chiunque abbia a cuore la giustizia, l’uguaglianza e la fratellanza: cosa abbiamo lasciato fare? Cosa ancora stiamo lasciando fare?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">I discorsi dei potenti ci mostrano le nostre debolezze. Rappresentando il “maggio ‘68” come fonte della delinquenza, dei problemi della scuola, del rapporto fra genitori e figli, accusando i cittadini preoccupati per la libertà, per il dibattito democratico, per la generosità, essi ci dicono in realtà che abbiamo lasciato dilapidare il potenziale libertario scaturito dall’ultima grande rivolta francese. Situandosi su questo versante ideologico e culturale, questi discorsi evitano di porre la questione dei rapporti di forza propriamente economici che conducono più del 10% della popolazione alla disoccupazione, che riducono le prestazioni di assistenza sociale e sanitaria, che marginalizzano i quartieri poveri per mancanza di fondi per la ricostruzione e la pianificazione, per mancanza di personale per assicurare il “servizio al pubblico”… perché la nostra focalizzazione sui cambiamenti “morali”, sulle questioni “societarie” ha permesso che si installi un modello economico di dominazione che ci conduce alla situazione attuale. Delinquenza, insicurezza, da una parte; autoritarismo e razzismo, dall&#8217;altra, sono le due mammelle della società neoliberale. L’accettazione, da parte del partito socialista, della globalizzazione neoliberale – fino a vedere due dei suoi dirigenti eminenti collocati alla testa uno dell’FMI, l’altro dell’OMC, i due organismi più significativi del nuovo ordine economico mondiale – è certamente una svolta fondamentale in questa breve traiettoria storica. Ma il nostro abbandono della costruzione di un’autentica forza sociale, culturale e politica in nome dell’“è sempre meglio che niente” è altrettanto colpevole.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Quando siamo consapevoli dell&#8217;evoluzione terribile del mondo e vediamo il nostro universo politico dilaniato, incapace di riunirsi sui punti fondamentali; quando vediamo i dirigenti delle cellule di partito, la cui sola speranza burocratica è superare lo sbarramento del 5%, pavoneggiarsi aggrappati alle loro &#8220;verità&#8221; come patelle sullo scoglio per resistere alla marea; quando assistiamo allo sbandamento delle organizzazioni di azione sociale incapaci di comprendere la posta in gioco della lotta contro la disoccupazione, l&#8217;organizzazione dei quartieri, la rivolta dei giovani senza speranza… non siamo noi stessi complici “per astensione” della deriva in atto?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">Non è mai troppo tardi. Ma sarebbe meglio che noi decidessimo il più presto possibile di tornare sulla scena politica a partire dalle esperienze dei movimenti sociali, a partire dalle riflessioni polifoniche delle diverse correnti della sinistra critica e delle associazioni sociali. Lasciare ancora le decisioni ad altri che hanno già mostrato l’estensione della loro incapacità a formare un fronte sufficientemente forte contro la dominazione autoritaria che accompagna il neoliberalismo sarebbe piegarsi di nuovo di fronte al bulldozer razzista. La concezione di una società di lupi in guerra permanente tutti contro tutti è il modello maggioritario, tanto nei film hollywoodiani quanto per i dirigenti della nostra destra revanscistica e animata dall’odio. Non lasciamo che prenda piede. Riprendiamo la battaglia culturale e ideologica sul fronte politico.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;">In fondo il futuro appartiene ai sostenitori della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza, ma sarebbe meglio che non si avverasse dopo una crisi umana e morale così grande. Fin da ora bisogna correggere la rotta. Sta a voi farlo, voi che avete avuto il coraggio di leggere fino a qui. Che ciascuno trovi il proprio cammino ma soprattutto ritorni alla discussione, allo scambio, a mettersi in gioco sulla scena pubblica. Troviamo nuove forme d&#8217;organizzazione in rete, di accordo e di coordinamento, ma soprattutto non restiamo paralizzati dall’arroganza di chi ci governa.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: georgia,palatino; font-size: small;"><em>Traduzione di Fabrizio M. Rossi</em></span></p>
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